Una sera di inizio dicembre, dopo una giornata di ...

Recensione di del 01/12/2010

Osteria Robebuone

33 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Una sera di inizio dicembre, dopo una giornata di neve in Brianza, io e la mia fidanzata (futura mogliettina…) abbiamo deciso di provare un nuovo locale ad Oreno, una frazione di Vimercate, incuriositi dal nome: “Osteria Robebuone”.
Prenotato tramite mail, la risposta è stata celere e positiva.

Arriviamo in orario, in zona c’è una discreta possibilità di parcheggio, ed entriamo. Fuori un'insegna cita “Specialità gnocco fritto”: perfetto direi.
Subito si nota l’ambiente caldo e familiare, soffitto di legno e musica di sottofondo, oltre il numero davvero esiguo di coperti: una quarantina.
Alice e Francesco, la giovane coppia di proprietari, ci fanno accomodare al nostro tavolo e ci presentano le liste dei cibi e dei vini, oltre la classica bottiglia di acqua, frizzante nel nostro caso.

Il menu è molto semplice, poche portate ma precise, noi optiamo per una sorta di degustazione, in modo tale da provare più piatti.
Il vino cade quasi obbligatoriamente su un Lambrusco (data la tipologia di cucina, con chiara influenza emiliano-romagnola), nello specifico un Grasparossa di Castelvetro, con un ricarico adeguato.

Partiamo con un giro di antipasti della casa arricchito da tigelle con lardo di Colonnata ai sapori e grana: gli antipasti della casa sono composti da una bruschetta di pane rustico con pomodori, melanzane e zucchine, insaporito con del caprino stagionato; un assaggio di valeriana con aceto balsamico e una fetta di torta di asparagi. Tutti molto buoni e invitanti. Le tigelle sono calde e morbide, si sposano perfettamente col lardo e il grana grattugiato.

Si continua con il piatto dei sette salumi con cestino di gnocco fritto: i salumi sono davvero di sette tipi e viene portato un cestino per persona con lo gnocco fritto, leggero e poco unto. Un'esplosione di sapori.
Il lambrusco Grasparossa fa il suo dovere, sgrassa la bocca ed il palato alla perfezione, permettendo di apprezzare appieno ogni sapore.

Proseguiamo con il piatto dei cinque formaggi con miele, composte e mostarde mantovane, mentre per la mia fidanzata che non apprezza sfortunatamente questi doni della natura, una burrata campana: sia i formaggi che la burrata sono freschissimi e le composte (tre cocottine con gelatina di Lambrusco, mostarda di melone e miele di castagno) si sposano perfettamente ai sapori dei latticini ma senza coprirli.

Già abbondantemente sazi, riceviamo una fumante bouillon con raviolini di carne in brodo, che scopriamo essere stati preparati da Alice nel pomeriggio: delicati e necessari, in una serata fredda come questa ci volevano proprio.

A questo punto ordiniamo un fetta di torta, da dividere in due, poiché siamo davvero… alla frutta. Crostata con base di frolla al cacao, con mascarpone e albicocche sciroppate. Notevole, anche questa fatta in casa.
Per concludere due caffè decaffeinati.

Il conto totale è stato 65 euro, suddivisi in: due menu da 22 euro, vino 10 euro, 4,50 euro per la fetta di torta, 2,50 euro per l’acqua minerale e 4,00 euro per i due caffè. Non economico ma sicuramente ne vale la pena.

Il servizio durante tutta la cena è stato cortese e gentile, Alice e Francesco sono stati sempre presenti ma senza mai essere invadenti, con spiegazioni ad ogni portata per permettere di assaporare i piatti nel migliore dei modi.
I due giovani proprietari dimostrano passione e cura per i dettagli, i piatti sono semplici ma curati. Consigliato per una cena informale per coppie alla ricerca di un posto in cui essere coccolati ma anche per amici che vogliono trascorrere una serata.
Da provare.

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