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Recensione di del 16/05/2007

Bacco Tabacco e Venere

27 € Prezzo
5 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 27 €

Recensione

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Curiosa di provare questo ristorante recensito con due cappelli blu, prenoto per mercoledì sera in compagnia di un'amica vercellese che già c'era stata e che si era trovata bene.
Purtroppo questa mia prima esperienza non mi permette di confermare né i cappelli blu, né il giudizio della mia amica, ma forse sono capitata in una serata sfortunata, chissà?

Il locale, che è anche pizzeria, è su Corso Prestinari ed ha un ampio parcheggio adiacente. All'ingresso il bancone del bar e il forno a legna che invade con un intenso profumo di pizza le due salette di cui è composto il locale. Le stanze sono accoglienti, con luci basse, sembra quasi di entrare in un salotto con un bel pavimento di cotto a mosaici, tavoli ben apparecchiati con tovaglie blu e sottotovaglia, sedie rivestite con cuscini.
Insomma, completamente diverso dai soliti grandi e anonimi ambienti delle pizzerie.
Anche l'accoglienza da parte della proprietaria è buona, ha un atteggiamento premuroso e cordiale per tutta la cena sia verso di noi sia verso gli altri dieci avventori della serata.

Il menu consta di numerose portate. Ci saranno almeno dieci antipasti di terra e dieci di mare, stessa quantità per i primi e per i secondi. Insomma una selva di proposte tra le quali è difficile districarsi. Chiediamo aiuto alla maître che però non ci sa indirizzare verso i "piatti forti" della casa, così andiamo un po' alla cieca. Il menu pone un evidente accento sui piatti di carne (tagliate proposte in mille modi, costate di manzo, di angus scozzese, fiorentina a 4 euro/etto, ecc.). E forse quelli avremmo dovuto scegliere, però avevamo voglia di altro e altro abbiamo scelto.

La carta dei vini.
La carta di per sé è piuttosto scarna. La maggior parte dei già pochi vini elencati non è disponibile nella nuova annata quindi ne scegliamo uno tra quelli che ci sembrano papabili: Trentino bianco Villa Margon dei Fratelli Lunelli (cioè Ferrari), un uvaggio di Chardonnay, Pinot bianco, Sauvignon, incrocio Manzoni, annata 2001.

I primi.
Nel menu è indicata la possibilità di scegliere anche la pasta fresca fatta in casa e proprio questa scegliamo per i nostri piatti, che giungono sul tavolo in tempi ragionevoli.
Tagliatelle al sugo di granchio, noci, basilico e Marsala.
Su un largo piatto dai bordi colorati mi viene servita una discreta porzione di tagliatelle che risultano un po' troppo delicate e senza personalità. Il Marsala non aiuta ad accrescere la struttura del piatto. Nel sugo c'erano i pomodorini ciliegia che davano un'acidità al piatto che nulla aveva da spartire col resto, oltretutto non mi pare fossero indicati nel menu.
Voto 5/6.

Gnocchi con salsa di fichi, ortiche e riduzione al Porto.
Questo piatto era un po' più strutturato e ricco di sapore dell'altro, certamente più gradevole ma anche qui c'erano i pomodorini ciliegia e anche in questo caso non ci sembrava fossero indicati in menu. Altro mistero.
Voto 6,5.

I secondi.
Tonno fresco scottato con lardo e menta.
Se i primi non erano dei più soddisfacenti, qui iniziano le dolenti note. Il trancio di tonno è decorato con due o tre minutissimi pezzetti di lardo e qualche fogliolina di menta che gli danno un buon profumo, ma appena lo assaggio una quantità improponibile di sale mi invade la bocca. E non dipendeva dalla sapidità intrinseca del lardo.
Io purtroppo non sono capace di rispedire al mittente i piatti che non rispettano l'ABC della pratica culinaria, quindi ho cercato di farmelo piacere, ma ogni boccone era una sofferenza. Prima di andare a letto mi sono bevuta un litro d'acqua, tanto per rendere l'idea.
Voto 4.

Costine d'agnello in salsa ai frutti di bosco.
Le quattro costine, ma sarebbe meglio scrivere "costone" perché erano enormi, erano presentate in modo disordinato una sull'altra completamente immerse in un lago di salsa di colore viola scuro. L'aspetto non era invitante. Fortunatamente era il piatto scelto dalla mia amica, io l'ho solo assaggiato e tanto m'è bastato.
Il sapore di selvatico era molto, troppo, intenso. E' vero che se uno sceglie l'agnello sa già a cosa va incontro, ma francamente di così selvatici io non ne avevo mai mangiati. Il sapore della carne si sommava a quello della salsa e il risultato non mi è parso dei migliori.
Voto 5.

Ma avevamo scelto un buon vino, ci siamo consolate con quello e con il gradevole odore della pizza che proveniva dal forno a legna.

La mia impressione è che il locale abbia tanta buona volontà nel proporre piatti un po' diversi dai soliti risotti, ma mi pare che ci sia ancora molto da lavorare sulla finezza degli stessi.
O forse abbiamo scelto male noi, fra l'infinito elenco di proposte.
Per mia esperienza, quando un locale propone 60 piatti diversi, poi rischia di farli tutti male.

Chissà, magari ci torneremo per provare le tagliate e la carne alla griglia.
Nello scontrino c'è scritto "Solo da noi la vera bistecca alla fiorentina".

Il conto. Due coperti 4,00 euro; una bottiglia di acqua microfiltrata 1,80 euro; una bottiglia di vino 19,00 euro; due primi 13 euro; due secondi 17 euro.
Totale 54,80 euro.

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