Io e mia moglie avevamo deciso da tempo di provare...

Recensione di del 01/03/2007

Piccolo Lago

185 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 185 €

Recensione

Io e mia moglie avevamo deciso da tempo di provare questo ristorante e la seconda stella Michelin ci ha fatto finalmente decidere. Arriviamo alle 20 di fronte al ristorante, che si trova sulla strada prima di arrivare al centro del paese di Mergozzo, direttamente prospiciente questo piccolo lago da cui prende il nome.

Dalla strada il locale si presenta come uno chalet molto curato esteticamente. All'ingresso veniamo accolti dal personale molto premuroso che, facendoci attraversare la bellissima e ampia sala, ci accompagna al nostro tavolo. Una volta accomodati possiamo notare come i tavoli siano ben preparati con una mise en place di elevata eleganza e raffinatezza, oltre ad essere ben distanziati e immersi in un’atmosfera con luci soffuse, un camino acceso e una struttura del locale che ricorda un elegante chalet. Insomma, un ambiente romantico che unisce eleganza e sobrietà. Le sedie sono molto comode e vi è anche lo sgabello poggiaborse a fianco. Ci vengono subito portate le due liste da consultare per il menu della serata. Oltre ai piatti alla carta vi sono tre menu degustazione: il primo con i piatti classici a 70 euro; il secondo con piatti di pesce di lago, di sei portate più il dessert a 90 euro; il terzo - Il Gran menu degustazione a sorpresa - a 130 euro con vini in abbinamento a 45 euro: è quello che scegliamo noi per la serata.

A questo punto viene servita l'acqua minerale e viene portato un particolare contenitore in beola lisciata caldo con le diverse qualità di pane, veramente sfiziose e molto buone.
Partiamo con un aperitivo di Franciacorta Saten Brut 2002 Contadi Castaldi accompagnato da una schiacciatina con prosciutto crudo della Val Vigezzo e due appetizer di lavarello affumicato con crema di topinambur e lavarello in carpione con crema di zucca e cialda di patata. Che dire? Un inizio veramente di classe per la capacità di lavorare il pesce di lago senza togliere il suo sapore naturale (voto 9).
Proseguiamo il nostro percorso con il primo antipasto: luccio, cardi gobbi, verza croccante e agretto verde: anche questo piatto era veramente delizioso, servito in abbinamento con un Dolomiti Chardonnay 2003 Pojer e Sandri (voto 9).

Il secondo antipasto e un torrone di fegato d'anitra marinato al vino Porto e Armagnac in variazione di mela, cialda di polenta gialla: un piatto veramente complesso sia nella preparazione sia al gusto, sicuramente uno dei migliori della serata. Il maitre mi spiega infatti che, dopo aver sgrassato il fegato alla griglia, questo viene sminuzzato e messo a marinare con erbe aromatiche in Porto e Armagnac, quindi viene pressato come un torrone, messo sotto vuoto e fatto cuocere a bagnomaria per cinque ore a 53 gradi costanti. Viene quindi affettato e servito con delle strisce di mela croccante, un passato di mela e la cialda di polenta. A rendere questo piatto ancora più sublime e l'accompagnamento con un Alsace Gewurtztraminer Grand Cru Furstentum Vielles Vignes 2003 di Albert Mann, veramente unico, uno dei migliori vini mai assaggiati (voto 10).

Come primo piatto ci vengono quindi servite delle tagliatelle di farina di castagne, missultin, cipollotto: buono, ma dopo il fegato non risaltava il suo sapore, accompagnato con un buon Pinot Grigio del Collio 2003 Ca' Ronesca (voto 8).

Proseguiamo con un altro primo piatto: Acquerello, zafferano, polenta bruciata, profumi di bosco: un buon piatto, con riso cucinato molto bene, dai sapori delicati e particolari, sempre in abbinamento con il Collio. L’Acquerello è un riso Carnaroli invecchiato tre anni (voto 9).

Eccoci al primo dei due secondi, evoluzione della tecnica: anguilla dal fuoco al roner servita con un Grignolino d'Asti Caslina 2004 Rovero. Questo, come ho detto al Maitre, è stato il piatto meno riuscito perché il gusto agrodolce dell'anguilla dopo il primo boccone diventava decisamente dolce e un po’ nauseante con i bocconi successivi. Mi spiegava che l'abbinamento con agrumi con caratteristiche diverse di dolcezza ne era la causa (voto 7).
Proseguiamo con un altro secondo di carne, variazione di capretto e lombatina di agnello con patatine croccanti: un piatto preparato e cucinato con materie prime veramente ottime, dal gusto perfetto, esaltato dall'abbinamento con un Colli Tortonesi Monleale 1999 Vigneti Massa, un vino con profumo, un'intensità, una corposità e bouquet che lasciano veramente entusiasti, pensando poi che si tratta di un vitigno Barbera(voto 10).

Arriviamo al carrello dei formaggi, composto prevalentemente da formaggi vaccini e di capra, alcuni erborinati della Val Vigezzo e Val D'Ossola, serviti con miele di tiglio, acacia e castagno. Il piatto è stato accompagnato, come bella novità, da una birra fatta con prodotti di Pordenone ma lavorata in Belgio con metodo Champenoise, di 11 gradi: The Original Hy Super Beer di Zago (voto 9).

A questo punto, ormai sazi, ci viene servita su nostra richiesta una selezione di Microdessert accompagnati da un Asti Spumante 2004 Marenco, buoni (voto 9).

A seguire due caffè e per me un Rhum invecchiato 25 anni della Martinica, molto buono, accompagnato da piccola pasticceria.

Che dire? Siamo stati coccolati per tutta la sera con una grande attenzione ai particolari - ogni volta che ci siamo mossi dal tavolo veniva sostituito il tovagliolo - ed inoltre la spiegazione dei piatti e dei vini è stata sempre di alto livello. Un posto che consiglio vivamente di provare e che vale una sosta. Un arrivederci a presto.

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