Nella decima puntata di Bake Off Italia 2026, andata in onda a novembre, Iginio Massari ha portato in tenda uno dei dolci più amati della tradizione romana: i maritozzi. Non una scelta casuale, perché la ricetta maritozzi del maestro bresciano è tutt’altro che semplice — richiede tecnica, pazienza e una comprensione profonda della lievitazione. I concorrenti hanno dovuto preparare otto maritozzi partendo da un impasto con biga, affrontando le insidie di un dolce che sembra morbido e accessibile ma nasconde numerose variabili capaci di fare la differenza tra un risultato mediocre e uno straordinario.
Il maritozzo, dolce antico con un’identità precisa
Prima di entrare nella tecnica, vale la pena capire cosa sia davvero un maritozzo. Si tratta di un panino dolce lievitato, originario del Lazio e in particolare di Roma, con una storia che affonda le radici nel periodo medievale. Il nome deriverebbe da marito: secondo la tradizione, i giovani uomini regalavano questi dolci alle proprie fidanzate come pegno d’amore, talvolta nascondendo al loro interno un anello o un piccolo dono.
La versione più diffusa oggi è quella farcita con panna montata, generosa fino all’inverosimile, con la crema che trabocca dai lati del taglio centrale. Ma esistono varianti storiche con uvetta, pinoli e scorza d’arancia candita, che rimandano a una pasticceria più austera e meno indulgente. Massari ha scelto di proporre due farciture distinte, restituendo così complessità a un dolce che spesso viene ridotto alla sola panna.
La biga: perché Massari parte da qui
Il punto tecnico più rilevante della ricetta maritozzi proposta nella prova è l’utilizzo della biga, un pre-impasto indiretto tipico della panificazione italiana. La biga si prepara con una piccola percentuale di lievito di birra, farina e acqua, e si lascia maturare per diverse ore — generalmente tra le sedici e le ventiquattro — a temperatura controllata.
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Perché questo passaggio? La risposta sta nella struttura finale del prodotto. Un impasto diretto, preparato e lavorato in un’unica fase, tende a sviluppare meno complessità aromatica e una maglia glutinica meno robusta. La biga, invece, consente una fermentazione lenta che produce acidi organici responsabili del profumo e del sapore caratteristici: quel sentore leggermente acidulo che bilancia la dolcezza dell’impasto arricchito con uova e burro.
Per i concorrenti di Bake Off Italia 2026, lavorare con un impasto che include la biga ha significato gestire una variabile in più: la maturazione del pre-impasto influenza la forza della lievitazione finale, e un errore in questa fase si ripercuote sull’intera struttura del maritozzo. Soffice ma non collassato, leggero ma strutturato: questo è il risultato che Massari si aspetta.
Le due farciture: dove sta la vera sfida
Uno degli elementi più distintivi della versione di Iginio Massari è la presenza di due farciture diverse, che trasformano la prova tecnica in un esercizio di equilibrio e precisione. Non si tratta semplicemente di scegliere tra panna e crema: ogni farcitura deve essere eseguita con la consistenza giusta, deve reggere il taglio del maritozzo senza colare, e deve integrarsi con la dolcezza del pane senza sovrastarla.
La panna montata è la farcitura classica e più insidiosa: va montata al punto giusto — né troppo morbida, che colaggiù al primo taglio, né troppo soda, che risulta burrosa e pesante. L’altra farcitura, nella tradizione laziale, può spaziare dalla crema pasticcera alla ricotta lavorata con zucchero e scorze di agrumi, fino a varianti più contemporanee con creme al pistacchio o ganache. Massari, coerente con il suo approccio alla pasticceria classica, punta su preparazioni tecnicamente rigorose, dove ogni ingrediente ha una funzione precisa.
Il taglio del maritozzo è anch’esso un gesto tecnico: deve essere netto, leggermente decentrato, e la farcitura va distribuita con una sac à poche in modo uniforme. La superficie esterna, lucida e dorata grazie alla doratura con uovo prima della cottura, deve restare integra.
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Come replicare la ricetta maritozzi a casa: i punti critici
Per chi vuole cimentarsi con questa ricetta al di fuori della tenda di Bake Off, ci sono alcune indicazioni pratiche da tenere a mente.
- Preparare la biga il giorno prima. Non è un passaggio che si può accelerare: la maturazione lenta è fondamentale per lo sviluppo aromatico. Temperatura ideale intorno ai 18-20 gradi.
- Incordare bene l’impasto. I maritozzi sono dolci arricchiti con burro e uova — impasti che i professionisti chiamano ricchi. Il burro va aggiunto a temperatura ambiente, a cubetti, dopo che la maglia glutinica si è già sviluppata. Aggiungerlo troppo presto compromette la struttura.
- Rispettare i tempi di lievitazione. Dopo la formatura, i maritozzi hanno bisogno di una seconda lievitazione fino al raddoppio del volume. Frettare questa fase produce un risultato compatto e poco alveolato.
- Cottura a temperatura moderata. Intorno ai 170-180 gradi in forno statico, per una cottura uniforme che non bruci la superficie prima che l’interno sia cotto. Il colore deve essere dorato, non scuro.
- Farcire solo da freddi. Inserire la panna in un maritozzo ancora caldo significa vederla sciogliere in pochi minuti. Pazienza anche qui.
Iginio Massari e la sua lettura della pasticceria tradizionale
Iginio Massari è considerato uno dei maestri pasticcieri italiani più influenti, con una carriera costruita sulla precisione tecnica e sul rispetto delle materie prime. La sua presenza nelle prove tecniche di Bake Off Italia non è mai decorativa: ogni sua ricetta è una lezione di metodo, pensata per mettere alla prova la comprensione dei concorrenti, non solo la loro capacità esecutiva.
Scegliere i maritozzi per la decima puntata è una scelta significativa. È un dolce che il grande pubblico conosce, che sembra alla portata di tutti, ma che nella sua versione più rigorosa richiede una padronanza della lievitazione e della farcitura che separa il pasticciere amatoriale da chi ha davvero studiato. La semplicità apparente è la trappola: è lì che Massari testa i concorrenti.
Per chi segue Bake Off Italia 2026 e vuole approfondire la ricetta completa con le dosi originali, il riferimento più autorevole rimane La Cucina Italiana, che ha pubblicato la versione ufficiale della prova tecnica con i dettagli del procedimento.
Alla fine, il maritozzo di Massari racconta qualcosa di più di una ricetta: racconta che la pasticceria italiana, anche quando è popolare e quotidiana, merita lo stesso rigore che si riserva ai grandi lievitati. Un panino farcito di panna può essere banale oppure straordinario — dipende da chi lo fa, e soprattutto da come.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








