Non lontano dall’antico Foro della città romana, o...

Recensione di del 17/12/2004

Il Desco

110 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 110 €

Recensione

Non lontano dall’antico Foro della città romana, ora Piazza delle Erbe, punto d’incontro di cangiante turismo anche internazionale, incontriamo poco prima della sponda dell’Adige, “ Il Desco”.

Il ristorante si trova in una casa patrizia del 1400; al suo interno due eleganti sale, delle quali una destinata ai non fumatori, realizzano un compiuto equilibrio fra gli antichi elementi dell’originaria struttura e lo stile moderno dell’arredamento, dagli originali cassettoni del soffitto, alla volta romanica della cantina (visitabile). Non è facile trovare un locale dove stile, classe e atmosfera offrano sensazioni incancellabili, in una città dove il flusso turistico predilige altre soluzioni.

I tavoli guarniti con signorilità, si fondono armoniosamente con il corredo artistico dell’ambiente.La cucina realizzata da Elia Rizzo si contraddistingue per la sua semplicità ed essenzialità, vitalità e originalità; sempre rielaborata secondo approcci singolari, il che la rende creativa e fantasiosa. I suoi piatti, realizzati con abbinamenti singolari ed efficaci sono pervasi da fragranza e gradevolezza, grazie anche ad un’attenta scelta delle materie prime, a brevi cotture e ad un equilibrato uso dei fondi di cottura.
Accolto da Elia sornione e dalla Anna sua moglie, affascinante e sempre sorridente con fattezze fisiche che la accostano alla “Valentina di Crepax”.

Immancabile il calice di Champagne, Ruinart riserva, piacevole per i grandi lieviti e il persistente agrumato. Apro la carta dei vini e vado a cercare, come sempre fra i Chateau, qui si trovano delle bottiglie seminascoste di gran pregio, grandi annate e a prezzi ottimi (40/60 euro). Sono bottiglie che sfuggono fortunatamente a chi pensa che il vino è tanto più buono quanto più costa. La carta è fornitissima e qualificata.

Il menù oltre a quello della tradizione, è così accattivante che t’imbarazza nella scelta dei piatti. Elia offre una semplicissima salsa di pomodoro fresco con basilico ed olio del Garda. Questi sono piatti che ai più possono sembrare insignificanti, ma vi garantisco che è difficile trasformare un piatto semplice in una felice sensazione.
Decido per il baccalà ai quattro modi, dove usa anche lo stoccafisso, ma grande è il mantecato. Poi la torta di luccio con sarde in saor, aringhe e polenta croccante, fantastico come riesce a separare i sapori. Ancora il flan di pecorino con lumache e pere allo zenzero, il sapore delle lumache indimenticabile, così gustose le ho mangiate solo in un piccolo ristorante di Joppolo Giancascio vicini ad Agrigento.
Semplici e fragranti gli spaghetti alla chitarra saltati in un guazzetto di astice e finocchio. Le lasagnette con animelle, spinaci e fegato d’oca sono stupende; tante persone non gradiscono le frattaglie ma vi assicuro che hanno dei sapori insoliti e indimenticabili.
Ho preso due secondi: il filetto di San Pietro con carciofi e vongole in salsa di pistacchi e il brasato di guanciale di manzo alla cannella e chiodi di garofano con tortino di spinaci all’agro e polenta gialla.

Che dire, quando vengo qui non riesco a limitarmi, l’ambiente, le persone intorno, i camerieri sempre allegri e cordiali, la cucina, la presenza di Elia fra i tavoli e di Anna sempre pronta ad accogliere ogni tuo desiderio, insomma qui ci sto proprio bene.

Attenta la selezione dei formaggi e l’assortimento dei dolci, fantasiosa e gustosa la piccola pasticceria. Menù degustazione € 95, alla carta intorno a € 100.

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