Sempre alla ricerca di nuovi ristoranti nelle nost...

Recensione di del 26/02/2011

Locanda dul Pajalonga

42 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

Sempre alla ricerca di nuovi ristoranti nelle nostre zone, io e la mia compagna decidiamo di provare la Locanda dul Pajalonga, dopo aver letto la recensione su ilmangione.it e dopo aver visto il sito internet del locale. Chiamiamo verso le 19:30 per assicurarci di trovare posto e al telefono ci viene confermata la disponibilità di un tavolo per due persone. Conosco la zona di Varese dove è ubicato, tuttavia ci metto un po' a trovare il locale in quanto la via è tortuosa e ha tante diramazioni, consiglio dunque a chi non è del luogo di utilizzare il navigatore satellitare (ammesso che segnali correttamente la strada). Ad ogni modo giungiamo in loco in orario e posteggiamo l'auto in una via lì nei pressi, in quanto davanti al locale la disponibilità di parcheggi è scarsa. Trattasi di una zona molto tranquilla di Varese, non di passaggio e con tante costruzioni a corte. Il locale è ricavato in un complesso che probabilmente era la tipica casa colonica di queste zone.
All'ingresso, illuminato da candeline che segnano il passaggio, fa bella mostra di sè l'insegna col nome dello chef (Chiarello Diego), il che mi fa pensare che ci sia un po' di giusta presunzione e di coraggio nel mettersi in gioco: ovviamente le aspettative si alzano.
Entriamo e veniamo accolti dal cameriere che si occupa delle nostre giacche, mentre il maître di sala (l'altro titolare del ristorante), ci fa vedere le tre sale da pranzo. Si accede ad esse passando innanzi alla cucina in chiara vista (scelta che solo in parte condivido in quanto, purtroppo, il primo elemento che salta all'occhio è il bidone chiuso della spazzatura, sicuramente pratico, ma non molto estetico). Dopo aver visto la prima saletta al piano terra (sala degli affreschi), su mia richiesta ci facciamo accompagnare al piano superiore per vedere le altre due salette: la più carina è ancora la sala al piano inferiore, dove decidiamo di accomodarci (peraltro per tutta sera è nata una discussione tra me e Paola sull'autenticità degli affreschi, secondo me non originari, ma dipinti successivamente per dare un tocco d'antico).
La sensazione è in parte estraniante in quanto in ogni saletta non ci sono più di quattro tavoli, ben distanziati, in un ambiente con soffitto molto alto, l'arredamento è minimale e ben curato (anche se ho avuto l'impressione che ogni oggetto fosse stato messo nella posizione in cui si trovava a seguito di ricerca maniacale dello stile, il che rende un lievo sentore di artificioso, poco naturale). Ad ogni modo tutto il locale è bello e piacevole, sicuramente un po' ostico per chi ci lavora dover salire e scendere per tenere sotto controllo la situazione (cosa che però riuscirà abbastanza bene per tutto l'arco della serata con fugaci far capolino da parte del cameriere).

Essendo un poco incerti su cosa prendere, per cercare di gustare e capire la cucina dello chef optiamo per due menu, di carne per me, di pesce per lei (quattro portate più calice di vino). In genere è una scelta che evito, scegliendo alla carta, in quanto il menu è "arma a doppio taglio", con esso lo chef dovrebbe dare il meglio della propria cucina per impressionare il nuovo cliente, ma a volte invece viene utilizzato come "strumento" per cucinare quello che più fa comodo (fortunatamente non sarà questo il caso).
Come vino ci viene servito un calice di Morellino, presentato eccessivamente in pompa magna in quanto ci viene versato, a bottiglia quasi finita, fino all'ultima goccia, certo non una figura grandiosa visto che anche il sapore non è per nulla eccezionale.

