Ci vuole ben altro per farci desistere dai nostri ...

Recensione di del 26/01/2009

L'Oca Ciuca

75 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 75 €

Recensione

Ci vuole ben altro per farci desistere dai nostri sani propositi. Infatti, nonostante le condizioni atmosferiche quasi proibitive raggiungiamo Vigevano in perfetto orario e alle ore 20:00 precise suoniamo alla porta del locale. Ci riceve una ragazza che con modi garbati ci accoglie e ci fa scegliere dove accomodarci. L’ambiente, pur essendo decisamente piacevole, risente, a mio avviso, delle tendenze modaiole del momento che spiazzano quelli che come me si aspettano di trovare luoghi vissuti, carichi di suggestioni e di calore. Il desiderio comune è quello di caratterizzare le nostre scelte con proposte chiaramente riconducibili alle tradizioni del luogo. La patronne del locale, recepito il messaggio, si è fatta subito carico di guidarci in questo inesplorato cammino.
Nel frattempo ricordiamo a Carlo di assolvere il suo compito: la scelta del vino. Sarà svolto, come al solito, brillantemente. L’attenzione, e non solo, cade su di un sagrantino di Montefalco che, per ovvie ragioni, solo a fine di serata riuscirà a sprigionare compiutamente la sua corposità e il bouquet di aromi. Pazienza.

Inizio sontuoso in cui l’oca, seppur non consenziente, è assoluta protagonista: salame cotto e crudo, petto stagionato, mortadella (galantina), pâté adagiato su pan brioche. Semplicemente deliziosi; in particolare la mortadella la cui bontà ci ha spinto a richiederne un altro assaggio.

Primi piatti. Tortelli d'oca al burro e nocciole di Langa, risotto ai porri e toma piemontese con riduzione al Ruché e stracci di pasta con radicchio rosso speck d'anatra e fonduta al taleggio. Imperdibili i primi, gustosi e buoni gli altri.

Saltiamo le pietanze per affrontare decisi l’ultima tappa: i dolci, anche questi saranno più o meno condivisi con gli amici. Meringa con crema chantilly e frutti rossi, tortino fondente al cioccolato Valrhona 70% e sorbetto alle pere al vino bianco, sbrisolona con spuma al mascarpone e soufflé ghiacciato allo zabaione con cioccolata calda e pinoli sabbiati. In abbinamento un curioso vino bianco al brandy che è stato ai più gradito.
Veramente ottimi, un finale in crescendo. Una nota di merito per la prima proposta in cui la delicatezza e la perfetta esecuzione della meringa hanno lasciato un segno quasi indelebile nel nostro immaginario del gusto. Anche l’occhio ha avuto la sua parte, la presentazione dei vari piatti è risultata veramente azzeccata e curata. Il servizio sempre attento e puntuale, aiutato, credo, dalla presenza di pochi commensali in sala.
Per la cronaca in tre si è speso 225,00 euro, di cui 39,00 per la bottiglia di vino, 7,50 l’acqua e 4,00 euro per due caffè.
Un doveroso grazie, per finire, a chi sapientemente ci ha condotto lungo questo gustoso itinerario, alla simpatia e professionalità di chi ha servito in sala e ai miei due amici Paolo e Carlo con i quali è sempre un onore condividere i piaceri della tavola.

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