Spinto dalla nomea del cuoco e del tanto parlare d...

Recensione di del 25/01/2009

Torre del Saracino

175 € Prezzo
7 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 175 €

Recensione

Spinto dalla nomea del cuoco e del tanto parlare di questo ristorante ultimamente (e dal periodo di chiusura del mio ristorante preferito in costiera) decido di provare le delizie qui offerte. Io e la mia ragazza raggiungiamo il ristorante con una mezzoretta di ritardo rispetto alla prenotazione: né la località, né la strada, né il ristorante sono presenti sul navigatore satellitare; tantomeno per strada troviamo indicazioni. Ricordando una recensione letta su internet, seguo le indicazioni per la spiaggia di Seiano e per un altro ristorante/pizzeria che dicevano fosse accanto a questo. E solo grazie a questo raggiungo il luogo.

Veniamo accolti dal maûtre che ci fa accomodare al nostro tavolo (la sala ha 30 coperti, oggi tutti prenotati): il tavolo sembra molto "forzato" in quanto è accanto alla porta e accanto al muro: sembra aggiunto all'ultimo, insomma: negativo! Infatti il cameriere ogni volta che mi serviva il vino, l'acqua, o cambiava le posate doveva infilarsi tra me (che non sono piccolo) e il muro: ovviamente non era possibile distanziare il tavolo perché c'era una altro tavolo da due accanto a noi e c'era giusto lo spazio per far passare i camerieri. Seconda nota negativa: accanto alla porta, che, quando veniva aperta, mi rinfrescava (il 25 gennaio con un freddo e un vento esagerato) la schiena, complice anche una tavolta di 12 persone con "allegri" bimbi e i soliti drogati (leggi fumatori) che ad ogni portata devono uscire fuori a drogarsi.

Arriva il menu: ci sono due proposte, e sotto di esse l'indicazione ben chiara che è preferibile ordinare la proposta per tavolo intero (!), poi i vari antipasti, primi, secondi, dolci. Io opto per la "proposta di Salvatore", più corposa, ed anche la mia ragazza, che, indecisa, dopo aver letto il fatto del tavolo intero, taglia la testa al toro e mi segue: avrei voluto però vedere cosa sarebbe successo se avessimo chiesto due proposte diverse. Chiedo una variazione sul primo antipasto. Chiedo inoltre se è possibile fermarci PRIMA dei dolci, per sceglierli poi (o sostituirli a limite con formaggi o assaggi di cioccolata) ma il cameriere mi fa capire che è meglio ordinarli subito "altrimenti poi la cucina ha problemi"... bah! Come vino scelgo un müller-thurgau, vino che piace molto alla mia ragazza, molto profumato, abbastanza pulito e leggero... almeno i soliti che avevamo provato: questo non ci piace molto!

Iniziamo con un aperitivo, una bollicina locale, del Salento, buona, e l'unica entrée costituita da un insalatina di polipo e ortaggi: buona, fresca.

Arriva il primo antipasto: zuppa tiepida di ricotta di fuscella con triglie e ricci di mare per la mia ragazza (quella standard del menu scelto) mentre io la trippa di vitello con funghi pioppini e frutti di mare. Entrambe buone, ovviamente diverse, preferibile il piatto della mia ragazza, anche se io tracce di ricci di mare non ne ho percepite, né con le papille gustative, tantomeno con gli occhi!
Secondo antipasto: capesante arrostite, purea di broccoletti, salsiccia (cruda!) e conserva di pomodoro. Questo è buono, semplice ma buono. Mi inizio a ricredere un po', anche perché poi non è che riesco ad assaporarlo tanto (vedi la nota sulle porzioni). Da notare che il cucchiaio, non utilizzato durante il primo antipasto e l'entrée, non ci viene sostituito: forse esagero con la pignoleria, ma a questi livelli...

A questo punto mi faccio portare nuovamente il menu, speranzoso di poter fare un'aggiunta, prevedendo il nostro menu un solo primo. Trovo una calamarata con ricci di mare, calamari e funghi che mi attira: inoltre la mia ragazza vorrebbe rinunciare ad uno dei secondi. Purtroppo non è possibile: già è tutto pronto, non è possibile variare nulla, ed inoltre lo chef vuole farci assaggiare un altro primo non incluso nella proposta. Vabbè!

Arriva dopo poco una zuppa di frutti mi mare, che sarebbe l'assaggio "offertoci" dallo chef... a noi e a tutta la sala, anche al tavolo affianco al nostro che aveva già mangiato i due secondi e attendeva il dolce! Effettivamente secondo me è il piatto più buono: una zuppa di frutti di mare con pasta di vari tipi spezzettata (tipo come si fa a Napoli la pasta e fagioli). Mi è piaciuta tanto.

Nuovamente non ci viene cambiata, stavolta, la forchetta (non utilizzata per la zuppa) e ci arriva subito il secondo primo: Tortelli ripieni di gamberoni,pomodoro e limone candito in brodo di prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano. A me l'accoppiata non piace, completamente slegati e inabbinabili il brodo con il parmigiano fatto a crostini, con listelli di prosciutto dentro, e questi tre (dico tre) tortellini ripieni di pomodoro, gamberoni e limone (di cui il senso predominante): ho mangiato in un boccone i tre tortellini, tipo medicina amara, e poi mi sono limitato a bere il brodo (di carne) e i crostini di parmigiano. La mia ragazza ha lasciato, non le piacevano: e in effetti neanche a me, ma avevo fame (vedi sempre poi, come sopra).

