C’è un momento, ogni autunno, in cui Milano ricomincia a pensare al cioccolato. E la storica Marchesi 1824 ha scelto di anticipare quella stagione con una mossa precisa: il 30 settembre 2026 ha presentato una nuova linea di praline esagonali cioccolato e tavolette, costruita attorno a dieci gusti inediti e a una forma geometrica che, nel panorama della cioccolateria artigianale italiana, non è esattamente la norma. Il risultato è una collezione che si chiama — non a caso — Piccolo Vizio, e che nasce direttamente dal Laboratorio del Cioccolato della maison milanese.
Una forma che non è solo estetica
L’esagono non è una scelta casuale. In architettura e in natura — dal favo delle api alle strutture cristalline — la forma esagonale risponde a un principio di efficienza: massima superficie, minimo spreco di spazio. Applicata alla cioccolateria, quella stessa logica si traduce in una pralina che si impila, si confeziona e si presenta in modo ordinato, senza gli spigoli fragili di un quadrato né la superficie dispersiva di un ovale.
Ma la geometria, da sola, non basta a giustificare una collezione. Ciò che distingue le praline esagonali cioccolato di Marchesi 1824 è la combinazione tra la forma e la tecnica del guscio sottilissimo: uno strato di copertura ridotto al minimo, che cede quasi immediatamente sotto i denti senza opporre resistenza, lasciando che il ripieno occupi subito tutta la bocca. È una scelta tecnica impegnativa — un guscio troppo sottile si rompe durante la produzione, un guscio troppo spesso soffoca il ripieno — e indica un livello di controllo in laboratorio che non è banale da raggiungere.
Il cuore della collezione: il Gran Cuvée Venezuela 74%
Al centro della nuova produzione c’è il Gran Cuvée Venezuela 74%, il cioccolato fondente scelto come base per l’intera linea. Non è un dettaglio decorativo: il cioccolato Venezuela è noto per le sue note fruttate e leggermente acidule, con una persistenza che si presta bene a reggere ripieni complessi senza sovrastarli. Usarlo come fil rouge dell’intera collezione significa costruire un’identità gustativa coerente, dove ogni gusto dialoga con lo stesso fondamento aromatico.
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La scelta di un’origine geografica precisa — e non di un blend anonimo — è anche un segnale di posizionamento. Marchesi 1824 comunica così che la nuova linea non è un’operazione di marketing stagionale, ma una proposta che nasce da una riflessione sul prodotto. Il Laboratorio del Cioccolato della maison diventa in questo senso il luogo in cui tradizione artigianale e ricerca sulle materie prime si incontrano.
Dieci gusti, tra yogurt e liquirizia
La collezione conta dieci nuovi gusti, e già dai due confermati — yogurt e liquirizia — si intuisce la direzione. Sono due ingredienti che non appartengono al vocabolario classico della cioccolateria da regalo: lo yogurt porta acidità e una freschezza lattica che contrasta il fondente; la liquirizia introduce una nota erbacea e quasi medicinale, con quella persistenza amaricante che divide sempre il pubblico ma che, abbinata a un cioccolato al 74%, trova un equilibrio interessante.
Entrambe le scelte raccontano un approccio che guarda ai contrasti piuttosto che alle consonanze. Non si tratta di ripieni che amplificano la dolcezza del cioccolato, ma di ingredienti che lo interrogano, che ne testano i limiti aromatici. È una tendenza che negli ultimi anni ha attraversato la cioccolateria europea di ricerca — da Parigi a Copenhagen — e che ora trova espressione anche in una maison milanese con quasi due secoli di storia alle spalle.
Gli altri otto gusti della collezione non sono stati dettagliati nelle comunicazioni ufficiali al momento della presentazione, ma la logica degli abbinamenti confermati suggerisce una linea coerente: ingredienti non convenzionali, trattati con la stessa cura artigianale che Marchesi 1824 riserva ai suoi prodotti storici.
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Le tavolette, l’altro lato della collezione
Accanto alle praline esagonali cioccolato, la nuova linea comprende anche tavolette innovative. Il formato tavoletta risponde a un’esigenza diversa rispetto alla pralina: è pensato per chi vuole assaggiare, spezzare, condividere — e per chi cerca un oggetto da regalo riconoscibile anche nella forma. In questo senso, la coerenza visiva tra le praline esagonali e il formato delle tavolette diventa parte del progetto complessivo, un sistema in cui ogni pezzo appartiene chiaramente alla stessa famiglia.
La tavoletta, poi, permette di valorizzare il cioccolato base in modo diverso rispetto alla pralina: senza la mediazione di un ripieno, il Gran Cuvée Venezuela 74% si esprime direttamente, e le eventuali inclusioni o aromatizzazioni devono confrontarsi con un palato già orientato sulla qualità della materia prima.
Marchesi 1824 e il cioccolato a Milano
Fondata nel 1824, Marchesi è una delle pasticcerie più longeve di Milano. Nel tempo ha mantenuto un profilo volutamente sobrio, lontano dai picchi di visibilità mediatica che hanno caratterizzato altri indirizzi milanesi, costruendo invece una reputazione basata sulla continuità qualitativa e sull’artigianalità della produzione. La nuova collezione si inserisce in questa storia senza strappi: non è un tentativo di reinventare l’identità della maison, ma un’estensione coerente del suo vocabolario verso territori aromatici meno esplorati.
Per chi vuole approfondire la cultura della cioccolateria artigianale italiana nel suo contesto più ampio, La Cucina Italiana ha dedicato un approfondimento alla collezione con ulteriori dettagli sulla presentazione del 30 settembre.
In un mercato in cui il cioccolato di qualità tende sempre più a comunicare attraverso l’origine delle fave, la tracciabilità e la complessità aromatica, Marchesi 1824 aggiunge un elemento ulteriore: la forma come scelta tecnica e non solo decorativa, e un set di abbinamenti che tratta il cioccolato come ingrediente da interrogare, non solo da celebrare. Le praline esagonali con guscio sottilissimo e i dieci gusti della nuova linea sono disponibili presso la maison milanese a partire dall’autunno 2026.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








