Il Piccolo Lago è un elegante ristorante affacciat...

Recensione di del 15/06/2008

Piccolo Lago

140 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 140 €

Recensione

Il Piccolo Lago è un elegante ristorante affacciato sul lago di Mergozzo, da cui prende il nome, e si trova proprio lungo la strada che porta al piccolo centro lacustre. Si posteggia comodamente sul lato opposto del ristorante, nel parcheggio privato dell'omonimo hotel.

Veniamo accolte alla reception e condotte al tavolo prenotato, da me espressamente richiesto nella veranda con vista sul lago e sul paesino di Mergozzo. Il locale è un ampio chalet moderno, ben arredato e dove tutto è a vista: la zona cantina termoregolata, la cucina con il suo personale all'opera, il forno e la griglia dove un incaricato è alle prese con il pane e le piadine che poco dopo avremo il piacere di apprezzare.

Gli avventori sono quasi tutti concentrati in veranda. I tavoli sono quadrati, non molto ampi ma hanno comode sedie imbottite e sgabellino per la borsa delle signore.
La mise en place è elegante, con tovagliato, posate e cristalli di pregio. Una candela lavorata a mano decora il tavolo con semplicità.

In sala si affaccendano il patron, il maître e un gruppo di giovani camerieri in divisa scura. L'accoglienza è buona, sono tutti sorridenti, l'ambiente è rilassante e il tono non è sostenuto nonostante la livrea delle due stelle Michelin.

Menu
Oltre alla carta, lo chef propone tre menu degustazione: uno basato sui piatti della tradizione a 80 euro, quello "dall'acqua" a base di pesce di lago e di mare a 100 euro e il "menu a sorpresa" a 130.
Scegliamo entrambe il "menu dall'acqua" di cinque portate più dessert. I piatti non sono dettagliati, quindi in un certo senso anche questo è un menu a sorpresa, ma il maître si accerta preventivamente che nessuna di noi due abbia qualche intolleranza alimentare.

Carta vini
La carta vini è consistente e ha anche una buona rassegna di etichette francesi. I ricarichi tendono un pò verso l'alto, ma è assicurata comunque possibilità di scelta per tutte le tasche con nomi di tutto rispetto. Ci orientiamo su un Timorasso, vitigno bianco autoctono dei Colli Tortonesi, Vigneti Massa, 2003. Il servizio del vino è impeccabile, con una mescita sempre puntuale e attenta.

In attesa di partire con il menu ci viene offerto un aperitivo, con opzione tra uno spumante italiano e uno champagne. La nostra preferenza cade sullo Champagne Gonet che viene servito accompagnato da una piadina abbrustolita sulla piastra e farcita con un ottimo crudo della Val Vigezzo.

Con la piadina ci portano una selezione di pani, grissini, focaccia con cipolle e schiacciatine di ogni tipo tenute in caldo in un vassoio fatto con la beola, una pietra granitica di questa zona utilizzata per costruzioni. In accompagnamento un burro di produzione locale molto invitante.

Consumiamo l'aperitivo con gli stuzzichini godendoci la vista del lago increspato dalla pioggia incessante, mentre il personale di sala ci lascia terminare con tranquillità il nostro Champagne.

Prima del menu vero e proprio lo chef ci offre ancora un appetizer di benvenuto: Cresta di gallo con zucchina in tempura e piccolo bignè ripieno di mousse di prosciutto tanto per stuzzicare ulteriormente l'appetito, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno. E poi partiamo con il menu degustazione.

Terrina di lavarello e le tre consistenze del pomodoro. Una composizione rettangolare di lavarello dentro la quale sono intercalate venature di pomodoro fresco e profumato. Il sapore di questo pesce di lago è delicato ma ben percettibile. La terrina è adagiata sulla finissima acqua di pomodoro e, a concludere il tris di consistenze, l'assaggio di composta dolce. Un armonico percorso dal sapido al dolce. Voto 9.
Merluzzo a pelle nera del Baltico, leggera bagna caoda alla banana. Questo piatto mi è parso caratterizzato più dall'impronta dolce conferita dalla bagna caoda alla banana che dalla sapidità marina del merluzzo dalla pelle nera. Il piatto è presentato in una veste primaverile cosparso di fiori secchi di tanti colori e completato con un ottimo carciofo croccante al forno. Questa portata mi è sembrata meno equilibrata della precedente a causa della prevalenza della sensazione dolce sul resto. Voto 8,5.

