Trovandomi a Vicenza un paio di giorni per uno dei...

Recensione di del 12/10/2011

Al Pestello

42 € Prezzo
10 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

Trovandomi a Vicenza un paio di giorni per uno dei tanti corsi di aggiornamento, ho sfruttato l’occasione per saggiare il Pestello.
Bottega storica di Vicenza e menzionato nella guida Michelin, con un paio di colleghi ci siamo presentati al locale in una serata infrasettimanale.
Il ristorante si trova in una piazzetta alle spalle di Corso Palladio tra due belle chiese: Santo Stefano, proprio di fronte e a pochi passi, la Chiesa di Santa Corona (1261) in cui si trova, nella cappella Garzadori, la stupenda tavola di Giovanni Bellini, raffigurante il Battesimo di Gesù.
Piccolo il locale, arredato sobriamente, 38 i coperti, (piuttosto pigiati), cordiale l’accoglienza.
La tavola si presenta piacevole all’occhio con tovagliame in stoffa a colori felicemente abbinati.
Subito ci viene portato il menu e su richiesta la carta dei vini.
Il primo elenca i piatti in dialetto vicentino, con la dovuta traduzione, le pietanze, ancorché legate alla tradizione veneta, sono veramente particolari; la seconda è molto ricca ed articolata.

Ordiniamo direttamente i primi: bigoli al cacao con crema di latte e speck, L’abbinamento è fascinoso, gradevolissimi al palato, una vera sorpresa. Il cacao è nell’impasto dei bigoli, fatti in casa, e spezzettati.
Caterina ordina i tagliolini con trota salmonata e sedano, buoni ma più scontati.
I secondi sono altrettanto felici: trota salmonata impanata con farina di mais ed erbette, gustosa e sapida, le erbette, (timo in prevalenza), sono nella panatura fatta con la farina per la polenta.
I miei colleghi si tuffano su un piatto tipico, polenta e baccalà, lo assaggio e lo trovo ben bilanciato nel sapore, nonostante l’aggressività tipica del pesce.
Chiudiamo con il dolce: torta di ricotta alla grappa, che per un alpino, qual io sono, è un invito a nozze.
Per vino che ci accompagna ho scelto un Gewürtztraminer, che si è coniugato egregiamente, sia con i primi, pesce e cacao, sia, dato i decisi sentori aromatici, con i secondi di pesce, in particolare con la decisione del baccalà che rischiava di soverchiare un vino meno intenso e fruttato.

Alla cassa chiediamo, e ci viene offerto con simpatia un digestivo, siamo gli ultimi a lasciare il locale e abbiamo modo di conoscere la cuoca. Essendo a conduzione famigliare ci troviamo a parlare con figlio e nipote, l’atmosfera è proprio rilassata.
Spendiamo 42 euro a testa comprensivo del vino e del caffè. Per la qualità che ci è stata offerta, il prezzo è più che equo. Cappello blu.

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