A Milano, quella del 23 luglio 2007 sarà ricordata...

Recensione di del 22/07/2007

Vecchia Riva

29 € Prezzo
8 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 29 €

Recensione

A Milano, quella del 23 luglio 2007 sarà ricordata come una delle più calde domeniche dell’anno. Con la moglie e un gruppo di amici decidiamo di fuggire dall’afa opprimente cercando un po’ di refrigerio sulle rive del lago. Ricordandomi di una precedente visita a questo ristorante provo a prenotare e, sorprendentemente, mi dicono che c’è un tavolo libero nella veranda esterna in quanto nella sala interna (climatizzata) non c’è più posto. Decidiamo di rischiare e puntuali ci presentiamo al ristorante per le 13:00.
Un gentile parcheggiatore ci segnala dove mettere l’autovettura in quanto il parcheggio del ristorante è in parte inagibile a causa di lavori.
Un cameriere ci fa accomodare sotto una struttura di ferro (circondata da platani, betulle e castagni) che regge quattro tende di cotone bianco che dovrebbero proteggerci dal sole. Effettivamente, nonostante la giornata sia calda si sente la vicinanza del lago (a non più di cinquanta metri) e un leggero venticello, di tanto in tanto, porta un po’ di refrigerio.

I tavoli sono apparecchiati in maniera abbastanza semplice e informale: un bicchiere per l’acqua e uno per il vino, un coltello e una forchetta e niete più. Il tovagliato è dozzinale, la distanza fra i tavoli è buona (un po’ meno nella sala interna del ristorante) e i tavoli sono quasi tutti occupati. Senza aver ordinato, il cameriere ci porta due bottiglie d’acqua e due cestelli di pane. Il tempo di sistemarci e il cameriere torna per l’ordinazione. Il menu sulla carta non esiste e l’elenco delle portate, invero abbastanza lungo, viene snocciolato velocemente, tanto che dobbiamo farcelo ripetere tre volte. E’ una mancanza grave, visto che ci viene chiesto di ordinare subito sia il primo che il secondo piatto.
Da bere, oltre all’acqua prendiamo un prosecco di Valdobbiene frizzante servito fresco. Buono ma ci viene servito già in una caraffa di vetro senza farci vedere la bottiglia.

Solo un breve cenno all’antipasto che è a buffet. All’interno della sala ristorante sono esposti in bella mostra non meno di una trentina di antipasti che vanno dagli affettati (coppa, salame, lardo, bresaola) alle verdure fritte (melanzane, zucchine) al pesce in carpione su letto di cipolle. La qualità è nella norma (voto 7) ma i miei commensali mostrano di gradire e si riempiono il piatto. Grave errore in quanto i primi e i secondi sono di qualità decisamente superiore.

Per primo, prendiamo un risotto con fiori di zucchine, delicato e cotto al punto giusto (voto 8), tagliatelle al nero di seppia con cozze e vongole condite con una salsa con panna, prezzemolo e pinoli, molto buona e ben amalgamata (voto 9), ravioli con ripieno di melanzane e sugo di pomodoro fresco (vovo 7). Quantità sufficiente per tutti, ad esclusione dei ravioli, in quantità decisamente ridotta.

Come secondo, a me arrivano i filetti di lavarello alla griglia con patate al forno. Il lavarello (o coregone) è un pesce tipico di lago, ha una lunghezza variabile fra i 30 e i 40 centimetri ed un sapore particolare, inconfondibile (voto 9). Per mia moglie, filetti di persico al burro e salvia. Buoni ma non reggono minimalmente il confronto con il lavarello. Arrivano anche delle seppie alla griglia su letto di rucola e patate al forno (voto 7) e dei filetti di branzino al forno.

Vista la giornata calda, il dessert più gettonato è il gelato, ma arrivano anche due porzioni gigantesche di tiramisù al limoncello decisamente buono.

Il conto: sette pasti completi (antipasto, primo, secondo con contorno, dessert), due caffè, una bottiglia di vino e cinque bottiglie d’acqua per un totale di 200,00 euro (29,00 euro a persona).

Riassumendo, direi che il ristorante è adatto per pranzi e cene informali con amici o per riunioni di famiglia. Sicuramente da migliorare il servizio che ho trovato abbastanza carente. Il rapporto qualità/prezzo è nella norma.

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