Mergozzo, piccolo e grazioso paese affacciato sull...

Recensione di del 23/06/2010

Piccolo Lago

225 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 225 €

Recensione

Mergozzo, piccolo e grazioso paese affacciato sull’omonimo lago e meta di turisti in cerca di tranquillità e bagni rinfrescanti nelle pulite acque. E nelle stesse si specchia uno dei locali più eleganti della zona. Terzo passaggio per il sottoscritto e seconda recensione, nel frattempo la proprietà si è adoperata in numerose iniziative enogastronomiche nonché nell’apertura del River Club Restaurant Beijing di Pechino.
Sono ricevuto da una gentile cameriera che, offrendomi l’aperitivo, mi chiede se lo preferisco prendere all’interno o in giardino. Una rapida occhiata e la mia scelta cade decisamente verso il curato prato verde a fianco del lago dove, grazie al favore meteorologico e all’ora idonea, la vista sul paese al tramonto è da cartolina.
Due le proposte enologiche, un brut piemontese e il rosé di Contadi Castaldi che sarà la mia scelta, per accompagnare un classico appetizer all’italiana: chips di patata viola e polenta, cipolle borretane, due cialde di parmigiano reggiano, due cubetti di mortadella, due spesse fette di salame locale, due tartine con pane grigliato ricoperte di pomodoro e verdurine tagliate a cubetti e salsa. Discreto, con nota di merito per il salame, mentre le cialde risultano troppo spesse.

La location interna è ampia, gradevole e trasmette subito calore; la zona cucina, molto bella, è completamente rifatta e delimitata solo da vetri, così come la cantina; spettacolare la vista che si gode dalle tre pareti affacciate sul lago, anch’esse tutte vetrate. Tovagliato, posateria e cristalli seguono l’eleganza armoniosa del resto del locale.
Servizio in sala gestito ottimamente da numerosi camerieri; un ritorno per la brava e gentilissima sommelier giapponese già presente nel primo passaggio ma poi assente più che giustificata visto l’arrivo del primo erede; gradito l’incontro anche con il maître, più volte incontrato in quel di Milano zona San Cristoforo, ottima anche la sua regia.

Il menu propone tre degustazione e precisamente: “Gran degustazione a sorpresa” a euro 140,00; “Dall’acqua…” a euro 100,00; “I classici del Piccolo Lago” a euro 80,00.
Per l’abbinamento vini abbiamo un incremento rispettivamente di 80,00, 50,00 e 50,00 euro. Ampia e completa anche la scelta alla carta con cinque antipasti a 30,00 euro; sei primi da 25,00 a 30,00 euro; sette secondi da 36,00 a 40,00 euro; sette dessert da 15,00 a 25,00 euro.
Buona e di facile lettura la carta dei vini anche se le ricariche sono alte.

Il pane è presentato su una beola bollente, buono, fatto in casa e di varie tipologie: bianco, con cipolla, grossi i grissini e sottilissimi i cracker al sesamo, al finocchio e all’origano. Il tutto accompagnato egregiamente da un burro d’alpeggio di pregevole qualità.

Si comincia con l’Hamburger di trota del Mergozzo MMX e il piatto rettangolare nero esalta il colore del generoso trancio della delicatissima e squisita trota salmonata del lago disposta su pane leggermente affumicato con legno di faggio e quindi marinato in aceto balsamico. L’impiatto viene terminato con tre gocce di differenti salse, all’aneto, alla paprica dolce e al curry, due sottilissimi cetriolini e inseriti nella parte superiore del pesce tre orpelli di rapa rossa, pane alle erbe e cipollotto disidratato.
Perfetti tutti gli abbinamenti, gustose ma leggere le salse che hanno centrato in pieno l’obiettivo di non coprire ma di accompagnare, così come gli orpelli. Ottimo inizio con un classico.
Vino in abbinamento Alto Adige Riesling Montiggl 2009, St. Michael-Eppan.

