Partiamo dal lato negativo: io e il mio fidanzato ...

Recensione di del 29/01/2011

L'Oca Ciuca

45 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Partiamo dal lato negativo: io e il mio fidanzato arriviamo per la prima volta all'Oca Ciuca sulla scia dell'acquisto di un volume sulle "Tavole della Birra". Ma quando ci viene presentata la carta delle bevande, i luppoli sono relegati ad una mezza paginetta, decisamente non all'altezza delle nostre aspettative di abbinamento a tutto pasto. Certo, alla nostra richiesta il proprietario, che ci segue direttamente al momento della comanda (il personale di sala è ridotto all'essenziale, ma dato il numero non eccessivo di tavoli questo non crea disagi), ci propone anche qualche fuori lista birroso, da cui selezioniamo via via un paio di proposte del Birrificio Lambrate, però ammettiamo che come inizio siamo un po' perplessi.

Per fortuna questo è praticamente l'unico elemento che possiamo rilevare come poco rispondente alle aspettative, dato che la cucina si conferma complessivamente di livello elevato, con piatti di chiara derivazione territoriale e della tradizione, a tratti interpretati con qualche tocco più moderno ma sempre realizzati in maniera veramente notevole.

Iniziamo dividendo un piatto di salumi d'oca, buoni, buoni, buoni, in particolare il crostino con paté di fegato (e pensare che solitamente nessuno dei due lo mangia se non quando, come in questo caso, è particolarmente delicato ed equilibrato nel gusto) e lo speck d'oca che si "scioglie letteralmente in bocca". Ad accompagnare, dei fragranti grissini (di pasta di pane e di pasta sfoglia) ben presentati in un piccolo vaso quadrangolare che li fa sembrare quasi più una decorazione che parte della cena.

Proseguiamo con un risotto allo zafferano con mortadella d'oca e ristretto al marsala: molto gradevole il contrasto con il gusto e la consistenza quasi sciropposa del ristretto, ma la mortadella tagliata grossolanamente al mio gusto è fin troppo grassa e non si amalgama a sufficienza con il risotto (quest'ultimo cotto e mantecato correttamente, come mi pare essenziale essendo all'interno di una delle aree geografiche simbolo di questo piatto).

Come secondo, io opto per la coscia d'oca con patate fondenti e il mio fidanzato per delle costine di bue grasso cotte a bassa temperatura con profumo di cassoela: a mio parere i piatti migliori, in entrambi i casi le lunghe cotture delle carni le hanno mantenute morbide e succose permettendo di assaporare appieno tutti gli aromi ed esaltandole al massimo. Non ne resta una briciola.

Dopo queste vette rinunciamo al dolce, anche se lui si concede volentieri una piccola selezione di cioccolati da abbinare ad un rum prima di terminare con il caffè.
Una bella scoperta. Nonostante le (non) birre.

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