Locale aperto all’inizio dell’anno, sabato 14 genn...

Recensione di del 12/09/2012

Locanda 4 Cuochi

35 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Locale aperto all’inizio dell’anno, sabato 14 gennaio per l’esattezza, per iniziativa di quattro cuochi tra i quali Giancarlo Perbellini del Ristorante Perbellini di Isola Rizza. Con lui Dario Fracasso (suo sous chef), Andrea Manzoli del Capitan Della Cittadella e Moreno Pellegrini.
L’ubicazione è in una stretta via del centro storico in zona ztl a pochi metri da Piazza Bra e dall’Arena.

La volontà è quella di rappresentare una trattoria in chiave moderna con proposte di stagione che richiamino piatti di varie regioni e la modernità la si vede subito nell’allestimento.
Colori chiari, pareti dipinte sino a metà altezza e poi ricoperte di legno chiaro decappato a listoni orizzontali. Soffitto con travi di legno attraversato da grossi tubi in alluminio.
Tavoli di legno moderni e alcuni, nella zona davanti alla cucina, alti e corredati da seggioloni. Tovagliato bianco di stoffa con, a copertura solo della grandezza del piano del tavolo, una "tovaglia" di carta bianca che si nota solo ad un attento esame; sul tavolo un contenitore con delle matite colorate, adatte forse per intrattenere qualche bambino con la possibilità di disegnare sulla tovaglia.
Pareti arredate con cassette di legno di grandezze varie contenenti vari oggetti (barattoli, bottiglie..)
La sala da pranzo si sviluppa, lunga e stretta alla destra dell’entrata, a sinistra una grande cucina a vista dove si possono da vicino vedere all’opera i cuochi e una fila di tavoli alti da due posti con gli sgabelli.
Il menu vede quattro/cinque proposte per portata.

Noi scegliamo per cominciare una crema fredda di verdura con crostini e ricotta e una battuta di fassone con uovo di quaglia e senape.
In pratica la crema di verdura si rivela essere un gazpacho reso più vellutato da una “sifonatura” con crostini (per la verità più buoni e meno unti di quelli che normalmente si ritrovano nelle zuppe) e pezzetti di ricotta, un piatto gradevolissimo.
L'altro piatto si presentava con una tartare di carne con sopra tre uova di quaglia cotte intere con sopra, a simulare il tuorlo che era all’interno, un po’ di senape; completavano la presentazione un mucchietto di insalata fine e una sottile lingua di pane croccante con il residuo della senape da aggiungere secondo gradimento. Buona la qualità delle materie prime, non particolarmente geniale l’abbinamento degli ingredienti, già sperimentato, simpatica la presentazione. Nel complesso un buon piatto.

Per secondo un maialino al mirto con composta di zucchine e una portata definita nel menu semplicemente "pollo e patate".
Nel primo caso tre pezzi di maialino cotto al forno con una corretta cottura della carne e la giusta croccantezza della pelle, accompagnato da tre sformatini oblunghi di zucchine che personalmente non ho gradito perché non amo questo ortaggio. Nella normalità il maialino.
Ultimo piatto appunto quello denominato pollo e patate, costituito di fatto da un pezzo di pollo disossato molto morbido, probabilmente cotto a bassa temperatura, adagiato su una specie di purea aromatizzata, francamente poco emozionante e un po’ piatto nel sapore, unica nota a favore l’originalità per un piatto a base di pollo.

In aggiunta alle ordinazioni, una nota di merito ad un’attenzione che ci è stata riservata: avendo sentito la volontà di provare la zuppa di ceci che abbiamo visto servire ad un tavolo vicino, ce ne è stato proposto un assaggio gratuitamente tra le nostre due portate. Un piatto ben eseguito con una purea della giusta consistenza aromatizzata al rosmarino, completata da alcuni ceci interi.

Costo totale 69 euro composto da 4 euro per i due coperti, 14 euro la battuta di fassone, 9,50 euro la crema, 14 euro mediamente i secondi, due caffè per 5 euro e 6 euro per un bicchiere di Valpolicella Superiore.
Concludendo, una trattoria moderna di tendenza con piatti che hanno un piccolo tocco di cucina un po’ più sofisticata adatta a consumare un gradevole intermezzo, non per una scelta gastronomica alla ricerca di soddisfazioni più consistenti.

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