Ho inserito l’agriturismo Bon Prà nella lista dei ...

Recensione di del 05/08/2012

Agriturismo Bon Prà

38 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Ho inserito l’agriturismo Bon Prà nella lista dei locali da provare dopo aver letto le recensioni dei Mangioni: due cappelli blu, un cappello verde ed un cappello giallo (da cui emergeva un giudizio complessivamente positivo per la cucina, con una sola nota negativa per il vino).
Prenoto telefonicamente un tavolo per quattro persone con un giorno di anticipo e mi informo sull’ora di inizio, consapevole che negli agriturismi il pranzo non solo è a menù fisso ma è anche servito contemporaneamente a tutti i commensali appena i piatti sono pronti. La puntualità è pertanto un atto di cortesia nei confronti dei ristoratori e contemporaneamente un mezzo per ottenere cibi ben caldi via via che questi sono preparati.

L’Agriturismo è situato dopo il comune di Vendrogno, in fondo alla Valsassina, a circa 900 metri di quota, sulle pendici del Monte Muggio. Vi si accede da una breve ma ripida discesa lastricata di pietre, non accessibile alle auto, che le persone anziane devono percorrere con una certa attenzione.
Il locale è situato in un lembo di terra abbastanza scosceso, con uno spazio esterno piuttosto limitato che sembra non essere abitualmente destinato alla consumazione dei pasti.
Subito ai margini del fabbricato si distendono vari filari in cui sono coltivati diversi tipi di frutti di bosco.

Con l’accortezza che ci eravamo ripromessi, ci presentiamo prima delle dodici e trenta, rispettando l’orario che ci era stato indicato.
Veniamo accolti da una signora affabile e sorridente (la stessa che mi aveva risposto al telefono).
Qualche tavolo è già occupato, mentre è e rimarrà libero un tavolo costituito da un unico pezzo di legno massiccio lungo oltre cinque metri, spesso oltre dieci centimetri, che per il suo peso deve essere stato posizionato non senza difficoltà: la prossima volta chiederò informazioni, a meno che qualche collega Mangione mi preceda e voglia parlarne nella sua recensione.

La sala è dotata di numerose ampie finestre rivolte verso le ultime propaggini della Grigna Settentrionale. Il pavimento è in pietra. Le pareti ed il soffitto sono rivestiti di legno. Su un lato c’è una stufa e un camino con i segni di un suo effettivo utilizzo nel periodo invernale. Sullo stesso lato sono disposti alcuni dipinti, tra i quali due piccoli quadri realizzati dalla signora che ci ha accolto, che ha confermato la mia impressione di essersi ispirata ai divisionisti ed ai cieli dipinti da Van Gogh.
Il tavolo a noi destinato è ampio, apparecchiato in modo semplice e dotato di tovaglia e tovaglioli di stoffa.

Durante una prima piacevole conversazione, ci viene detto che quasi tutti i cibi che assaggeremo sono prodotti in casa: salumi, verdure, carni, paste, torte...
Non c’è un menù scritto, né la lista dei vini, la cui disponibilità è davvero limitata. In definitiva accettiamo la soluzione che ci viene proposta: un poco comune Donelasco O.P. leggermente frizzante della Cantina di Santa Maria della Versa, che ci accompagnerà gradevolmente per tutto il pranzo.

Per antipasto ci vengono proposti un piatto di genuina bresaola, dei gustosi crostini spalmati con formaggio e ricotta ricoperti da riccioli di mortadella o da olive tritate, altre porzioni di delicato formaggio vaccino fresco, un tagliere di morbido lardo e di ottimo salame artigianale con un piacevole aroma di aglio, una ciotola di cipolline arrostite in agrodolce e un piccolo vassoio con peperoni sottolio, privati della pelle e quindi non eccessivamente piccanti, una squisita torta salata, forse la migliore da me provata.
Tutto davvero buono, servito o dalla signora, o dal marito, o dalla figlia, che collaborano nel servizio, ma anche in cucina, ove ognuno si preoccupa delle proprie preparazioni, ponendosi in scherzosa competizione con i familiari.

Il primo dei primi è un risotto ai mirtilli e porcini, che sembra essere il “piatto bandiera” dell’agriturismo, in quanto sempre presente nei pasti serviti ai Mangioni che mi hanno preceduto. Gradito a tutti, con qualche perplessità solo da parte mia perché dei porcini si avverte bene il profumo, ma il loro sapore è decisamente sovrastato dal gusto asprigno tipico dei mirtilli.
Il secondo dei primi, degli spätzle speck e mirtilli, a mio parere è perfetto: il classico sapore di impronta tirolese risulta qui ingentilito dai mirtilli, che conferiscono al piatto il piacere di una originale variante non contrapposta ai buoni e consolidati caratteri della tradizione.

Dopo una giusta pausa ci viene servito un piatto di coniglio disossato, davvero eccellente, morbido, cotto perfettamente, aromatizzato con erbe che ne esaltano il sapore senza imporre il proprio sentore in primo piano. Accanto vi sono delle olive ed un tortino di patate, che ho apprezzato per la bontà, ma che non sono più in grado di descrivere con precisione perché la mia attenzione è stata tutta catturata dalla degustazione del coniglio.
Il secondo dei secondi è del morbido brasato, con un sugo piacevolmente e originalmente aromatizzato con delle erbe, tra le quali si avverte un delicato sentore di menta. In accompagnamento, ci vengono serviti piccoli portafogli di polenta taragna farciti di formaggio e guarniti con una foglia di salvia.
Ne facciamo solo un piccolo assaggio, perché ormai ci sentiamo più che sazi. Poco male: lo assaporeremo meglio domani perché la signora ci propone di portarci a casa quel che è rimasto, chiarendoci che questa è una loro normale consuetudine, per la quale sono attrezzati con idonei contenitori per alimenti.

Il dolce è una torta di pasta frolla con crema pasticcera e mirtilli, buoni ma che ormai consideriamo scontati. Il tocco particolare è dato dalla pasta, più friabile del solito, impastata (ci spiegano) con zucchero di canna e con un lieve aroma di cannella.
Per finire i caffè.

In conclusione, la cucina ci ha offerto il piacere di cibi rispondenti alla qualità della tradizione (tipica dei migliori agriturismi), ma capace anche di proporre varianti di sapore azzeccate (non sempre ottenute in locali che si propongono per innovazione). A mio parere, il solo limite da superare è dato dalla scarsissima disponibilità di alternative per il vino.

Il servizio (o per meglio dire, il rapporto con le persone che portano i piatti da loro stesse elaborati) è quello che desidero: non l’eleganza ingessata che può essere richiesta e gradita in altri contesti, ma una relazione con persone sempre garbate e sorridenti che ci hanno raccontato la loro esperienza di vita, culminata quindici anni fa nella fondazione della loro azienda agricola e, qualche anno dopo, nell’apertura dell’agriturismo.

L’ambiente interno è quello di un tipico locale di montagna, gradevole, senza particolari ricercatezze. L’ambiente esterno in cui il locale si colloca è caratterizzato da una bella vista sulle montagne circostanti. Lo spazio non è molto, ma un'idonea attrezzatura potrebbe consentire di pranzare all’aperto fruendo del panorama.

Il conto a forfait di 152 euro per quattro pasti completi, è un po’ più alto di quello praticato in locali con una ambientazione similare, ma è ben proporzionato alla qualità dei cibi offerti ed al piacere di degustazione che ne deriva.

Ricevuta fiscale n. 135 del 5 agosto 2012.

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