Quando ero piccolo non ho mai amato particolarment...

Recensione di del 03/01/2010

Trattoria La Campagnola

21 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 21 €

Recensione

Quando ero piccolo non ho mai amato particolarmente la gita della domenica: si camminava troppo, ci si stancava, e poi in mezzo alla campagna ci si annoiava! Attendevo con ansia, però, il momento in cui si mettevano le gambe sotto il tavolo. Non si usciva spesso a mangiare, e se lo si faceva per il pranzo della domenica vuol dire che era un'occasione importante.
Ah,come cambiano i tempi (e l'età)! Ora sono solo manna dal cielo le domeniche come queste, con un tiepido sole invernale in cui si può andare a zonzo per le rocche del modenese in gentile compagnia. Vagabondare apprezzato al punto che, complici le abbondanti e ottime libagioni della sera prima, scegliamo un pranzo poco impegnativo e il più domenicale possibile.
Vignola è la tappa intermedia perfetta. Rapida consultazione de ilmangione.it, e optiamo per la trattoria "la campagnola". Alle 11 telefoniamo e prenotiamo per pranzo. Non ci dicono di no. Non c'è che dire, il nome tiene fede all'ambiente. Situata in una frazione in aperta campagna a pochi chilometri da Vignola che prende il nome dal celebre archittetto Jacopo Barozzi, detto "il vignola" (ma attenti nel navigatore a non confondere "Cà de Barozzi" con la via "Jacopo Barozzi" che invece è al centro di Vignola).

Un centinaio di coperti, tre sale molto semplici, sedie e tavoli in legno, stretti stretti, affollatissime e rumorose grandi tavolate, tipico del pranzo domenicale. Sarà la prenotazione tardiva ma veniamo piazzati in un tavolino un pò in mezzo al passaggio. Poco male, l'atmosfera informale lo rende solo un dettaglio. Così come le tovagliette di carta su stoffe bianche e gialle.

Saltiamo i grandi vassoi di affettati con tigelle e gnocco fritto che riempiono gli altri tavoli (per molti piatto unico) e partiamo, non può esser che così, dai borlenghi. I borlenghi sono un cibo povero tipico di questa zona, acqua sale e farina cucinato a mano in padelle di rame (che, sbircio in cucina, sono allineate e sempre piene) farciti con la "cunza": lardo, aglio e parmigiano. Impasto sottilissimo ripiegato in quattro parti. Saranno sottili, ma il piatto è veramente "spesso", come del resto tutte le portate! Comunque sfizioso. Ne mangiamo uno a testa, ma le rapide cameriere non smetteranno mai di portarli in giro per i tavoli offrendoli ai commensali, tornando in cucina sempre a mani vuote.
Se passate per Zocca, durante il pellegrinaggio a casa di Vasco Rossi, fate un salto anche al museo dedicato al borlengo.

Per primo ordiniamo un tris di pasta fatta in casa: tortelloni alla fiamma ricotta e spinaci conditi con panna e balsamico, tortelloni "rosa" con impasto di rapa e robiola, e della saporita gramigna speck e rucola. Serviti su un piatto a tre spicchi, porzioni discrete. Ottime le paste fatte in casa e spesse, "alla buona" i condimenti.

Saremmo già a posto così ma non si può non provare il filetto al balsamico. Visto che il balsamico è prodotto nell'acetaia sul retro della trattoria, e dagli attestati alle pareti già vincitore di premi. Ne prendiamo uno in due. Anche qui porzione discreta, carne molto tenera ma letteralmente annegata nella salsa al balsamico. Poco male, le tigelle di accompagnamento ben si prestano a una scarpetta che lustra il piatto. Accompagnato anche da patate fritte, fatte come piacciono a me: grossi spicchi, tanto rosmarino, ben asciugate dall'unto.

Accompagnamo tutto con una bottiglia di Lambrusco (che, come si suol dire, "sgrassa") di Castelvetro Grasparossa della Casa, con una simpatica etichetta dove il grappolo d'uva copre il frutto del peccato di una gaudente fanciulla.
Il tutto al modico prezzo di 21 euro a testa per due borlenghi (2 €), due tris di primi (7 € cadauno), un filetto al balsamico (12 €), quattro tigelle (2 €), le patate 3 € e 6,5 € per il vino, 1,5 € a testa di coperto. Corretto.
Nomen omen. La Campagnola mantiene la promessa di ciò che propone, una cucina "forte" e rustica.
Tanto poi la campagna offre utili passeggiate digestive. Con un sorriso pasciuto. Perchè è bello passeggiare in una domenica assolata, è vero che i tempi cambiano, ma il momento della pappa, tutto sommato, è ancora quello che più gradisco!

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