Ci eravamo messi d’accordo da una ventina di giorn...

Recensione di del 15/08/2007

Cacciatori

38 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Ci eravamo messi d’accordo da una ventina di giorni: noi e una nostra amica saremmo andati a mangiare insieme a Ferragosto. Bene. Bella cosa. Alla nostra amica non piace il pesce, ma non si può avere tutto, e cerchiamo un menu di carne. Alla fine, avevamo optato per questo ristorante appena fuori Milano, di cui la nostra amica aveva sentito parlare molto bene. A me il pranzo alla lodigiana piace, quindi ok, anche se le recensioni precedenti non mi spingevano all’entusiasmo più sfrenato.
Prenotiamo, e aspettiamo.
Il 15 mattina, alle 11,30, la nostra amica ci telefona: altri impegni, vi va il bidone?

Grazie, gradiamo molto. Ormai abbiamo prenotato, ci andiamo lo stesso. In due.

L’esterno è molto accattivante, ma l’impressione gradevole finisce quasi subito, appena entrati. Il salone dove ci mettono è enorme e spoglio, e vi incombono tre dei più brutti lampadari che io abbia mai visto, enormi e dorati, con le relative applique a parete. Bé, tanto non li devo mangiare.....
L’ambiente si rivelerà rumorosissimo, non tanto per l’inevitabile crescendo di volume degli avventori (chissà perché più si mangia e più si urla), quanto perché soffitto e pareti sono assolutamente nude, e il suono non ha altra scelta che rimbalzare allegramente in un crescendo di rimbombi.

Sulla tavola (tre posti, ma almeno mangeremo più larghi) c’è già il piattino di raspadura e un altro piattino con tre fette di melone, che si rivelerà abbastanza insapore. C’è già la bottiglia dell’acqua gasata, aperta, e una bottiglia di vino rosso, aperta ma col tappo infilato. Ci sediamo, e, mentre passa, il cameriere stappa definitivamente al volo la bottiglia.

Arrivano gli antipasti, sulla carta una lista impressionante, in effetti un piattino con tanti assaggini:
prosciutto crudo, salame nostrano e melone, frittatina rustica, fagottino di pasta sfoglia
con speck, cipolla rossa e brie, melanzana fritta, cotechino caldo, barchetta ai formaggi
lodigiani. Il fagottino, la barchetta e, soprattutto, il cotechino, sono le cose migliori. Il resto è nella norma.

Non facciamo in tempo a finire l’antipasto, che subito il piatto ci viene portato via assieme alla terza fetta di melone e a un poco di raspadura avanzata. Va bene che era la terza porzione e non ci spettava, però....

Arriva il primo dei due primi piatti:
Ravioli di pasta fresca ai tre arrosti (coniglio, maialino da latte e vitello) al burro e salvia
La pasta è spessa, il ripieno è appena decente, il burro tanto. 6.
Seguono i Sedanini con speck, zafferano e funghi porcini. Sinceramente non li ho capiti: il sugo è marroncino, come se fosse fatto con panna e sugo di arrosto. Discreti, peraltro. 7.

Ora, però, cominciano le dolenti note: il nostro tavolo è libero per metà, essendo per tre e utilizzato da due, e il cameriere decide di utilizzarlo come tavolo di servizio: ecco quindi che ad ogni cambio di piatto si verranno a trovare davanti a noi, piatti, bicchieri, vassoi più o meno colmi, lasciati tranquillamente appoggiati mentre il cameriere raccoglie, devo dire rapidamente, quello che gli serve.
Un po’ la cosa mi innervosisce, anche perché di fianco a noi c’era un tavolo, apparecchiato sì, ma non
occupato.

Arrivano i secondi: un piatto solo, occupato da Fesa arrosto di vitello giambonata, Scottadito d'agnello al forno e Patate al rosmarino.
La fesa arrosto è una fettina semitrasparente, un po’ secca. Lo “scottadito” è una microscopica costina, un po’ al sangue. Le patate.... bè, un po’ unte, ma normali, a parte una che aveva desideri di indipendenza, e aveva cercato di volare fuori dal cucchiaio di servizio del cameriere sino a quasi i miei pantaloni. Voto 5.

Dopo il solito intervallo del vassoio, arriva un sorbetto. Aspetto un attimo, sperando di vedere una posata acconcia, ma non c’è: devo berlo dal bicchiere. Non è gelatissimo, ma, in compenso, è abbastanza liquido, e ci si riesce bene. Modesto: 6 scarso.

Finiamo con uno Stracotto di manzo al Roverone con polenta
A parte la scelta non proprio felice per un ferragosto, questa volta la carne è buona e tenera. Solo la polenta ha un che di bruciaticcio, ma è una vera impressione, e anche sapore e consistenza sono buoni. 7 pieno.

Per finire, invece delle Fragole con gelato arriva una macedonia con gelato, di frutta fresca. Buona. Peccato che il cameriere ce la serva infilando il pollicione all’interno dell’orlo della coppa, anziché prenderla all’esterno o per il gambo. Ormai sono rassegnato: faccio attenzione a dove ha messo il dito, e ci sto alla larga.


Pranzo deludente, un po’ anche per la cucina, da cui ci aspettavamo di più, ma soprattutto per il servizio, veramente sotto i minimi.
Per amore di giustizia devo dire che, in compenso, il tutto è filato via come un orologio, con tempi di attesa quasi nulli, al punto che, iniziando alle 12, 20, alle 14 scarse avevamo finito. A questo deve andare decisamente un plauso.

Che devo dire? Un posto....modesto, in cui il menù fisso ha portato forse più danni che benefici. D’altra parte, tuttavia, questi posti hanno sempre un menù fisso, e dovrebbero essere pronti a servirne uno di buon livello. Questa volta non ci sono riusciti: alla cucina darò un 6, ma è abbastanza generoso.

Il voto al servizio mi ha invece dato dei problemi. Il 5 tiene conto della celerità e precisione delle portate, altrimenti sarebbe stato un 4 scarso.

Il voto all’ambiente....se pensassi solo al locale, direi che il 6 abbondante ci sta benissimo, nonostante alcune scelte non abbiano assolutamente incontrato la mia approvazione, anzi, peggio. Tuttavia non posso non tenere conto della eccessiva rumorosità, caratteristica questa del locale in sé, e non degli avventori. Mantengo il 6, ma sarebbe un 5 1/2.

Da non tornare.



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