È sabato, e come accade di sabato, se il tempo non...

Recensione di del 08/05/2010

Trattoria Amedea

25 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

È sabato, e come accade di sabato, se il tempo non fa schifo, a mia moglie piace fare un giretto oggi è il turno del bolognese nostro confinante. Ci aggiriamo tra Anzola, Lavino e Zola, incontriamo poca gente, poche macchine.
Mi butto a caso nell’entroterra del Comune di Zola Predosa, arrivo in una frazione che si chiama Tombe, poco incoraggiante in effetti, poi mentre vago nella rigogliosa vegetazione intorno a Bosco Albergati, zac, si materiaizza un cartello messo lì a caso, "Trattoria". Svolto immediatamente e seguo la strada, che sembra portarmi al nulla, poi intravedo una piccolo agglomerato di alberi e lì vicino una casetta.
Parcheggio, una scritta su una vetrina recita: Trattoria Amedea. Mi avvicino alla vetrata e all’interno scorgo un negozio di alimentari chiuso, urca, sta a vedere che è una bufala e ci tocca di ripartire, ma il profumo che c’è nell’aria è inconfondibile, cibo. Guardo meglio e un cartellino dice: “L’ingresso è dall’altra parte”. Buono, andiamo, aggiriamo la decadente casetta e lì c’è una porticina che ci porta nel regno della cucina bolognese. Dentro è tutto bello e ben tenuto e ben pulito. Un po’ buio se vogliamo, ma molto intimo e carino. C’è un’unica stanza per mangiare, con dieci tavoli piccoli, stringati ci starebbero poco più di 30 coperti, ma stringati forte...

Ci accomodiamo, i ragazzi che gestiscono questa trattoria sono vestiti in nero con grembiuloni bordeaux personalizzati con scritte in oro. La stanza è ricoperta da perlinato scurissimo, illuminata da lampade d’epoca, gran specchio con cornice dorata antica per dare l’idea dello spazio, alle pareti fotografie in bianco e nero, di vecchie glorie del cinema, Anitona, Humphrey, Mastroianni, James Dean, Fellin... e in una parete una lavagna con scritto sopra i piatti del giorno, extra menu.
Tutti i tavoli sono apparecchiati e l’aria che si respira è simpatica, un locale fine nella campagna sperduta di Bologna, il locale figus che non ti aspetti.
Il biondo cameriere riccio ci allunga i menu, notevole cantina dei vini, il menu solido è un libercolo con carta gialla, tipo quella che usavano una volta i droghieri, simpatica idea, sul frontespizio c’è scritto: “L’arte della bolognesità”.
Scorro entrambi i menu, alla fine scelgo, da bere mezzo litro di bianco sfuso, Pignoletto, e una di gassata.
Da mangiare, come al solito, antipasto per due, un primo e un secondo con contorno, caffè per due e niente dolce.

Piadina.
Optiamo per la piada, ovviamente con affettato misto. Ce ne vengono portate due, tagliate a spicchietti, in un cestino che le mantiene calde. Affettati: prosciutto, coppa e lardo di Colonnata, che si scioglieva sulla pasta calda. Ottime.

Tortelloni.
Sarebbero la loro specialità, a leggere le informazioni in rete, ma a giudicare dalle pile di nidi di pasta fresca che ho addocchiato in cucina, direi che siano meglio le tagliatelle, comunque mia moglie è maniaca di pasta ripiena e non perde occasione per mangiarla. Questi tortelloni erano di ricotta con sugo di gorgonzola alle noci. Buona la ricotta, senza erbette, buona la pasta, tortelli belli grossi, sugo un po’ anonimo, non si sentiva molto né il gorgonzola né le noci, mah... Forse troppa panna o troppo burro? Passabili.

Bolliti misti.
Io invece scelgo un piatto stra-tipico, bolliti misti, mi viene portato bello caldo, con quattro discreti pezzi, e pure ottimi, fetta di lingua spessa un dito, quanto tempo che non la mangiavo, ottima, testina stesso spessore e stesso discorso della lingua, manzo tenerissimo, non sfilaccioso, rondella di cotechino pregevole. In un angolo di questo piatto rettangolare, la mitica salsina verde, da urlo.

Friggione.
Non potevo perdere l’occasione di abbinarlo al lesso, ed ho fatto bene. Portato in una ciotolina di coccio, bello caldo. A differenza di quello che facevamo a casa mia, questo è a pezzetti piccoli, tutto sminuzzato, ma gradevolissimo.

Caffè: buoni.
Spesa totale 47,80 € che ho arrotondato a 50 € perché mi sono trovato molto bene.

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