Dopo una certa attesa, allietata dal calice di spumante offertoci e dalle focaccine, arrivano gli antipasti: per me carpaccio di nervetti e carne (non ho ben compreso cosa fosse) con vegetali vari (pomodorino,peperoni e altro); per Paola gamberoni al vapore con cipolle borretane.
Si nota subito come lo chef intenda l'antipasto per quello che dovrebbe essere, ossia una portata che anticipa e prepara al pranzo vero e proprio. In genere io prediligo quegli antipasti pantagruelici composti da mille microportate che hanno però il difetto di "ammazzare" il pranzo. Altra caratteristica è il voler distingure i singoli sapori (la cottura al vapore dei gamberoni lascia intatto tutto il sapore del crostaceo, che solo successivamente viene adagiato nel suo "guazzetto"), risultato non pienamente soddisfacente per il mio antipasto, dove ogni singolo sapore è lasciato un po' troppo a sè, più convincente invece l'antipasto di pesce.
Nell'attesa dei primi il cameriere non ci lascia soli e viene a sincerarsi di come vadano le cose quel giusto numero di volte (diverrà il mio mito per tutta la serata, molto professionale e cortese, risulta in qualche situazione un po' esagerato per i suoi modi da galateo estremo del servizio).

Arrivano i primi e qua c'è la prima lietissima sorpresa della serata. Confido che avendo letto la carta non c'era un primo che mi attirasse ed invece sia quello di pesce che quello di mare sono ottimi. Per Paola ravioli ripieni al branzino con verdure varie a condimento: le verdure e il pesce a mio parere si sposano alla perfezione e lo chef dimostra di saperlo benissimo creando un piatto davvero gustoso nella sua leggerezza. Per me invece la quasi apoteosi: ravioli con ripieno lombardo in salsa al foie gras. Tra i migliori ravioli mai assaggiati, la salsa è buonissima, tanto che (tra le risate di Paola) faccio scarpetta con la focaccia usando molta circospezione per non farmi "beccare" dal cameriere nel mio gesto non proprio da galateo.

Rincuorato attendo con fiducia i secondi; i tempi tra le portate sono un po' lunghi, ma è il prezzo da pagare per avere dei piatti ben curati ed inoltre è precisa scelta dei ristoratori avere pochi coperti per poterli curare uno ad uno ed offrire loro non solo una cena, bensì una piacevole serata da passare con tranquillità.
La mia fiducia nei secondi è ampiamente ripagata. Per il menu di pesce, tonno scottato su misto di verdure: finalmente una cottura perfetta del tonno che spesso mi è capitato di mangiare troppo crudo in altri locali, scottato non significa crudo altrimenti opterei per un ristorante giapponese. Ottimo sapore del piatto in tutto il suo complesso. Per il menu di carne il filetto di maialino da latte su mousse di foie gras. Una felicissima ripresa del sapore del primo. La carne è molto tenera e, così come il pesce, anche qua la cottura è perfetta. Un secondo davvero squisito, totalmente appagante, unica sbavatura il non averci presentato i piatti (serviti questa volta dal titolare e non dal solerte cameriere).

A questo punto ci sentiamo già soddisfatti e contenti di aver scelto questo locale per cena, attendiamo la chiusura del pasto. Dopo un'attesa piuttosto lunga, lo chef in persona viene a servirci i dolci (dopo aver messo il nome, ci mette dunque anche la faccia, Gordon Ramsey docet). A me viene servita una crema catalana (non ho mai amato questo tipo di dolce) in un vasetto di quelli che si usavano per mettere i prodotti sottolio una volta. L'idea è carina e da quel tocco distintivo in più alla crema, peraltro completata da una pallina di gelato alla vaniglia con scagliette di cioccolato: per la prima volta una crema catalana che mi ha soddisfatto.
Paola invece gusta una mousse di cioccolato fondente con pera cotta al vino rosso, anch'essa molto buona, peraltro la pera è tagliata a piccoli pezzetti e sopra la mousse viene "spruzzata" dell'altra mousse di minore consistenza.
Completiamo con due caffè e ci avviamo contenti a pagare il conto. 84 € in due sono un prezzo assolutamente buono per la qualità del cibo offertaci, con delle scelte alla carte avremmo speso qualcosa in più, ma ne sarebbe valsa assolutamente la pena. Ci intratteniamo a chiaccherare un po' con uno dei titolari che ci chiede come fossimo venuti a conoscenza del posto, ci spiega che le paste vengono tirare al momento e che il locale è ancora in evoluzione (hanno aperto a novembre), con previsione di sfruttare l'esterno per la stagione estiva.
Nel complesso una serata assolutamente piacevole e soddisfacente, qualche piccola sbavatura, ben copensata da cortesia e da una cucina di alto livello con molta cura nei piatti e scelta di materie prima di qualità (a volte mi capita di avere una digestione difficoltosa dopo aver cenato fuori, in questo caso invece non ho avuto alcun problema); ci torneremo di sicuro.

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