Il 12 Apostoli di Verona, è un ristorante dove tor...

Recensione di del 19/07/2011

12 Apostoli

80 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 80 €

Recensione

Il 12 Apostoli di Verona, è un ristorante dove torno spesso e sempre volentieri. Nel corso degli ultimi 2/3 anni il menu è stato arricchito e modificato. Motivo per cui, ho pensato di inviare una nuova recensione.
Collegata anche ad una iniziativa del nostro direttore editoriale per comporre un libro sulle ricette scomparse. E che si trovano o si possono richiedere in pochi ristoranti.
Ed è questo il caso del “Risotto alla sbirraglia” che appunto si può assaggiare al 12 Apostoli.
L'ambiente e tutte le varie caratteristiche storico-culturali di questo ristorante sono già state descritte e quindi passo direttamente alla descrizione dei piatti assaggiati in questa occasione.
Dopo il classico aperitivo, Prosecco Leo Vanin, offerto insieme ad alcuni stuzzichini, ho ordinato l'antipasto composto da "Culatello, burrata e soppressa veneta". Un inizio molto saporito e abbastanza corposo. Dove la burrata dava un tocco di freschezza. Di ottima qualità i due salumi. Con il culatello accompagnato da un goccio di olio e tartufo della Lessinia.

A sorpresa (relativa... visto che succede quasi tutte le volte) è arrivato un assaggio, abbondante,di "Tortellini con sfoglia sottile ripieni di carne di vitello". Conditi con burro e, volendo, abbinabili ad una "salsa ristretta di Amarone". Buoni e delicati. Decisamente saporita la salsa che ho utilizzato per gli ultimi tortellini rimasti.

Il vero primo è stato il sopracitato "Risotto alla sbirraglia". L'origine del nome è collegato alle truppe austriache che occupavano Verona nel 1800. Prima della riunificazione d'Italia. E' sostanzialmente un piatto "povero" con ingrediente principale il pollo che con le varie spezie e il riso vialone nano danno vita ad un risotto dai chicchi ben sgranati e asciutti. Al primo assaggio, mi è venuto spontaneo pensare al riso al tastasal. Però il pollo lo rende sicuramente più leggero. Direi buono.

Vista la mia indecisione tra "Rombo ai fiori di zucca e cipollotti freschi di Tropea" e "Pescatrice ai frutti di mare e fagiolini freschi", Antonio Gioco ha deciso di prepararmi un piatto che li contenesse entrambi. Dopo un timido accenno di critica anche i miei tre commensali hanno optato per questa interessante soluzione.
Entrambi buoni con personale preferenza per il rombo. Molto delicato e soprattutto, ben accompagnato dai buonissimi cipollotti di Tropea.
Forse più originale la pescatrice con frutti di mare e fagiolini che si sposavano bene insieme. Però il cipollotto...

Dopo il Prosecco iniziale,abbiamo proseguito con una bottiglia di Custoza Vigne di San Pietro e con una di "Le Lave" di Bertani.
A seguire due bottiglie di Pinot Grigio. La prima di Jermann e la seconda di Terre dei Forti. Più o meno tutti vini già assaggiati, ma sempre buoni e piacevoli. Con il Pinot di Jermann un gradino, o due, sopra gli altri.

Al momento del tradizionale carrello dei dolci e della frutta, abbiamo all'unisono deciso per un “basso profilo” con piccolissimi assaggi. Nel mio caso: la solita buccia di arancia caramellata con una piccolissima fetta di dolce alle mandorle.
Il conto finale, arrotondato, è stato di 320 euro,in quattro, con un rapporto qualità/prezzo tra il buono e l'ottimo.
Per concludere: un ristorante che personalmente considero una sicurezza.
Sicurezza dal punto di vista dell'ambiente, del servizio e della cucina.
Sempre che si sia alla ricerca di piatti relativamente semplici,ben presentati e con ingredienti di qualità.
Dove per semplici intendo piatti senza “esagerazioni” e senza seguire “mode e tendenze” qualche volta effimere. E senza comunque abbandonare i vecchi “cavalli di battaglia”.
Che sicuramente non saranno “light” ma possono sempre dare soddisfazione agli appassionati della tavola.
P.S. Per quanto “di parte” vista la mia assidua frequentazione del 12 Apostoli, ho cercato di attribuire voti che abbiano risentito solo in minima parte della mia empatia con questo ristorante che ritengo essere una attrattiva non solo culinaria ma anche culturale per la città di Verona.

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