Dopo un viaggio bagnato dalla pioggia primaverile ...

Recensione di del 17/04/2010

Agriturismo Corte Belfiore

24 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 24 €

Recensione

Dopo un viaggio bagnato dalla pioggia primaverile e da una grandinata violenta approdiamo a questo agriturismo, aiutati dai cartelli posti strategicamente a vari incroci nei dintorni. Siamo nella campagna del viadanese, in provincia di Mantova ma vicino al confine con l'Emilia (ottima location sotto il profilo gastronomico, che lascia ben sperare per il soddisfacimento delle nostre brame relative al buon cibo).
Siamo cinque "vecchiotti" (la più giovane ha 65 anni ed il più vecchio 83, tre femminucce e due maschietti) ma ancora in grado di apprezzare la buona cucina, quando si riesce a trovarla. Ho suggerito io questo agriturismo dove ero andato a mangiare ben cinque anni fa. Si tratta di una cascina isolata, di forma strana a "L", con un'aia in cemento dove nella bella stagione si può anche ballare.
Entrando nella prima sala si vede il piccolo bar sulla sinistra mentre sulla destra c'è un'antica "gramola" (macchina usata in tempi antichi per fare il pane in casa); alle pareti un giogo per buoi e mensole con varie zucche decorate, in fondo un bel camino. Il soffitto piatto è in legno scuro e le pareti sono in mattoni vivi. Passando poi alla seconda ed alla terza sala si notano sempre le pareti in mattoni vivi ma i soffitti sono a volta; i mobili nelle tre sale sono tavoli ed armadi dell'artigianato locale, niente di particolarmente fascinoso ma danno un'impressione di richiamo ai tempi andati, quando ancora il cibo aveva un significato. Ambiente ben accogliente e piuttosto luminoso nonostante la giornata grigia.

Il padrone signor Elio ci fa accomodare nella prima sala e non manca di stupirci ricordando, a distanza di cinque anni, che mia moglie gli aveva inviato per email le foto scattate nel suo locale. Anch'io ho dei ricordi ancora vividi ma si riferiscono alle portate consumate in quell'occasione. Ci viene subito chiesto se intendiamo iniziare con gli antipasti e la risposta è affermativa; si inizia con gnocco fritto di ottima qualità in quantità abbondante, ben caldo e non unto accompagnato da salumi misti (un grande vassoio di ottima coppa, salame crudo molto buono ed un delizioso prosciutto crudo molto magro che io forse avrei preferito con un filino di grasso) e da due portate di salsa giardiniera e di cipolline borettane in aceto balsamico, entrambe fatte "in casa". Mia moglie normalmente non ama l'aceto balsamico ma oggi si riesce a strapparle la vaschetta solamente quando è rimasta solo una cipollina. Assaltiamo il tutto con buon appetito, con commenti più che entusiastici da parte di tutti e siamo costretti a fare il bis di gnocco fritto e di prosciutto crudo, che ci vengono portati molto rapidamente.

Ci viene elencato a voce l'assortimento di primi fra i quali scegliamo le crespelle al radicchio rosso, i tortelli di zucca, i tortelli verdi di spalla cotta, i tortelli di erbette ed i tortelli di prugne. Ci vengono portati in pirofile multiporzioni ed in grandi vassoi, le porzioni sono molto abbondanti e mi chiedo se riusciremo a finire tutto. In pratica si tratta di cinque primi pro capite. Ci riusciamo, con grande entusiasmo ed apprezzamento unanime per quanto ci è stato messo in tavola. A me sono piaciuti maggiormente, nell'ordine, le crespelle al radicchio, i tortelli verdi di spalla cotta ed i tortelli di erbette, a seguire i tortelli di zucca e quelli di prugne. Condimento leggero e nella giusta dose, quasi nessuno di noi spolvera le portate con parmigiano grattugiato per non alterarne il gusto.

Siamo contenti di aver scelto questi primi e non rimpiangiamo troppo di non aver gustato i bigoli al torchio con pancetta affumicata, gli agnoli in brodo ed il risotto con i funghi porcini (veramente io avrei qualche rimpianto per i maccheroncini alla belfiore con salamella mantovana, peperoni e melanzane ma li lascio per la prossima volta). Il padrone viene a chiederci ancora una volta se siamo soddisfatti e glielo confermiamo in pieno; ci elenca i secondi: guancialini di maiale in umido con polenta, arista alla crema di funghi e tartufo, "rosa di Parma" (tagliata) in salsa di vino rosso, spalla cotta con polenta, costata di manzo ai ferri e brasato di manzo con vari contorni ma seppur a malincuore dobbiamo soprassedere, lasciando il collaudo di questi piatti per la prossima occasione.

Ci vengono portati alcuni sorbetti al limone che gradiamo molto e delle porzioni di salame dolce al cioccolato e sbrisolona e di tiramisù. Rimangono inoptati la mattonella, la mousse di ricotta con fragoline di bosco ed il bussolano con zabaione. Non si può avere tutto nella vita.
Terminiamo con cinque caffè e bicchierini di una grappa morbida e gradevole (bottiglia opportunamente lasciata sulla tavola).
Abbiamo pasteggiato con un brioso Lambrusco mantovano della casa DOC da 9,5° sulla cui bottiglia era scritto "V.F.Q.P.R.D." (ho dimenticato di chiederne il significato al padrone, se qualcuno mi può illuminare al riguardo gliene sarò grato).
Il conto è molto leggero (euro 120 in cinque, ergo euro 24 a cranio); non ci sono stati fatturati nè i sorbetti nè le grappe. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Inutile dire che ci ritorneremo, è scontato (anche se per me significano 165 km più 165 km di guida, ma ne vale sicuramente la pena!).

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