Venerdì sera, cena all’Oca ciuca di Vigevano. Il r...

Recensione di del 03/06/2011

L'Oca Ciuca

58 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 58 €

Recensione

Venerdì sera, cena all’Oca ciuca di Vigevano. Il ristorante è posto nelle strette vicinanze della splendida Piazza Ducale, in zona pedonale. Ci accoglie Stefano, uno dei proprietari e marito dello chef Fulvia, che in maniera sobria ma gentile ci fa scegliere il tavolo. Abbiamo l’imbarazzo della scelta visto che solo un tavolo in tutto il ristorante è occupato; ci sistemiamo nella prima saletta in stile bistrot vicino al bancone del bar. Le luci soffuse, i colori scuri dei mobili e la serata uggiosa rendono l’ambiente un po’ cupo. Notiamo il bel soffitto con travi a vista, forse un po’ troppo importante per l’impronta minimalista data al locale. Dall’entrata le due sale del ristorante si sviluppano in senso longitudinale, delimitate in fondo dalle porte della cucina. Nella seconda sala a destra ci sono tre tavoli rotondi per le compagnie più numerose, a sinistra altri tavoli in linea con il passaggio, in totale i coperti non sono più di una quarantina. Una musica di sottofondo accompagna la nostra cena. La mise en place è composta da una tovaglietta centrale all’americana in tessuto bianco (la nostra purtroppo è bucata, sigh!), un calice da vino, tovagliolo in tessuto, posate in acciaio ed un bicchiere vivacemente colorato per l’acqua che dona un tocco d’allegria al desco.
Il menu ben curato per grafica e materiale offre principalmente piatti di carne/salumi. La materia prima è fornita dall’Oca Ducale di Cantone Maria, Macelleria Masseroni di Milano, Jolanda de Colò e dal salumificio Antica Ardenga di Soragna (Pr). Ci portano in tavola dell’acqua gassata microfiltrata, del pane e grissini di loro produzione.

Per antipasto scegliamo il Tagliere Oca Ciuca: salame d’oca cotto e crudo, bresaola d’oca, mortadella d’oca e il patè di fegato d’oca su pan brioche (13 euro), ottima la bresaola un po’ meno il patè che risulta per consistenza più una mousse.
La carta dei vini offre una discreta scelta anche se con un ricarico medio un po’ troppo elevato, ma siamo vicini alla piazza Ducale. Per chi vuole cenare a birra ci sono le proposte di due microbirrifici italiani, Lambrate e Birra del Borgo. Si può bere al calice, il locale aderisce anche al buta stupa (se non avete finito la vostra bottiglia chiedete senza problemi la wine bag). Scegliamo il Pinot nero 09 di Franz Haas (34 euro), servito un po’ caldo: il vino di un rosso rubino chiaro comunque risulta armonico, rotondo di buona beva con un bouquet fruttato di marasche, lamponi e marmellata di prugne con una finissima nota speziata.

Tra i primi scegliamo Tortelli d’oca nel loro stracotto al vino rosso (14 euro) piatto discreto ma mancante di viscosità nel condimento e Tonnarelli mantecati al Tete de Moine e asparagi freschi (14 euro) non omogeneo nella mantecatura.

Come piatto principale scegliamo Coscia d’oca cotta dodici ore a bassa temperatura con le sue patate confit (21 euro), piatto ben fatto veramente buono e Petto d’anatra tostato in salsa al Buttafuoco e ciliegie con tortino di riso nero (20 euro), buono, unico neo la scelta come contorno del tortino di riso che risulta più efficace per fatto cromatico che per piacevolezza.

Chiudiamo con due dolci riusciti, Tortino cioccolato Ashanti con sorbetto alla pera e Tiramisù al cioccolato bianco e lamponi (7 euro) accompagnato da un calice di Dindarello 2010 Maculan (5 euro), dolce di buona freschezza e persistenza con sentori di ananas, uva moscato e miele. Caffè e piccola pasticceria. Prezzo a persona 58 euro.

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