Nell'attesa dei primi ci lasciamo ancora tentare dal morbido burro che, terminato, viene subito rimpiazzato. E qui si innesca un circolo vizioso perché, da un lato noi non facciamo complimenti, dall'altro i camerieri non desistono dal portarne ancora non appena lo terminiamo. In questa prova di perserveranza alla fine cederemo noi.

“Gli Aironi”, Carnaroli con la gemma, cotto in acqua di scampi, carpaccio di calamaro.
Un piatto articolato proposto con tutti i suoi componenti ben distinti, da amalgamare a nostro piacimento. Il risotto non è mantecato, non viene usato né burro né formaggio, è semplicemente cotto nell'acqua degli scampi. Il calamaro è crudo e, nel caso non lo gradissimo in questa sua forma, il maître ci consiglia giustamente di mescolarlo al riso caldo per cuocerlo. Sul bordo del piatto due polveri diverse: una di lime e l'altra di cappero, anch'esse da unire al riso. Ottima la presentazione, ottime le materie prime, ma il mix di sapori non mi ha convinta fino in fondo. Voto 8,5.
Tortello di stoccafisso, salsa di ostrica e latte di mandorla, trippa di baccalà al profumo di menta
I sapori si fanno più complessi in questa portata che ho preferito alla precedente. Tre ravioli ripieni di stoccafisso adagiati su una salsa dal sapore raffinato e intenso. L'aroma della menta era forse dominante, ma ho trovato ottima l'idea di completare il piatto con piccole palline di anguria che resettavano perfettamente le papille tra un tortello e l'altro. Voto 9.

Luccioperca, composta di rabarbaro e schiuma della sua bottarga, snack di pesce, purea di carote.
Ottima cottura del pesce accompagnato dalla composta di rabarbaro e dalla purea di carote morbida e dalla tendenza dolce a compensazione. Il piatto è completato da un cartoccio contenente minuscoli pesci fritti che personalmente ho trovato assai salati, nonché superflui. Voto 8,5.

Selezione di microdesserts.
E' presentata su lastre di ardesia in piccoli recipienti tutti diversi uno dall'altro e con cucchiaini di plastica di diverse fogge e colori. La presentazione impressiona per la quantità e la varietà delle proposte. Elenco gli assaggi in ordine di mio gradimento:
- bavarese alla vaniglia con succo di fragole
- zabaione freddo con gelato vaniglia e biscotto allo zafferano
- piñacolada
- mela soffiata con salsa di cioccolato e cognac
- tiramisù
- tortino di cioccolato con salsa ai lamponi
- crema di gianduia con grissini
- cous-cous di verdure al cioccolato.

Tutti buoni, ma nessuno che mi abbia lasciato un ricordo particolare. A parte la bavarese con succo di fragole, gli altri mi sono sembrati vagamente invernali, scelta peraltro non così stonata a guardare il clima della prima metà di giugno di quest'anno.

In abbinamento ci viene offerto un calice di Moscato d'Asti "Scrapona" di Marenco.

Con il caffè un'alzatina di micropasticceria e una buonissima sfoglia di mele.

Il mio giudizio alla prima visita è certamente positivo. Qualità indiscutibile, ambiente elegante ma non snob.
Il servizio è impeccabile. Patron e maître si sono accertati durante il pranzo che tutto procedesse bene senza essere invadenti, i piatti sono stati illustrati senza fretta, il tovagliolo sostituito se ci si è alzati dal tavolo.

Il rapporto qualità prezzo mi è parso forse meno vantaggioso rispetto ad altri "due stelle" visitati, ma non si esce insoddisfatti, tutt'altro. Ci tornerei per provare il menu della tradizione.

Il conto: due "menu dall'acqua" 200 euro; una bottiglia di acqua minerale 5 euro; una bottiglia di vino 60 euro; tre caffè 15 euro.
Totale 280 euro.

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