Stasera ci rechiamo con un manipolo di Mangioni ca...

Recensione di del 11/03/2010

12 Apostoli

70 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 70 €

Recensione

Stasera ci rechiamo con un manipolo di Mangioni capitanati dall’ottimo organizzatore Jonhleg a vistare questo storico locale nel cuore di Verona. Il ristorante è piuttosto semplice da trovare, infatti, è situato in una via defilata e comunicante con piazza delle Erbe.
Esternamente il 12 Apostoli si presenta come un bel palazzo a più piani bellamente conservato; una grossa insegna luminosa riportante il nome del locale ne identifica l’esatto ingresso. Varchiamo la soglia e subito ci vien incontro un gentile cameriere che raccolti i nostri cappotti ci accompagna in cantina, dove gli altri commensali ci attendono consumando l’aperitivo, composto da un buon e fresco prosecco prodotto da una piccola cantina, Leo Vanin, di Bagolino di Valdobbiadene ed alcuni stuzzichini tra i quali spicca un’ottima soppressa.
Dopo un breve tour dei resti romani, le fondamenta di un tempio, di un palazzo civico e i resti di una strada, trovati casualmente dagli stessi proprietari in fase di restaurazione della cantina, siamo accompagnati al desco a noi assegnato nella sala da pranzo.
L’ambiente è molto curato e accogliente: alti soffitti, pareti affrescate con decorazioni “medioevali” e ampi tavoli apparecchiati con cura (copri macchia blu su tovaglia beige, sotto piatto in rame, posateria argenté, un calice, un bicchiere ed una grossa composizione floreale decorativa a centro tavola).
Per l’occasione son stati creati degli appositi menu, un foglio riportante tutta la proposta gastronomica dei 12 Apostoli ma senza i prezzi e con il logo de ilmangione.it in bella vista, che troviamo ad attenderci adagiato con cura sopra ogni sotto piatto. Ognuno di noi sceglierà liberamente il proprio percorso degustativo tra i molti piatti proposti.

La lettura della carta delle vivande e la degustazione delle prime tre portate son accompagnate da un gradevole Soave classico prodotto ed imbottigliato da Pieropan appositamente per il 12 Apostoli.

La cena si apre con una triade d’antipasti, serviti in un unico piatto, ed offerto a tutto il tavolo.
In un ampio piatto di ceramica bianca troviamo alcuni calamaretti, una frittatina di bianchetti e delle crocchette di baccalà su crema di cipolle.
Discreto e gustoso inizio e, laddove trovo maggior piacere, sono le crocchette di baccalà; il forte gusto dell’elaborato ittico vien smorzato dalla dolce crema di patate.

Il giro dei primi vien inaugurato con un assaggio per tutti di pasta e fagioli, piatto caratteristico del locale. In una piccola fondina vi sono gli “stracci” di pasta ricoperti dalla tipica “crema”; olio e pepe sono aggiunti al tavolo a discrezione degli avventori da due gentili camerieri.
Ottima la pasta e gustosa la “crema”, piatto ben riuscito.
Poco dopo arrivano gli gnocchi alla zucca con tartufo; in un bel piatto fondo trovo otto grossi gnocchi dal color arancio ovviamente giocati su tonalità dolci, bello l’abbinamento con il gusto del tartufo.

A questo punto della serata sono serviti due rossi alla cieca di Valpolicella scelti da Jonhleg, la degustazione porterà ad una cordiale discussione su quale sarà il più buono. Il verdetto quasi unanime premia il Quintarelli vendemmia 2001, anche se non da disprezzare il secondo: un più che discreto Roncolo Grassi vendemmia 2006.

Son serviti i secondi.
Il mio baccalà alla vicentina con polenta è gustoso ma appesantito dall’eccessivo utilizzo dei fondi di cottura; fresche e di qualità le materie prime impiegate nell’elaborazione del piatto.

Il dolce vien servito da tre grossi carrelli, carichi di leccornie e portati direttamente al tavolo, dal quale scelgo una golosa, ma troppo dolce, porzione di bucce d’arancia caramellate.
Un assaggio di Monte veronese mezzano, affinato sei mesi, aiuta ad asciugare le ultime lacrime di vino rosso restate nel calice.
Chiudiamo con un caffé ed un assaggio di grappe.
Cena ben riuscita in primis per la bella e piacevole compagnia, poi per il servizio di livello, formale ma mai ingessato, l’ambiente, curato e degno della fama di qui gode da sempre il locale, e l’ottimo vino degustato. La cucina discreta, con una buona ricercatezza delle materie prime, ma troppo legata ad un “ricettario arcaico” in cui l’ ampio utilizzo dei fondi di cottura porta a dei piatti molto pesanti e poco “raffinati”.
Il conto è più che onesto, sicuramente stilato con occhio di riguardo considerando solo i vini da noi degustati, è di 70 €.

Matteo e Patrizia

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