Interessante l’idea e notevole la presentazione del Torrone di fegato d’oca e d’anatra, fugascina e gelato alla lavanda, ma un gradino sotto come gradimento rispetto alla presedente portata.
Sul piatto bianco viene spalmato un sottilissimo strato del tipico biscotto di Mergozzo chiamato appunto fugascina, che è simile alla pastafrolla e a base di burro, zucchero, farina di frumento, uova, marsala, limone e polveri lievitanti. Con lo stesso ingrediente viene foderato il piccolo torrone sul quale trova posto il gelato e quindi scenografico arco realizzato con pane briosce alle mele candite e, a contorno, pezzetto di pompelmo grigliato.
Piatto sbilanciato dove il torrone è troppo coperto dal biscotto e quindi stenta ad aprirsi (sicuramente meglio senza la panatura), il gelato ha sì l’effetto pulente ma non molta sintonia con il resto dei protagonisti, il pan briosce nasconde quasi completamente le mele, corretta l’acidità trasmessa dal pompelmo. E, in effetti, confrontandomi anche con lo chef ho avuto conferma che il quantitativo del torrone del menu degustazione fatica a supportare il biscotto, seppur in minima presenza.
Ottima tecnica per questa rivisitazione ove troviamo tutti gli ingredienti di un più classico piatto: foie gras, dolce, frutta candita, freschezza, acidità. Da rivedere l’equilibrio.
Vino francese in abbinamento Alsace Pinot Gris Vendemmia Tardiva 2001, Domaine Schoffit.

Si ritorna in quota con la Crema di piselli, capesante, bignè al nero con la perfetta cremosità del legume a fare da base e in accompagnamento una commovente capasanta cucinata alla plancia, bignè preparati con nero di seppia e farciti con una deliziosa bisque di crostacei e a finire tocchetti di pomodoro candito e piselli interi. Perfetti abbinamenti e gran gusto.
Vino in abbinamento Soave Classico 2008, Pieropan.

Una marcia in più anche per il Carnaroli al rosso di rapa, cozze al vapore, olio al peperoncino dalla cottura perfetta e dalla delicata mantecatura non coprente, mitili dal gusto incredibile e solo più che accompagnatori i gusci realizzati con pasta filo dipinta con nero di seppia.
L’olio è versato solo in superficie e quindi il consiglio è di mischiare il tutto prima di iniziare la degustazione, onde evitare l’effetto fantozziano di trovarselo tutto assieme in bocca. E, in effetti, il risultato è molto gradevole, assolutamente non coprente, di grande amalgama e in giusto quantitativo.
Vino austriaco in abbinamento Grüner Veltliner November 2006, Weingut Hiedler.

Sapori di un tempo per i Tortelli di patate, farcia di mascarpa, bruscandoli e tartufo nero.
In piatto tondo bianco, i due grossi tortelli con pasta a base del tubero e ripieni con una gustosa mascarpa (tipico formaggio locale ottenuto dal riscaldamento del siero), vengono ricoperti da discreto tartufo tagliato fine, luppoli selvatici e finiti con abbondante burro fuso versato.
Non proprio leggero ma superbamente rustico e dai gusti decisi.
Vino in abbinamento Barbera d’Asti Ca’ di Pian 2007, La Spinetta.

Estremo il Trancio di perca laccato al Barolo, marmellata di cipolle rosse, snack di pesce dove il pesce di lago dalla generosa pezzatura viene disposto sulla crema di ceci, accompagnato con marmellata e, all’interno di un piccolo cono di carta, pelle, spina dorsale e altro leggermente fritte.
Il luccio è un pesce di acqua dolce che se cucinato singolarmente ha poco da dare e quindi preferibilmente si opta per abbinamenti molto elaborati per cercare lo spunto. Probabilmente in questa versione la laccatura, seppur gentile, è troppo coprente, anche se nel suo insieme il piatto è gradevole.
Vino in abbinamento Gevrey-Chambertin Clos Meixvelle Monopole 2004, Domaine Pierre Gelin.

