Ieri sera, grazie alla mancanza dei pargoli, io e ...

Recensione di del 29/12/2011

Al Capitan della Cittadella

66 € Prezzo
8 Cucina
6 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 66 €

Recensione

Ieri sera, grazie alla mancanza dei pargoli, io e la mia Signora ci siamo recati a Verona per testare "Al Capitan della Cittadella" e metterlo in competizione con il sempre veronese "Oste Scuro" provato settimana scorsa, ed entrambi consierati due buoni ristoranti di pesce.
Dopo aver prenotato una decina di giorni fa (consigliata, causa non abbondanza di coperti) abbiamo raggiunto in auto il ristorante grazie anche alla facilità di parcheggio (sotterraneo proprio di fronte al locale in piazza della Cittadella), cosa da non sottovalutare soprattutto nelle grandi città, dove ZTL e scarsità di parcheggio, costringono a varie maratone o manovre degne di Holer Togni. Il locale è costituito da un piccolo locale di ingresso, dove sono posizionati il guardaroba e il bancone della cassa, da questa anticamera si entra nell'unica sala da pranzo dove ho contato una quarantina di coperti.
La sala rettangolare è arredata come se si trattasse di una "poissonerie" della Costa Azzurra, con pesci di legno appesi a una parete color celeste, quadri di richiamo marinaresco sulle altre pareti, soffitto a travi bianche e dei piccoli fari sui tavoli con candela all'interno, completano un arredamento un po' troppo forzato e vagamente kitch, una quinta di separazione di dubbia utilità (la cucina era comunque visibile dal nostro tavolo) tra la sala e la cucina formata da delle grosse scaglie di plastica trasparente.
La tavola è semplicemente allestita, con bicchieri per l'acqua di vetro pesante di svariati colori, un tovagliato bianco e della posateria tradizionale e anche in questo caso un po' troppo azzardo con una cozza di ceramica a mo' di saliera, che ci siamo accorti essere tale solo dopo aver richiesto del sale al personale di sala.
Ricevuto il menù, acqua naturale (3 euro) e il cestino del pane (portato caldo) formato da una specie di grossa paletta per la farina, abbiamo ordinato direttamente allo Chef che raccoglie le comande dalla sala.
Io avendo l'obiettivo di assaggiare la famosa "Millefoglie con strachin di Perbellini" ho optato per due portate, mentre la mia Signora ha scelto tre portate.
Prima di essere serviti i primi piatti ci sono stati portati su un piatto troppo grande per le porzioni, due crostini di pan carrè con del burro al limone e del salmone, che ho trovato anonimi e non all'altezza del resto.
Io come primo ho assaggiato degli "Spaghetti con scorfano, pistilli di zafferano e pinoli" (17 euro)che ho trovato ben cotti e ben amalgamati nei sapori, dove nessun sapore prevaleva sull'altro, per mantenere delicato il gusto dello scorfano, nota positiva anche la quantità della portata che ho trovato corretta.
Come secondo ho ordinato della "Rana pescatrice su letto di porri, peperoni e salsa al vio rosso" (23 euro), anche in questo caso l'equilibrio del piatto me lo ha fatto apprezzare molto, dato che la carne saporita della pescatrice veniva attenuata dai porri stufati o accentuata in sapidità dalla salsa al vino.
Come detto prima ho poi ordinato la "Millefoglie al strachin" (8 euro) che mi è sì piaciuta, ma non esaltato. Nello specifico ho trovato la farcitura di strachin troppo leggera e poco consistente al palato, avrei preferito una maggiore densità, dato che considero tutti i movimenti della bocca parte importante della percezione del gusto.
Per il resto, la presentazione, la pasta e il croccante all'esterno estremamente buoni.
Prima del dolce ci è stato offerto una piccola vaschetta di gelato alla vaniglia e grappa sopra un letto di croccantino. Anche in questo caso, come per il crostino di salmone, non ho particolarmente apprezzato la portata.
Circa il vino, abbiamo ordinato del vino al bicchiere (pochissima disponibilità di bottiglie da 0,375) del Silvaner di una cantina di Bressanone di cui mi sfugge il nome (5 euro a calice).
Detto della mia cena, riporto quanto ordinato dalla mia Signora.
Antipasto di "Calamaretti scottati su una crema di sedano rapa e foglie di bietola" (16 euro) molto apprezzati dalla Mia.
Primo una "Zuppetta di cozze e vongole veraci" (euro 15) anch'essa molto gradita.
Secondo un piatto di street food rivisitato, del "Fish and Chips" (20 euro) con del merluzzo a bocconcini e delle sfoglie di patatine croccanti. Impanatura, doratura e frittura le abbiamo trovate leggere e gustose. Come salsa una maionese fresca realizzata senza uovo.
Positivo abbiamo trovato, la posizione molto comoda del ristorante, la qualità generale del cibo e la premura, talvolta disordinata, del personale di sala.
Negatività, l'ambiente un po' sopra le righe e le due miniportate offerte, un po' slegate dalla qualità media della cena.
Totale della serata "Al Capitan della Cittadella" euro 133 più 6,60 di parcheggio per due ore di sosta (un po' troppo, forse per la nostra mentalità di paese).
Il nostro giudizio è sicuramente positivo e ci porta a pensare che torneremo a gustare il piatti del Capitano nel prossimo futuro.

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