Libiam nei lieti calici...

Recensione di del 27/08/2014

Amo - VocealGusto

48 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

È la seconda volta che torno a mezzogiorno in questo piacevolissimo locale da poco aperto in quel di Verona. La prima volta che ho avuto il piacere di mangiarci è stato mercé la signorile generosità di altro mangione storico, la seconda, in un giorno singolarmente solatio di questo agosto che ricorda una canzone di Pierangelo Bertoli.

Se, o viandante, da Piazza dell’Erbe imbocchi via Sant’Anastasia e procedi verso l’omonima chiesa (scansando ciccie più o meno pendule e variamente arrossate, esposte come su una spiaggia di Rimini e malcoperte da paludamenti altrettanto adatti agli arenili della città malatestiana), sulla tua sinistra supererai una trattoria dal non inusitato nome per la città scaligera e continui fino ad una stradina sempre sulla mancina arrivi tosto a Vicolo due Mori, lo imbocchi e con pochi passi giungi all’ingresso del ristorante.

Accedi subito ad una prima sala dai toni chiari, con un bancone con vetrina, due belle Berkel che fanno mostra di loro e le fiancate del bancone che riprendono il colore delle stesse. Poster con ritratti di grandi interpreti e musica operistica di sottofondo completano il quadro e denotano lo spirito del luogo. Intravedo altre due sale da pranzo con pietre a vista e toni chiari.

Pranzerò nella corte interna del Palazzo, un ombrellone mi protegge dai raggi di un sole anemico, un’apparecchiatura nivea ed essenziale copre il tavolino, una sedia tipo regista accoglie comodamente il mio non modesto peso.

Un giovane ed efficiente cameriere mi chiede subito come desidero l’acqua (75 cl €4,5) e con la stessa mi porta Menù e carta dei vini per articolare il percorso gastronomico.

La scelta cade su un antipasto ed un secondo che verranno poi integrati da un piccolo assaggio di formaggi.

Con il primo ordino un calice di "Unico Cococciolla", agrumato e floreale, buona acidità, che mi viene servito con alcune frittelline con salicornia, dalla frittura impeccabile e grande leggerezza.

"Porcini, Asparagi di mare e Nepitella" (€ 15) Piatto rettangolare con una generosa dose di porcini di buona taglia tagliati alti mezzo centimetro, qualche filo di Salicornia e pinoli. Al primo boccone rimango un po’ spiazzato, date le dimensioni del taglio e l’aspetto avrei scommesso su funghi cucinati. In realtà il fungo era crudo ma, probabilmente marinato abbastanza a lungo con olio profumato alla nipitella. Grande sapidità della materia prima (ci facciamo intenerire dai porcini più piccoli e con poco imenio, perché meno a rischio di “coinquilini”, ma in realtà quelli più maturi sono decisamente più saporosi), nepitella ben percepita, croccantezza e resinosità dai pinoli; a mio avviso esigua la quantità di salicornia che avrebbe dovuto dare la nota acidula alla preparazione.

Accompagno la preparazione con un panino caldo e croccante, probabilmente autoprodotto, dal cestino.

"Coscia d’Anatra, peverada ed insalata di campo" (€ 18) nello stesso tipo di piatto rettangolare usato per i porcini mi vene servita la coscia e l’anca dello starnazzante pennuto accompagnato da una fresca insalatina di campo. Un baffo di salsa ed una dadolata di fegatini completano il piatto. La carne tenera e sapida con la pelle bella croccante e golosa da mangiare quasi a chips. Buona la salsa di accompagnamento, la componente acida del condimento dell’insalata invece è a mio gusto eccessiva.

Un calice di "Valpolicella Ripasso Collina dei Ciliegi" accompagna degnamente la portata.

La piacevolezza del posto ispira e, per pura golosità ordino un mini assaggio di formaggi (€5) che accompagnerò con un calice di "Amarone Collina dei Ciliegi". Il piatto che arriva e come nei miei desiderata un assaggio minimo, una fettina di Morlacco, una di Monte Veronese ed un’altra di cui ho dimenticato il nome. Come accompagnamento due olive candite (divertenti), due fettine di fico con miele, una fettina di pera in mostarda e due confetture. Buono.

Un buon caffè chiude la seconda piacevole esperienza in questo luogo che ripeterò, magari in compagnia mangionesca.

Il conto totale 47,50, noto piacevolmente, solo in un secondo tempo che mi hanno addebitato solo un calice divino a 4 €.

Ricevuta N° xrfu 0567/2014.

Gabriele Andreotti

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