Venerdì sera, niente di meglio per terminare la se...

Recensione di del 07/11/2008

Fra Diavolo

47 € Prezzo
6 Cucina
3 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 47 €

Recensione

Venerdì sera, niente di meglio per terminare la settimana che uscire a cena con mia moglie. La scelta ricade sul Fra Diavolo, un locale davanti al quale siamo passati decine di volta senza però mai esserne attratti in modo particolare. Avendone però letto ultimamente le lodi su una guida, decidiamo di sperimentare.
Il locale si trova lungo una strada provinciale e di sera si presenta come una casetta in mezzo al verde illuminato da una luce bianca ed indicato da un'insegna gialla. Immediatamente prima del locale c'è un vialetto nel quale entro con la macchina, solo però per scoprire che l'accesso al parcheggio è da un'altra parte. Entrato dalla parte giusta, trovo che questo sia enorme, decisamente sproporzionato alle dimensioni del locale. Ci verrà poi spiegato che è in comunione di utilizzo con il vicino parco ittico.
Dal parcheggio, situato più in basso, una rustica scaletta in legno conduce al viottolo contiguo al ristorante, cui si accede tramite una porta in legno con un'ampia vetrata nella parte superiore.

L'ingresso è un corridoio con a destra un banco bar. Dietro di questo lo chef ci dà il benvenuto ed invita uno di tre signori seduti al bar ad accompagnarci al nostro tavolo. Questo è un omone simpatico, grande e grosso, dall'aria gioviale e ci guida attraverso un ampio atrio alla cui destra una grande porta a vetri conduce ad una veranda e, attraverso questa, al giardino. Noi, invece, prendiamo una porta a sinistra dalla quale accediamo ad una sala più piccola, dall'aria molto invernale, pavimento in cotto pareti bianche e soffitto spiovente in legno non molto alto, scuro, con grosse travi a vista. In fondo a sinistra un bel camino in mattoni antichi, purtroppo spento, contribuisce ad aumentare l'atmosfera di rustico invernale. Delle belle caldarroste sarebbero perfettamente in tema.
Veniamo fatti accomodare davanti al camino. I tavoli sono apparecchiati con tovaglie bordeaux e copri tovaglia beige in cotone ruvido, illuminati da otto lampade pendenti dal soffitto che emanano una luce calda, fioca e soffusa. Il tutto molto caldo intimo ed accogliente. Siamo i soli avventori e, notiamo che, curiosamente, tutti i tavoli sono apparecchiati per un numero dispari di posti, da tre a sette.

La nostra guida ci abbandona al tavolo con un menu e la carta dei vini. La carta è molto limitata ed ha una certa preponderanza di vini meridionali. Tutti i vini appaiono piuttosto abbondantemente ricaricati. Scelgo un Salice Salentino in carta a 20 €, che trovo buono, di discreto corpo, leggermente profumato, gustoso.
Il menu invece è particolarissimo: basso e largo nella forma, in prima pagina presenta a sinistra un menu degustazione e sulla destra una pagina completamente bianca salvo una scritta a matita: “Antipasto della casa € 8”. Nessuna altra spiegazione. Giro pagina e trovo una lista stampata di primi piatti tutta cancellata e corretta a matita, con freccine di rimando da una riga all'altra. Con un po' di fatica ricostruisco il menu, anche a beneficio di mia moglie. Stessa difficoltà anche per i secondi, anche se la decrittazione risulta più semplice grazie al minor numero di righe.
Scegliamo e subito dopo viene a salutarci il proprietario, che ci spiega che si tratta di una nuova gestione e si dichiara dispiaciuto di non poterci accendere il camino perchè sta aspettando che gli vengano a pulire la canna fumaria.

Io ho ordinato alla cieca l'antipasto della casa e mi vedo portare un piatto composto da: una fetta di polpettone con le verdure, morbido e saporito, un fetta di torta salata con verdura, un po' povera di sapore ma discreta, un pezzetto di frittata con speck e zucchine, buona, un arancino di riso, che a me non piace, buonino nel suo genere e una caponatina di melanzane decisamente gradevole. Difetto generale del piatto: tutto un po' freddino e un po' troppo pastoso, un po' pesante da finire. Voto complessivo 6.

Arrivano i primi. Il cameriere nel servire mia moglie inclina più del dovuto il piatto di ravioli destinato a me e, senza accorgersene, rovescia sul tavolo buona parte del burro fuso di condimento. Io vedo la scena e sorrido ma taccio. Il cameriere mi serve e poi, mortificato, provvede a coprire il danno con un tovagliolo.
Ancora divertito assaggio i miei ravioli con ripieno di scamorza e radicchio al (poco) burro fuso. I ravioli sono buoni, fatti in casa, dalla pasta sufficientemente sottile anche se il ripieno non emana sapori particolari. Nel complesso un piatto gustoso, voto 7.
Migliori sono gli gnocchi al gorgonzola e noci di mia moglie. Gli gnocchi sono buonissimi: stagni ma morbidi sanno decisamente di patata e poco di farina. In bocca si lasciano tranquillamente schiacciare amalgamandosi alla perfezione con la salsa di gorgonzola e noci. Voto 8.

Per secondo io ordino un filetto di manzo con zola e cognac. La carne è tenera, anche se un po' troppo cotta visto che avevo precisato che la volevo ben al sangue, ma la salsa è piacevole, con il dolciastro del cognac che smorza un po' l'invadente sapore del gorgonzola. Il tutto ben abbinato, il voto scende da 8 a 7 per la cottura.
Per mia moglie bistecca di puledro alla griglia. Questa carne è cotta ben al sangue ed è tenerissima, il sapore di cavallo è ben percettibile e in bocca si nota che è freschissima. Peccato che però in buon terzo della porzione sia costituito da scarti. Voto 7.

Saltiamo il dolce e ci facciamo servire il caffè prima di recarci alla casa per chiedere il conto, che attendiamo ancora divertiti per i simpatici contrattempi della serata.
La voglia di ridere ci passa alla lettura di un conto di 93 €, decisamente sproporzionato in primis a quello che avevamo mangiato e soprattutto al livello del servizio. Considerato che in zona con quella cifra si può cenare in locali di ottimo livello, direi che il rapporto qualità/prezzo è veramente negativo. Alla luce del conto, poi, sono costretto a rivedere anche i voti dati ai singoli piatti: in una fascia di prezzo non da trattoria ma da grande ristorante, la cucina non merita più di un 6.

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