E' da tempo che la mia collega ed io programmiamo ...

Recensione di del 27/09/2008

Mosquito

40 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

E' da tempo che la mia collega ed io programmiamo una cena a quattro con i rispettivi consorti. Sabato è finalmente giunta l'occasione. Lascio a lei la scelta del locale e per le 20:15 ci rechiamo al Mosquito, ristorante messicano di cui ignoravo l'esistenza. Bene, un posto nuovo è sempre gradito.
Parcheggiare risulta particolarmente facile perchè sia la via del ristorante, sia le strade adiacenti sono senza divieti. Forse, se si fosse arrivati più tardi, l'impresa sarebbe stata più ardua a causa del traffico del sabato sera "vigevanese". Entriamo nel bar del ristorante. Sembra l'ingresso di una grotta: piccolo, con le luci soffuse. Ciò che più mi colpisce è la presenza di lampadari di gemme di cristallo rosse e arancio che pendono vicino al bancone.

Ordiniamo gli aperitivi: un analcolico, uno spritz e un " Quello che mi hai fatto giovedì sera e che mi era piaciuto" per la mia collega alla quale mi associo. Effettivamente, il mio aperitivo è gustoso, con un sapore agrumato piuttosto intenso. L'ideale sarebbe accompagnarlo con le patatine classiche (quelle del sacchetto per intenderci) che peraltro ci vengono offerte, ma preferisco non cedere alla gola e rischiare di rovinarmi la cena.

Dopo venti minuti di chiacchiere, ci spostiamo al piano interrato dov'è situato il ristorante. L'arredamento è molto curato, in stile moderno, con qualche pezzo etnico. Caratteristica è la scrivania della cassa con pezzo di radice come complemento d’arredo. Davanti a me, un armadio ricolmo di bottiglie fa pensare ad un vasta scelta di vini. L'unica nota stonata sono le sedie: le nostre infatti sono di plastica, mentre in alcuni tavoli sono di legno, molto comuni, di quelle che si trovavano nelle nostre sale da pranzo alcuni anni fa. La tavola è apparecchiata con tovaglietta gialla di carta. Ora, di solito storco il naso quando non vedo la classica tovaglia di stoffa, ma devo dire che, insieme al tovagliolo rosso sempre di carta, questa tovaglietta crea un bel contrasto col legno scuro del tavolo ed è in armonia con l'idea di ristorante trendy. A completare l'opera, posate in acciaio, bicchiere e calice per il vino, contenitore per la bottiglia al centro della tavola ed un piccola candela accesa.

Per quanto riguarda il servizio non c'è molto da dire: cameriere simpatiche, informali, cordiali, ma molto efficienti e veloci nel servire.

Ci viene portato il menu e subito noto che per me lo spagnolo è...arabo: non saprei proprio cosa ordinare. Mi affido perciò ancora una volta alla mia amica sia per il cibo che per la scelta del vino. Dopo pochi minuti vengono portate al nostro tavolo una bottiglia d'acqua frizzante e una (poi diventeranno due) bottiglia di vino rosè "Cresta rossa" (mi pare, avendo solo sbirciato l'etichetta). Da profana, posso dire che questo vino fresco e frizzante ha accompagnato perfettamente tutte le prelibatezze di pesce.
Mentre aspettiamo gli antipasti, cerco di prendere qualche appunto per la recensione, finché mio marito non mi fa notare che è poco elegante pigiare sui tasti di un telefonino mentre si è in compagnia. Purtroppo ha ragione, quindi mi scuso se non chiamerò ogni singola portata con il suo nome spagnolo, in compenso cercherò di descriverla al meglio.

La cameriera compare dopo qualche minuto con un vassoio di pane bianco accompagnato da maionese all'aglio molto densa e pastosa, l'ideale per ammazzare il tempo e non solo: ha un sapore talmente persistente che può essere utilizzata come scaccia-vampiri. Probabilmente si tratta di un prodotto confezionato, ma poiché adoro l'aglio, personalmente la trovo una delizia.
Si inizia poi la cena vera e propria.

