Verona, crocevia del triveneto, quindi occasione p...

Recensione di del 05/09/2007

Trattoria al Pompiere

50 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Verona, crocevia del triveneto, quindi occasione per mettere a tavola un milanese un bolognese, un trentino, un padovano e un veneziano. Suggerisco “Al pompiere”, che ho già provato diverse volte e che a mezzogiorno garantisce una maggiore tranquillità rispetto alla sera. Il locale non è enorme, ha solo due sale nemmeno tanto grandi, e ricava gli oltre cinquanta coperti eliminando gli spazi tra i tavoli. La sera, quando si trova posto, si mangia davvero gli uni in braccio agli altri, ma a mezzogiorno, ripeto, si sta molto più comodi.

Il locale è in un vicolo proprio di fronte alla casa di Giulietta, ma ciononostante occorre volerlo trovare e, per fortuna, riesce a non essere frequentato dal turismo organizzato. Anche questa volta abbiamo trovato due coppie, una inglese, l'altra francese, alla ricerca di annate particolari di Amarone, uscite poi con l'aria palesemente soddisfatta. Siamo in piena isola pedonale e quindi per il parcheggio bisogna rivolgersi al Lungadige, dove si trova quasi sempre.
Locale si diceva piccolo, caratterizzato dalle mille fotografie alle pareti, con volti più o meno noti, tovaglie a quadrettoni, a volte bianche e rosse altre bianche e verdi, tavoli apparecchiati con cura con bicchieri adatti ad una carta dei vini che si può definire “Il museo della Valpolicella”, tanto è esauriente per cantine e vini del territorio.

Il menu presenta primi e secondi della tradizione veneta, ma a me piace accostarmi al percorso dei salumi e a quello dei formaggi, cui si viene introdotti da due diversi chef.
I commensali si fidano e quindi andiamo con una degustazione di prosciutto: Parma, San Daniele, Veronese, Carpegna, Praga e Norcia, cui lo chef accosta anche un assaggio di lardo di Colonnata e soppressa veneta. Il prosciutto è abbondante, naturalmente tagliato "a vista" con affettatrice d'epoca e il primo piatto viene spazzolato in poco tempo, grazie anche ai piccoli panini caldi che ci vengono serviti in accoppiata.
Proseguiamo quindi con una degustazione di formaggi dal sapore forte (il menu ne contempla oltre sei-sette diverse) e cambiamo quindi chef. Anche in questo caso l'ampio vassoio che ci viene servito in tavola permette per tutti porzioni abbondanti e quindi anneghiamo tra tome, caprini e pecorini, tutti di assoluta qualità e freschezza. Terminiamo i formaggi e con essi anche la seconda bottiglia di "Palazzo della Torre", un Valpolicella Classico di Allegrini, 2004, in carta a ricarichi corretti.
Ci manca però il finale e quindi, richiamato lo chef dei formaggi, partiamo per una degustazione di erborinati, che decidiamo di accompagnare con un Amarone Classico, sempre di Allegrini. La scelta dei formaggi questa volta sarà più internazionale, con proposte anche francesi ed inglesi, e assolutamente superba. Del vino nulla da dire.

Chiudiamo con un brandy di Jacopo Poli ed il classico caffè. Il conto, di cinquanta euro a testa, ci lascia soddisfatti, considerando soprattutto la qualità delle tre bottiglie di vino e quella complessiva del cibo.
Note dolenti? Forse il servizio, affidato ai tavoli a camerieri probabilmente inesperti, e in ogni caso non in linea con il calore che il locale trasmette. Le bottiglie, anche l'Amarone, arrivano in tavola già aperte, ma forse è per il poco spazio sui tavoli. Note positive? Tante a mio parere, soprattutto la possibilità di spaziare tra affettati e formaggi per gustare ogni volta sapori e profumi diversi. Quando passo per Verona cerco sempre di andarci.

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