Curiosità

A 101 anni beve Coca-Cola e Sprite ogni giorno: cosa ne pensa la nutrizionista

Lu Shizeng, 101 anni, beve Coca-Cola e Sprite ogni giorno. Analizziamo cosa la scienza dice su dieta, longevità e bibite gassate nei casi eccezionali.

Lu Shizeng, 101 anni, beve Coca-Cola e Sprite ogni giorno: cosa dice la nutrizionista
Lu Shizeng, 101 anni, beve Coca-Cola e Sprite ogni giorno. Analizziamo cosa la scienza dice su dieta, longevità e bibite gassate nei casi eccezionali.

Ogni tanto la realtà si diverte a smentire i manuali. Lu Shizeng, 101 anni, originario della provincia cinese dello Zhejiang, beve ogni giorno grandi quantità di Coca-Cola e Sprite, mangia granchi interi con mezzo ciotola di riso in un solo pasto e si gode la vita da bisnnonno senza apparente intenzione di rallentare. La sua storia è diventata virale nell’ottobre 2026, e ha riaperto un dibattito che la scienza nutrizionale affronta con una certa difficoltà: il rapporto tra dieta, longevità e bibite gassate nei casi cosiddetti eccezionali. Cosa ci insegna davvero — e cosa no — la vicenda di quest’uomo?

Chi è Lu Shizeng e perché la sua storia ha fatto il giro del mondo

Lu Shizeng vive nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale. Ha 101 anni, è bisnnonno e, stando a quanto riportato dal South China Morning Post, ha un appetito che molti trentantenni potrebbero invidiargli: la sua badante descrive pasti in cui finisce regolarmente mezza ciotola di riso e un intero piatto di granchi in una sola seduta. Non è un’eccezione occasionale. È la routine.

A rendere la storia ancora più curiosa è l’abitudine quotidiana alle bevande gassate. Coca-Cola e Sprite fanno parte del suo regime alimentare di ogni giorno, in quantità abbondanti. Lu Shizeng attribuisce esplicitamente la propria longevità a due cose: i granchi e le bibite gassate. Una dichiarazione che, comprensibilmente, ha fatto alzare più di un sopracciglio tra chi si occupa di nutrizione.

Il caso ha raggiunto una diffusione globale proprio perché contraddice frontalmente le raccomandazioni più consolidate della salute pubblica contemporanea. Le bevande zuccherate figurano tra i principali imputati nelle discussioni su obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Eppure eccolo, Lu Shizeng, a 101 anni, che ne beve ogni giorno.

Perché la scienza non può ricavare regole da un caso singolo

La tentazione, davanti a storie come questa, è di trarne una morale semplice: se lui sta bene, forse le bibite gassate non fanno poi così male. È una logica comprensibile, ma scientificamente fragile. Si chiama bias del sopravvissuto, ed è uno degli errori cognitivi più diffusi quando si ragiona di longevità e alimentazione.

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Il principio è questo: vediamo e raccontiamo le eccezioni che funzionano, non quelle che non funzionano. Per ogni ultracentenario che beve Coca-Cola ogni giorno e arriva a 101 anni, esistono molte più persone con abitudini simili che non hanno raggiunto quella soglia — e le loro storie non diventano virali. L’assenza di danni visibili in un individuo non equivale all’assenza di rischio statistico per una popolazione.

Le grandi evidenze epidemiologiche — quelle costruite su decine di migliaia di soggetti e anni di osservazione — continuano a indicare che il consumo regolare di bevande zuccherate è associato a un aumento del rischio di diverse patologie metaboliche. Questo non significa che ogni persona che le beve si ammali, ma che il rischio medio aumenta. Lu Shizeng potrebbe avere una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali del tutto eccezionale. Il suo caso è affascinante; non è una prescrizione.

I granchi nello Zhejiang: quando il cibo locale conta davvero

C’è però un elemento della dieta di Lu Shizeng che merita attenzione per ragioni diverse: i granchi. Lo Zhejiang è una delle province costiere della Cina orientale con una tradizione culinaria profondamente radicata nel pesce e nei crostacei. I granchi d’acqua dolce — in particolare il granchio peloso cinese (Eriocheir sinensis) — sono un prodotto iconico della regione, consumato da secoli e associato a un profilo nutrizionale ricco di proteine, zinco e acidi grassi.

Che Lu Shizeng mangi regolarmente crostacei freschi, inseriti in un contesto alimentare tradizionale, è un dato che si allinea molto meglio con ciò che la ricerca sulla longevità ha effettivamente documentato. Le popolazioni longeve studiate nel mondo — dalle Blue Zones descritte da Dan Buettner alle comunità rurali del Mediterraneo — condividono spesso un’alimentazione ricca di proteine di qualità, verdure, legumi e pesce, con una forte componente di cibo locale e stagionale.

In questo senso, il vero segreto di Lu Shizeng potrebbe non essere la Sprite, ma il piatto di granchi. Le bibite gassate potrebbero essere semplicemente una variabile irrilevante rispetto a tutto il resto — oppure un piacere che, nel contesto di una dieta altrimenti solida e di una vita attiva, non ha prodotto conseguenze negative misurabili. Non lo sappiamo, e questa incertezza è parte integrante della storia.

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Cosa ci dice davvero la longevità eccezionale sul cibo

Le storie di ultracentenari con abitudini alimentari bizzarre circolano da sempre. C’è chi attribuisce la propria vita lunga al vino rosso quotidiano, chi al lardo, chi alle sigarette. Ogni caso viene citato come prova di qualcosa. In realtà, ciò che la ricerca sulla longevità ha imparato è che nessun singolo alimento o bevanda determina da solo la durata della vita.

I fattori che incidono in modo statisticamente rilevante sono altri: la qualità complessiva dell’alimentazione nel lungo periodo, il livello di attività fisica, la qualità del sonno, la forza dei legami sociali, la gestione dello stress, e — in misura non trascurabile — la genetica. Lu Shizeng è bisnnonno, vive in un contesto familiare evidentemente presente e attivo, ha un appetito descritto come straordinario e mantiene abitudini alimentari radicate nel territorio in cui è nato.

Tutto questo, insieme, disegna un quadro molto più complesso di quanto la sola variabile “bibite gassate” possa spiegare. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, la sua badante sottolinea proprio la vitalità del suo appetito come elemento caratteristico — non la Coca-Cola come elisir.

Dieta, longevità e bibite gassate: cosa tenere a mente

Il caso di Lu Shizeng è una storia bella, curiosa e umanamente ricca. Racconta di un uomo che a 101 anni ha ancora voglia di granchi e di qualcosa di frizzante nel bicchiere, e che vive circondato dalla sua famiglia allargata. Vale la pena raccontarla, proprio perché le eccezioni ci ricordano che la biologia umana è più complessa di qualsiasi schema.

Ma il confine tra eccezione affascinante e modello da imitare è esattamente il punto su cui è necessario restare lucidi. La Organizzazione Mondiale della Sanità continua a raccomandare di limitare il consumo di zuccheri liberi — inclusi quelli presenti nelle bevande gassate — a meno del 10% dell’apporto calorico giornaliero totale. Questa indicazione non è costruita su un caso singolo, ma su decenni di evidenza raccolta su milioni di persone.

Lu Shizeng ha trovato il suo equilibrio, in un contesto specifico, con una storia genetica e ambientale che non conosciamo nel dettaglio. Il suo piatto di granchi e il suo bicchiere di Sprite appartengono a una vita — non a una dieta replicabile. E forse è proprio questo il dettaglio più importante da portare a casa dalla sua storia.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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