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Passata di pomodoro, il test choc: pesticidi trovati in 8 marchi su 16

Il Salvagente analizza 16 passate di pomodoro rivelando spirotetramat in 8 marchi. Scopri quali prodotti contengono pesticidi e cosa cambia dopo luglio 2026.

Passata di pomodoro: il test de Il Salvagente scopre pesticidi in 8 marchi su 16

C’è un barattolo di passata di pomodoro in quasi ogni cucina italiana, spesso acquistato senza troppi pensieri: un marchio noto, un prezzo ragionevole, e via. Ma il numero di giugno de Il Salvagente, la rivista italiana di difesa dei consumatori, ha pubblicato un’analisi che vale la pena leggere con attenzione. Il test ha esaminato 16 passate di pomodoro di origine italiana messe in vendita nei principali canali della grande distribuzione, cercando residui di pesticidi e valutando la qualità complessiva del prodotto. I risultati sono più articolati di quanto ci si aspetti — e qualche dato fa riflettere.

Lo spirotetramat: un insetticida vietato ma ancora presente

Il dato più rilevante dell’inchiesta riguarda lo spirotetramat, un insetticida che l’Unione Europea ha vietato a partire dall’ottobre 2025. All’Italia è stata concessa una deroga fino al 29 luglio 2026, il che significa che, al momento della raccolta dei campioni, l’utilizzo era ancora tecnicamente consentito sul territorio nazionale — ma solo per un margine di tempo limitato.

Ebbene, la rivista ha rilevato la presenza di spirotetramat in 8 prodotti su 16 analizzati. La metà esatta del campione. Tra i valori più elevati spiccano due marchi della grande distribuzione: la passata Esselunga, con 0,909 mg/kg, e la passata Selex, con 0,805 mg/kg. Il limite legale vigente è fissato a 1 mg/kg: entrambi i prodotti ci si avvicinano in modo considerevole, pur restando al di sotto della soglia.

Un dettaglio che Il Salvagente sottolinea con forza: tutti i campioni rispettano i limiti di legge. Non c’è quindi nessun allarme sanitario immediato, nessun prodotto fuori norma. La questione è però di prospettiva: un insetticida già bandito a livello europeo si trova ancora in metà delle passate analizzate, e in alcuni casi i valori sfiorano il tetto consentito. Con la scadenza della deroga italiana fissata al luglio 2026, la situazione è destinata a cambiare rapidamente — ma le passate già confezionate e in commercio resteranno sugli scaffali ancora a lungo.

Passata di pomodoro e pesticidi: cosa cambia dopo luglio 2026

La deroga concessa all’Italia per l’utilizzo dello spirotetramat scade il 29 luglio 2026. Da quella data in poi, i pomodori coltivati con questo insetticida non potranno più essere utilizzati per prodotti destinati al mercato europeo. In teoria, dunque, le passate prodotte dalla prossima stagione di raccolta — che in Italia inizia tipicamente tra agosto e settembre — dovrebbero essere prive di questa sostanza.

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Il problema, come spesso accade nel settore alimentare, riguarda il lag time: il tempo che intercorre tra la produzione e il consumo. Il test de Il Salvagente ha rilevato che alcuni prodotti presenti sugli scaffali erano stati imbottigliati in pieno inverno o avevano addirittura tre anni di età. Una passata prodotta oggi con pomodori raccolti nell’estate 2025 potrebbe restare in vendita fino al 2027 o oltre. Il consumatore che acquista oggi non ha modo di sapere, guardando l’etichetta, se il prodotto contiene spirotetramat o meno.

Questo è il nodo che la rivista mette al centro della sua inchiesta: non la pericolosità immediata, ma la trasparenza informativa verso il consumatore. Sapere che una sostanza è legalmente presente non equivale necessariamente a sapere che è desiderabile trovarla nel proprio sugo della domenica.

I gradi Brix: la qualità che non si vede in etichetta

Oltre all’analisi chimica, il test ha misurato i gradi Brix, ovvero il parametro che indica la concentrazione degli zuccheri naturali del pomodoro e, più in generale, la densità e la ricchezza del prodotto. Un valore alto indica una passata più concentrata, saporita, con meno acqua aggiunta. Un valore basso suggerisce il contrario.

La normativa prevede che una passata di pomodoro debba rientrare in un intervallo compreso tra 5 e 12 gradi Brix. All’interno di questa forbice, però, le differenze sono notevoli. In cima alla classifica si colloca la passata Esselunga, con 9,3 gradi Brix, seguita da Valfrutta al vapore e da Mutti. In fondo alla graduatoria troviamo invece Pomodorissimo Santa Rosa, con soli 4,6 gradi Brix — un valore che scende addirittura al di sotto della soglia minima di legge.

È un dato che racconta qualcosa di concreto sull’esperienza in cucina: una passata con quasi 10 gradi Brix avrà una resa diversa rispetto a una che si ferma a 4,6. Meno concentrazione significa spesso più tempo sul fuoco per ottenere la consistenza desiderata, e un sapore più diluito nel piatto finito.

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Cosa portare a casa da questo test

L’inchiesta de Il Salvagente — consultabile integralmente sul sito ufficiale della rivista — non produce una lista di prodotti da evitare a tutti i costi. Nessuna passata ha superato i limiti di legge, nessun marchio è risultato adulterato. Quello che emerge è piuttosto un quadro più sfumato, utile per fare scelte più consapevoli al supermercato.

Primo: la presenza di passata di pomodoro con pesticidi come lo spirotetramat è legale oggi, ma è destinata a diventare un problema normativo nel breve periodo. Chi vuole anticipare questa transizione può già orientarsi verso prodotti biologici certificati, che per definizione escludono l’uso di insetticidi sintetici.

Secondo: i gradi Brix sono una misura di qualità reale, non un dettaglio tecnico. Purtroppo non compaiono quasi mai in etichetta — il che rende difficile per il consumatore medio orientarsi senza un test come questo.

Terzo: l’età del prodotto conta. Una passata imbottigliata tre anni fa, con pomodori trattati con sostanze oggi in via di dismissione, è molto diversa da una produzione recente. La data di produzione — non solo quella di scadenza — è un’informazione che vale la pena cercare sull’etichetta, quando disponibile.

Il pomodoro trasformato è uno dei pilastri della dispensa italiana. Che si tratti di un sugo veloce in settimana o del ragù della domenica, la qualità della passata incide sul risultato finale più di quanto si pensi. Questi dati non cambiano il piacere di cucinare, ma possono cambiare il modo in cui si sceglie cosa mettere nel carrello.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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