Ecco in arrivo il piatto più banale e meno gradito della serata: Millefoglie di vitello alla milanese in carpione, crocchette e ketchup dove le due minuscole cotolette vengono proposte con all’interno una foglia d’insalata, sopra di esse verdura in carpione e a fianco crocchette di patate e ketchup. Non molto saporito il vitello, ma è tutto l’insieme che non riesce a convincere.
Vino cileno in abbinamento Casa Real Cabernet Sauvignon 1995, Santa Rita.

A questo punto dovrei passare ai formaggi, ma il tavolo a fianco ha appena concluso il bis di uno dei miei piatti preferiti del Piccolo Lago e quindi, poco m’importa se scombussola la linearità del menu degustazione; chiedo e ottengo un assaggio di una gustosissima Carbonara au koque dove i superbi tagliolini fatti in casa sono cotti al giusto e addirittura croccanti visto l’utilizzo di farina di semola, la crema con uovo di Paolo Parisi viene servita all’interno di un guscio d’uovo e posta a fianco del piatto pronta da versare non prima di avere sbriciolato con le mani la fetta di prosciutto crudo della Val Vigezzo disidratato, a finire pepe.
Risultato finale: goduria pura.
Vino in abbinamento cileno Casa Real Cabernet Sauvignon 1995, Santa Rita.

Piccola delusione per la Selezione di formaggi, non tanto per la qualità, molto alta, ma perché il piatto arriva già con il contenuto e quindi senza possibilità di scelta. Bettelmatt, blu del Moncenisio, gorgonzola nove mesi piccante, caprino e pecorino delle Valli Ossolane e altri ancora. Il tutto accompagnato da pane caldo, miele millefiori, zenzero e composta.
In abbinamento una ottima Birra Kasteel Triple, Castel Brewery, doppio malto rifermentata in bottiglia, undici gradi.

Tutti buoni i dolci della Tradizionale tavolozza che è composta da cannolo di lingua di gatto con cioccolato e salsa al lampone, quenelle di formaggio dolce, frutta al vino rosso e spezie, crema di arance, carote candite e cous cous dolce, zenzero, cioccolato e banana croccante, crema di gianduia con grissini, tiramisù ai frutti di bosco, torta al limone.
Vino in abbinamento Tokaji Aszu 3 Puttonios 1996, Monyok Pinceszet.
Chiusura con un discreto caffè accompagnato da piccolo pasticceria.

Tutto questo per il seguente conto: un aperitivo offerto, un gran degustazione a sorpresa euro 140,00, un abbinamento vini euro 80,00, una carbonara au koque offerta, un calice di vino rosso offerto, un'acqua minerale euro 5,00, un caffè offerto. Totale euro 225.

Conclusioni.
L’ammodernamento della zona cucina e cantina e le grandi vetrate con vista sul lago hanno ulteriormente migliorato un ambiente che già era notevole.
Il servizio è molto professionale, cortese, tempi perfetti e spiegazioni corrette e molto esaustive.
Una cucina classica ma sempre in movimento, fantasiosamente elaborata con buona tecnica e con l’utilizzo di ottime materie prime locali. Il risultato? Piatti molto equilibrati e dagli abbinamenti mai banali e con assemblaggi e presentazioni anch’esse molto curate.
Il livello medio è alto e sempre costante.
Ampia e completa la carta con prezzi accessibili sia per i degustazione sia a la carta e in linea con locali di pari livello; ideale anche l’abbinamento vini, tutti stappati al momento e sempre rabboccati al bisogno.
Ognuno di noi ha i sui ristoranti preferiti ai quali si affeziona, vuoi per la bontà del cibo, per il rapporto che hai instaurato con lo chef e i suoi collaboratori, per la location particolare o per l’atmosfera calda e rilassante che lo staff riesce a creare. E se fortunatamente riesci a trovare un locale che ti da tutto questo, trascorri la serata ideale. Questo è per me Il Piccolo Lago.

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