Un'osteria di una volta per i tempi moderni

Recensione di del 18/02/2021

Ostaria Nonno Cet

39 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 39 €

Recensione

Era tanto che avevo Nonno Cet nel radar ma non ero mail riuscito a visitarlo, me lo propongono per un pranzo di lavoro e confermo immediatamente. Questi intervalli di "zona gialla" sono preziosissimi, del doman non v'è certezza. Siamo nel centro di Vimercate, carino, che ha conservato le caratteristiche originali a differenza di tanti borghi della Brianza che sono la fotocopia uno dell’altro. L’ingresso è abbastanza defilato, passandoci davanti con l’auto non l’avevo nemmeno notato.

Fa freddo e si decide di entrare anche se manca ancora un commensale, siamo in una casa d’epoca con i uri portanti in sasso e malta o in mattoni, un bellissimo soffitto di legno con le travi portanti di almeno un secolo, un parquet di legno scuro anche questo sicuramente molto datato. Mobili d’epoca ovunque e qualche bottiglia storica su piccole mensole alle pareti.

Tavola da osteria moderna, in legno come le sedie, l’immancabile coprimacchie a quadretti rossi disposta diagonalmente su una tovaglia bianca, un tumbler blu per l’acqua.

Uno dei due miei commensali è in ritardo, cominciamo quindi dalla carta dei vini, abbastanza ridotta ma abbastanza ben costruita, con una preponderenza di rossi Lombardi e Piemontesi. Riflessioni e scambi di opinione e si decide di andare su Michele Chiarlo che è sempre una certezza, più precisamente il Barbera d’Asti Le Orme, un bel prodotto con un naso intenso di sottobosco, frutta matura e prugne; bocca calda, speziata con un tannino morbido.

Ci sono due menù, quello espresso del mezzogiorno e quello alla carta, quest’ultimo non vastissimo, quattro primi e tre secondi ma comunque interessante, molto incentrato sulla tradizione da osteria con l’immancabile giardiniera, i salumi, la Lasagnetta coi porcini, la pasta e fagioli od il baccalà con la polenta

Servizio veloce e ci portano subito Pane e “bibanesi”, che in realtà altro non sono che grissini.

E subito arriva anche una piccola entree, un crostino con una crema di fegato, pane sottile e bello croccante, una polpettina dalla consistenza abbastanza liquida e per quello non la chiamo paté, un gusto intenso che piace.

Decidiamo di dividerci due antipasti in tre e prendiamo il Salame di cervo con croissant caldi che decidiamo di fare integrare con del salame di suino. Sono due taglieri di legno, ciascuno con quattro fette di salame scuro di cervo e quattro fette di un salame di suino un po' giovincello e bagnato e quattro piccoli croissant. Salame di suino nella norma, come detto un po' giovane per i miei gusti, salame di cervo bello stagionato e soprattutto carico di sapore, veramente buono. Piccoli croissant migliorabili, la pasta ricordava troppo quella dei prodotti industriali, troppo secca.

Per me Gnocchi di patate con ragù di luganega e scaglie di bitto, bel contrasto di colori fra la fondina nera ed il bianco degli gnocchi e del bitto, tanti bei pezzi di luganega chiara ed un inutile pezzo di rosmarino a decorare. Gnocchi molto grandi, parto prevenuto, niente segno della forchetta come piace a me, in bocca risultano avere la giusta consistenza, esame superato a pieni voti. Molto interessante il sapore, la luganega è intensa, il bitto è giovane e piacevole, il sughettino che si è creato lega molto bene gli gnocchi. Si fa la scarpetta per confermare il gradimento.

Per i miei commensali un Guancialino di manzo al Barolo con emulsione di patate, bella presentazione con una grossa fondina nera lavorata grezza quasi fosse pietra e questi bei pezzi di ganassino con il loro sughetto fatto dal battuto di carote e similia. Non lo assaggio, mi riportano che si taglia con la forchetta e che è molto buono.

Si finisce col caffè, è quello della moka, non è esattamente nelle mie corde ma non è comunque male.

Commento finale positivo, bella location e buona cucina tradizionale, vale la pena di ritornarci.

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