Il primo antipasto viene servito in un vassoietto e consiste in una porzione di ciuffi di calamaretti fritti alla perfezione: non troppo duri, croccanti e per niente unti, accompagnati da un fetta di limone per insaporire.
Il secondo antipasto, il pulpo alla galega, arriva su un piatto piano. Bella la presentazione, con il violaceo del polpo che contrasta con le patate gialle e con il rosso della paprica. Il sapore è buono, però se devo essere sincera, è il piatto che mi ha convinto di meno perchè probabilmente è stata usata paprica dolce che a mio avviso non dà al piatto la sapidità necessaria per ottenere quel sapore forte tipico della cucina messicana e perchè le patate sono bruciacchiate in superficie, ma poco cotte all'interno.
In due ciotoline invece arrivano due vere delizie. I gambas al ajillo, cioè gamberi all'aglio hanno un sapore decisamente particolare. La presenza dell'aglio si avverte, ma non è per niente invadente, probabilmente perchè questo viene solo brasato e non fritto. L'olio poi completa l'opera dando densità al sughetto in cui sono immersi i gamberi che in questo modo perdono la loro naturale delicatezza e acquistano un sapore più deciso. Con somma vergogna, ma con molto gusto, devo confessare che tutti e quattro non ci siamo risparmiati una deliziosa "scarpetta".
Il piatto migliore della serata, nonché ultimo antipasto, è stato la cistorra: salsiccia al pomodoro. In una ciotolina marrone sono disposti una decina di tocchetti di salsiccia veramente morbida, tuffati in una salsa rossa piccante, ottenuta probabilmente con concentrato di pomodoro. L’ideale per dare ulteriore consistenza ad un alimento già di per sè molto saporito. Anche in questo caso, la "scarpetta" è di rigore.

Saltiamo a piè pari il primo perchè la paella proposta non ci permetterebbe di assaggiare il secondo, essendo stati gli antipasti molto abbondanti. Le nostre scelte saranno dunque:
agnello con carote e zucchine accompagnato da cus cus per due persone;
carne con patate (non so che carne fosse perchè è stata ordinata in spagnolo, ma dalla dimensione della bistecca, pareva di dinosauro!);
filetto di tonno con verdure per me.
Nota molto positiva: la cameriera si è premurata di chiedermi che tipo di cottura gradissi per il tonno. Anche in questo caso, come per la carne, de gustibus, ma le mie preferenze vanno per il pesce appena scottato.
Come promesso, arriva un bel trancio di tonno rosa in superficie, ma ancora rosso all'interno, con la carne tenerissima e dall'aspetto quasi "gelatinoso" che si scioglie in bocca. Le verdure che accompagnano: zucchine tagliate alla julienne e qualche pomodoro secco (pochi purtroppo) hanno un sapore dolciastro che però non diventa stucchevole perchè mitigato dall'abbondanza di piccole olive nere.
Per quanto riguarda gli altri secondi, posso dire che il profumo dell'agnello al cous cous faceva ben sperare, ma non potrei essere un buon giudice perchè non amo quel tipo di carne. Ho assaggiato il cous cous e l'ho trovato leggermente crudo e con un sapore poco definito, penso però che, dovendo solo "accompagnare" l'agnello, sia stato cucinato in modo da non prevaricare il gusto della carne.

La cena si conclude con quattro caffé e relativi ammazzacaffé.
Il conto è stato di 40 euro a testa, con un rapporto qualità/quantità/ prezzo decisamente favorevole.
Il locale è frequentato da un clientela molto giovane, anche perchè alcuni ragazzi si fermano solo al bar per una birra, ma se si prenota in settimana, quando non dovrebbe esserci il pienone, potrebbe essere adatto per una cena un po' insolita e perchè no, anche romantica.

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