La colomba di Pasqua è uno dei dolci simbolo delle festività pasquali in Italia, e ogni anno i consumatori si trovano a dover scegliere tra le numerose offerte disponibili nei supermercati e nelle pasticcerie.
La recente classifica delle migliori e peggiori colombe del 2026, stilata da Altroconsumo e Gambero Rosso, ha portato alla luce una sorprendente verità: una delle colombe più famose è anche una delle peggiori.
La “peggiore” colomba di Pasqua
Nell’indagine di Altroconsumo, la colomba Bistefani ha occupato una posizione di retroguardia, risultando insufficiente e deludente per i degustatori. Nonostante fosse una delle colombe più economiche nel test, con un prezzo che non supera i 4 euro per confezione, il suo impasto è stato giudicato secco, i canditi scarsi e il gusto complessivo piuttosto debole, con alcuni tratti addirittura artificiali. Una performance ben lontana dalle aspettative che molti si sarebbero fatti su un prodotto tanto conosciuto. Questo ci insegna che, purtroppo, il nome di una marca non garantisce sempre la qualità, e che un prezzo basso può riflettere una scarsa attenzione alla lavorazione e agli ingredienti.

Colombe migliori vs peggiori – Ilmangione.it
Nonostante il risalto dato alla delusione di Bistefani, è emersa una chiara preferenza per la colomba classica. Secondo i test di Altroconsumo, i consumatori continuano a preferire la versione tradizionale con canditi d’arancia e glassa alle mandorle. Tra i prodotti più apprezzati, ci sono Giovanni Cova & C. e Tre Marie, che si sono distinti per la morbidezza dell’impasto e la qualità dei canditi. Il prezzo medio di queste colombe si attesta attorno ai 13-14 euro al chilo, una fascia di prezzo alta ma giustificata dalla qualità che si riscontra nel prodotto.
Anche il Gambero Rosso ha confermato questa tendenza, premiando colombe come quella della Galup, una storica pasticceria piemontese, per la sua freschezza e il perfetto equilibrio di sapori. A sorprendere, in positivo, è stata anche la colomba classica di Coop, che si è guadagnata un ottimo rapporto qualità-prezzo. Nonostante un aspetto più sobrio e modesto, è stata apprezzata per la sua pulizia aromatica e l’assenza di aromi artificiali.
La qualità a tavola: cosa cercare prima di acquistare
Quando si acquista una colomba di Pasqua, è importante prestare attenzione agli ingredienti. Un buon prodotto deve contenere almeno 16% di burro, 4% di tuorlo e 15% di scorze di agrumi canditi. Questi sono i principali indicatori di qualità, mentre lievito naturale o pasta acida sono essenziali per una buona lievitazione. L’alveolatura dell’impasto deve essere irregolare, leggera e non troppo fitta, per garantire morbidezza e umidità al taglio. Se l’impasto è troppo simile a un pan brioche, potrebbe significare che la lievitazione non è stata fatta correttamente.
Il prezzo giusto per una buona colomba, secondo i consumatori intervistati, si aggira intorno ai 13-14 euro al chilo, con alcune persone disposte a spendere anche 20 euro per un prodotto davvero eccellente. Tuttavia, come evidenziato dalla classifica, è possibile trovare ottimi prodotti anche nei supermercati sotto casa, senza dover per forza ricorrere a dolci costosi di pasticceria. La qualità è importante, ma anche il prezzo non deve diventare un deterrente per un buon acquisto.








