Per i giovani approcciarsi alla cucina d'autore no...

Recensione di del 02/10/2010

Piccolo Lago

60 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Per i giovani approcciarsi alla cucina d'autore non è sicuramente facile, anche i più tenaci si trovano a dover fare i conti con prezzi troppo elevati per le proprie tasche, ma vi voglio raccontare una cena, a un prezzo più che ragionevole, in questo famoso locale gourmet.
Navigando sul celebre social network mi sono imbattuto nella pagina del Piccolo Lago che proponeva una offerta speciale, valida per tutto il mese di ottobre, in occasione dell'apertura del loro nuovo ristorante in Pechino. A tal proposito vengono offerti due menu, uno con piatti orientali e uno con piatti della tradizione, composti da tre preparazioni più il dessert e comprensivi delle bevande (vini, acqua e caffè inclusi) al ragionevole prezzo di € 60,00.
Per non tediare il lettore mi dedicherò solo alla descrizione di quanto mangiato senza dilungarmi sulla bellissima posizione e sull'altrettanto bella cucina a vista, anzi, direi: cucina in trasparenza. Questi temi son già stati ampiamente sviluppati in precedenti recensioni.
Partiamo.

Con lo spumante offerto come aperitivo viene servita una schiacciata calda con prosciutto lievemente affumicato della Val Vigezzo affinato per trentasei mesi: discreto e concreto inizio radicato nel territorio dell'alto Verbano.
Il pane, buono e di varie tipologie (grissini, alle cipolle, ai pomodori secchi, integrale, bianco, sfogliatine,) è tutto preparato in casa e servito su una beola calda che ne mantiene la fragranza per tutta la durata della cena. Il tutto accompagnato da un buon burro d'alpeggio.

L'antipasto è un delicato e suadente, per consistenza e temperatura, Flan di Bettelmat su mostarda leggera di pera e salsa al mirtillo: la dolcezza e la delicata piccantezza della mostarda si sposa molto bene con il flan morbido, la salsa di mirtillo dona acidità al piatto rendendolo completo e appagante.

Il primo piatto è un omaggio alla montagna: ravioli ripieni di polenta taragna, civet di cinghiale e pere. La pasta, leggermente più spessa del solito, racchiude una polenta dalla consistenza piuttuosto liquida, mentre il civet, che chiude con una nota piccante, è ridotto a salsa. Tradizione rivisitata con grande tecnica.

Bianco di faraona: due cilindri di carne del nobile animale da cortile racchiudono una farcia a base di salsiccia. Accompagnamenti di stagione e molto classici: una quenelle di puré, una purea di zucca con sentori di mostarda e una macchia di mosto. Purtroppo questo piatto, pur corretto nella sua esecuzione, non mette in evidenza l'elemento pricipe, la faroana, che si perde tra la farcia e gli accompagnamenti. Ritorna inoltre un gusto non sempre facile e gradito: la mostarda.

Il dessert è compossto da una selezione di otto micro preparazioni tutte di eccellente qualità: formaggio dolce, panna cotta, frutti di bosco, pina colada, nutella...tutti proprio non me li ricordo, scusate.
Dimenticavo: ho optato per il menu della tradizione e non per quello orientale. Questa scelta è dipesa dal fatto che era la mia prima volta in questo ristorante e volevo sondare la mano della cucina su i propri classici e, devo dire, che non ne sono uscito deluso.
Nota di merito anche al sito internet del locale, di facile navigazione con possibilità di visita virtuale del locale.
Che dire. Una bella occasine per i giovani e squattrinati gourmet per avvicinarsi a questo modo con una spesa, tutto compreso, di € 60,00.

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