Iniziano i secondi: dentice su salsa di borraggine, trippa di baccalà (triatata nella salsa di borragine), vari ortaggi, una mini-quenelle di ceci (delle dimensioni di un cucchiaino da caffè). Fresco il dentice, perfetta la cottura, non eccezionale la salsa di borragine e trippa. Discreto, non paragonabile nemmeno lontanamente ad altri piatti di "altri" vedi, su tutti, il dentice in crosta ai profumi primaverili (con salsa di broccoli, piselli ed asparagi).
L'altro secondo è invece un piatto a base di Maiale Nero Casertano, una razza di maiale della zona del Volturno a me molto noto e riconoscibile a vista dai bargigli (ovvere delle specie di appendici che penzolano sotto al muso): la carne è eccezionale. Ci vengono proposte quattro variazioni: pancetta, costoletta, una polpettina impanata fritta e una fetta di cotechino. Buoni questi "assaggi", ma l'ho mangiato fatto in modi migliori, sia nella zona d'origine, ma anche in Costiera. Su questo secondo prendiamo un vino al bicchiere, un chianti, visto che il müller-thurgau (non finito) sicuramente non legava. Finito il mio bicchiere mi viene chiesto se ne volevo ancora, io dico giusto un po', mi mette un dito, e mi ritrovo tre bicchieri in conto.

Chiediamo anche un assaggio di formaggi, io prendo tre tipi (uno podolico, il locale provolone del monaco, ed un interessantissimo provolone della zona di
Agropoli/Paestum), mentre la mia ragazza un formaggio spagnolo, che a me sembrava comprato al supermercato... Ci viene servito con un po' di miele ed una (una) noce.

Quasi subito arriva un gelato di torrone su una salsa di cioccolato e riso soffiato, assieme alla piccola pasticceria. Tutto molto buono, dieci mignon a testa tutti diversi. Eccezionale il gelato.
Arrivano i dolci: per me il momento napoletano, dolce al caffè in tre strati: caffè sotto, sopra mousse di caffè, sopra gelatina di caffè. Buono, mangiato di meglio. Per la mia ragazza una fantasia di sorbetti, fortissimo il limone, stomachevole secondo me quello alla fragola, ottimo quello al melone bianco.

Per accompagnare il dolce, e siccome ho visto girare una selezione di cioccolate, prendo un cognac, un Gabriel & Andreu del 1970, che a me piace molto. Qui costa 30,00 Euro al bicchiere, altrove in genere 20,00. Ma la sorpresa sui vini da dessert arriva all'arrivo della relativa carta: in pratica esiste una prima pagina con una decina di vini al bicchiere, poi le altre pagine hanno tutte il costo a bottiglia: il cameriere mi fa capire che loro vendono a bottiglia intera quelli oltre la prima pagina. Assurdo! Incredibile! Mai capitato... e a questi livelli poi! Quindi per la mia ragazza, che voleva l'Angialis, fattole notare da me (un passito sardo di argiolas assaggiato quest'estate in Sardegna, dove sta spopolando sostituendo il classico mirto), avrei dovuto acquistare l'intera bottiglia per 55,00 Euro! Insistendo un po' col cameriere, che chiede al sommelier, riusciamo a far aprire la bottiglia e farci dare un bicchiere solo: beh si fa per dire, visto che in conto me lo ritrovo a 15,00 Euro, e in Sardegna costa 10,00/12,00 Euro l'intera bottiglia e 2,00/3,00 Euro il bicchiere, al pubblico.

Da due menu alla carta di 95,00 Euro e un vino da 22,00 Euro arriviamo ad un conto finale di 330,00 Euro, ovvero 190 i menu, 30,00 Euro il cognac a me, 12,00 Euro a bicchiere (per 3) il chianti, 15,00 Euro l'angialis, 20,00 Euro i 4 pezzettini di formaggio, 16,00 Euro i due aperitivi, e 6,00 Euro al litro l'acqua (due bottiglie - Santo Stefano)

Ultima nota (negativa): le porzioni. Sono abituato alle porzioni "non abbondanti" di questo tipo di cucina, che preferisco anche in quanto mi permettono di assaggiare diverse cose. Ma una cosa è ridotte, una cosa è invisibili! Veramente da dire: "grazie, l'assaggio è stato buono, ok puoi portarmelo!". Mi sono alzato che avrei mangiato ancora, cosa che invece non mi capita in altri locali simili, dove con sforzo mangio il primo secondo, non arrivo mai al secondo secondo, per non parlare dell'assaggio di formaggi, a cui rinuncio ogni volta per evitare di esplodere. Qua invece un bel gelato ci entrava tutto. Anche per questo do il minimo al rapporto qualità/prezzo.

Complice la grande aspettativa dovuto alla popolarità del momento dello chef, sono rimasto piuttosto deluso. Darò a questo ristorante una seconda possibilità "per scrupolo", ma dovrà farmi ricredere molto.

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