A volte bisogna riprovare

Recensione di del 07/12/2015

Trattoria al Pompiere

50 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Il ristorante al Pompiere è da molti anni sulla cresta dell'onda nel campo della ristorazione veronese. E personalmente ho provato la loro cucina almeno 5/6 volte negli ultimi 10/15 anni.

Non segnalandolo su “Il Mangione“ perchè ogni volta c'era qualcosa che non mi aveva convinto. Vuoi per il cibo, vuoi per il servizio, vuoi soprattutto per il rapporto Q/P.

Devo ammettere che le ultime due volte mi sono dovuto ricredere.

Descrivo i piatti dell'ultima cena (senza Giuda ). Sottolineando che comunque i loro cavalli di battaglia restano i Salumi e i Formaggi. Con la lettera maiuscola non a caso.

“Al Pompiere” si trova in posizione centralissima in una viuzza a pochi metri da Piazza Erbe. Entrambe le sale sono tappezzate di quadri che ritraggono personaggi famosi ( più o meno ) veronesi e non. Un bel risultato di insieme, che ricorda la famosa ( per me ) pizzeria Santa Lucia del centro di Milano.

Tavoli un pizzico ravvicinati; ben apparecchiati senza troppi fronzoli. Leggero rumore di fondo. E anche costante in quanto il tutto esaurito c'è praticamente in tutti i periodi dell'anno (uno dei motivi, l'altro è la posizione, per cui il conto finale può superare senza troppa fatica i 40 euro; vini esclusi).

Appena entrati si nota il bel bancone con Salumi e Formaggi. Un bel vedere!

In 7 ci siamo accomodati nella saletta più piccola.

Canonica lettura del menu, anche se io prendo sempre i Salumi come piatto principale.

In questo occasione, preceduti da “Pasta e Fagioli“. Un piatto che gradisco molto. Soprattutto quando è molto buono come in questo caso.

Non ho poi resistito ad un doppio assaggio, a destra e a sinistra, di “Tagliolini all'uovo ai Carciofi“, buoni, e gli stessi tagliolini con “fagioli di Lamon e animelle”: molto buoni anche questi.

Tornando ai Salumi, ho scelto una “composizione” con 4 dei numerosissimi presenti nel menu. Culatello di Zibello ; Coppa di Zibello ; un Prosciutto toscano in bigoncia e Porchetta romana. Per non essere prolisso riassumerei con : buoni Coppa e prosciutto Toscano ( in bigoncia sta ad indicare un metodo di stagionatura ); molto buono il Culatello; commovente la Porchetta!

Buona anche la giardiniera che solitamente accompagna i Salumi.

Come dessert, vista la nostra indecisione, il Cuoco (che era uscito a salutare due dei componenti della tavolata, clienti abituali) ha proposto un triplo assaggio dei desserts in questione. E quindi in un piatto ci sono stati serviti: una torta al cioccolato con arance candite ( veramente notevole ); una millefoglie : buona e, in tre ciotole, il Tiramisu. Che forse non sarà il migliore del mondo come scherzosamente lo ha definito il Cuoco, ma sicuramente può competere e fare bella figura con moltissimi altri.

Un tripudio finale, lo definirei.

E mentre stavamo pensando di ordinare qualche caffè, a sorpresa è arrivata in tavola la “ Focaccia Veneziana “. Calda appena sfornata. Difficile da tagliare perchè morbidissima. Una specie di Offella, dolce caratteristico della bassa veronese. Con una crema tipo pasticcera, al suo interno.

Un altro bel colpo ai miei vani ( e poco convinti ) tentativi di non esagerare a tavola.

La lista dei vini è decisamente ricca e pregiata. Con ampio spazio ai vini veronesi. In particolare l ' Amarone. Noi per questa serata, abbiamo deciso di “restare” in Piemonte. Ed in successione abbiamo bevuto con soddisfazione due Barbera ; il primo della Cantina Sandrone. Mentre il secondo, se non ricordo male (perché ho perso l’etichetta gentilmente staccatami da uno dei camerieri ) di Sottimano. Per finire,un Nebbiolo di Giuseppe Rinaldi e con il dolce un Moscato “ Regina di Felicità “ della Cantina Cascina Baricchi.

Forse l'unico un pizzico deludente. Ma forse perchè mi aspettavo di più rispetto al Saracco, presente nella bella lista dei vini, che ho bevuto molte volte e che mi piace particolarmente.

I rossi sono stati un crescendo e non hanno fatto rimpiangere i nostri vini

locali. Con anche un Q/P interessante considerando l'abnorme aumento dei vari Valpolicella Superiori e Ripasso.

Per non parlare degli Amaroni!

A fronte di tutto quanto descritto, il conto finale di 350 euro porta ad un Q/P sicuramente normale. Per quanto aiutato, altrettanto sicuramente, da un piccolo arrotondamento e dalla cortese offerta della Focaccia Veneziana. E anche dalle solo 4 bottiglie in 7.

Nel complesso una bella cena; di qualità con buoni vini ed un servizio premuroso. Ed un rapporto Prezzo/Soddisfazione buono!

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