Un ragazzo di 28 anni, cresciuto a Mondovì, in provincia di Cuneo, è il miglior cioccolatiere del mondo. Tommaso Grollero ha vinto il World Chocolate Masters 2026 ad Anversa, in Belgio, diventando campione mondiale in una delle competizioni più selettive e tecnicamente impegnative dell’intero panorama dolciario internazionale. Un risultato che non arrivava da 13 anni e che riporta l’Italia sul gradino più alto del podio del cioccolato.
Tredici anni di attesa, poi Anversa
Il 26 e 27 ottobre 2026, il centro fieristico di Anversa ha ospitato la finale mondiale del World Chocolate Masters, con 15 finalisti provenienti da tutto il mondo pronti a sfidarsi su un tema preciso: Play!. Un concept che ha imposto ai concorrenti di reinterpretare il gioco attraverso il linguaggio del cioccolato — non soltanto come ingrediente, ma come materia plastica, narrativa, tecnica.
Grollero ha saputo tradurre quel tema meglio di chiunque altro. Il risultato è stato proclamato il 28 ottobre, e con esso è arrivata la conferma: l’Italia torna a vincere il titolo più ambito della cioccolateria mondiale per la prima volta dal 2013. L’ultimo italiano a riuscirci era stato Davide Comaschi, anch’egli campione del mondo in quella edizione ormai lontana più di un decennio.
Chi è Tommaso Grollero, il campione che viene dal Piemonte
Classe 1998, Tommaso Grollero arriva da Mondovì, una cittadina delle Langhe-Monferrato nel cuneese, territorio che non ha bisogno di presentazioni quando si parla di cultura gastronomica piemontese. A 28 anni conquista il titolo mondiale, ma il suo percorso verso Anversa era già iniziato con un passo decisivo: il gennaio 2024, quando aveva vinto la selezione italiana del World Chocolate Masters al Sigep di Rimini, la fiera internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianale.
Quella vittoria alla selezione nazionale lo aveva qualificato direttamente alla finale mondiale, garantendogli quasi tre anni di preparazione per affinare ogni dettaglio. Una finestra temporale che, evidentemente, ha saputo sfruttare al meglio.
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Il Piemonte, del resto, non è un territorio estraneo all’eccellenza cioccolatiera. La tradizione del cioccolato in questa regione affonda le radici in secoli di storia, dal gianduiotto torinese alle manifatture artigianali che ancora oggi definiscono uno standard qualitativo riconosciuto a livello internazionale. Grollero si inserisce in questa filiera con una formazione evidentemente solida e una visione contemporanea.
Il World Chocolate Masters: cosa significa davvero vincere
Per chi non conosce la competizione, il World Chocolate Masters è considerato il campionato mondiale della cioccolateria professionale. Non si tratta di una semplice gara di assaggio o di estetica: i concorrenti vengono valutati su più prove che includono sculture in cioccolato, praline, pezzi artistici e creazioni legate al tema dell’edizione. La coerenza concettuale, la tecnica esecutiva e la capacità di innovare all’interno di un linguaggio artigianale sono tutti elementi che pesano nella valutazione finale.
Arrivare alla finale significa già essere tra i migliori al mondo. Vincerla, tra 15 finalisti selezionati a livello globale, è un’altra cosa. Per l’Italia, questo titolo non è soltanto un riconoscimento individuale: è la conferma che la scuola italiana della pasticceria e della cioccolateria continua a produrre talenti capaci di competere — e vincere — al massimo livello internazionale.
Puoi approfondire la storia della competizione e le sue edizioni sul sito ufficiale del World Chocolate Masters.
Dalla selezione al titolo: un percorso lungo tre anni
La struttura del World Chocolate Masters prevede selezioni nazionali nei Paesi partecipanti, seguite da una finale mondiale che si tiene ogni due anni circa. Grollero aveva superato la fase italiana nel gennaio 2024 al Sigep di Rimini, battendo la concorrenza dei migliori professionisti del settore nel nostro Paese. Da quel momento, il percorso verso Anversa è diventato il suo orizzonte principale.
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Tre anni di lavoro, di ricerca, di sperimentazione sul tema Play!. Un tema che può sembrare leggero in superficie, ma che in realtà richiede una capacità interpretativa sofisticata: come si traduce il concetto di gioco in una scultura di cioccolato? Come si porta quella stessa idea in una pralineria? Come si mantiene la coerenza tra le diverse prove senza perdere la qualità tecnica?
Grollero ha risposto a queste domande meglio di tutti gli altri 14 finalisti presenti ad Anversa, e il verdetto finale non ha lasciato spazio a dubbi.
Cosa cambia per la pasticceria italiana dopo questo titolo
Un titolo mondiale non trasforma automaticamente un settore, ma lo certifica. La vittoria di Tommaso Grollero al World Chocolate Masters 2026 arriva in un momento in cui la pasticceria italiana sta attraversando una fase di rinnovamento generazionale: nuovi professionisti, spesso giovani e con una formazione ibrida tra tradizione artigianale e influenze internazionali, stanno ridefinendo cosa significa fare cioccolato in Italia oggi.
Grollero, con i suoi 28 anni e le sue radici piemontesi, rappresenta esattamente questo profilo. Non è un nome già consolidato nel grande circuito mediatico della pasticceria italiana, ma da oggi il suo nome è scritto nell’albo d’oro della competizione più importante del settore. Un punto di partenza, non di arrivo, per una carriera che ha appena guadagnato visibilità globale.
Per il mondo della cioccolateria artigianale italiana, che lavora spesso nell’ombra rispetto ai grandi nomi della ristorazione, questo riconoscimento vale doppio: ricorda a tutti che l’eccellenza dolciaria italiana non si misura soltanto in stelle Michelin o classifiche dei migliori ristoranti, ma anche — e forse soprattutto — nella qualità di chi lavora ogni giorno con le mani e con il cioccolato.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








