A pochi passi da Varese ci sono ristoranti in cui ...

Recensione di del 01/10/2012

Da Annetta

74 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 74 €

Recensione

A pochi passi da Varese ci sono ristoranti in cui si respira ancora atmosfera ed amore per le antiche tradizioni. Da Annetta è uno di questi, sito in un angolo di paese persino difficile da rintracciare, sempre lì dall'antico 1926, come recita l'insegna dipinta a muro.
Il locale conferma le apparenze, ti immerge in un luogo lontano dall'aria di modernità, curato e dai dettagli ricercati e preziosi, con quel tono leggermente distante che rivela eleganza. Un caldo camino, una vasta cantina, luci soffuse con candele e candelabri ai soffitti, tavoli ricchi e curati nella mise en place, in ogni dettaglio.

Al tavolo troviamo il cestino dei pani con grissini spolverati di semola, bocconcini tenerissimi di pane bianco, pane con pomodorini, tutti fatti in casa.
L’amuse bouche è un golosissimo gelato allo zola con fichi spadellati e cialda al parmigiano: il cuore di formaggio è sapido e cremoso, intenso matrimonio con la dolcezza carnosa e fresca dei fichi. Piccole varianti di consistenza con la cialda e l’aromatico persistente dell’erba cipollina chiudono perfettamente l’opera.

Il Morellino di Scansano Terenzi DOCG Riserva 2007 ci affiancherà in una cena dai sapori prevalentemente di terra, con solo una piccola puntatina acquatica.
Il carpaccio di controfiletto di Fassona con tartufo d’Alba è un piatto delicato, nella forma e nella sostanza gustativa dei suoi elementi protagonisti. Da una parte la carne sottile e tenera ed il tartufo non colpiscono il palato in maniera incisiva, mentre le scaglie di parmigiano stravecchio e l’olio alla nocciola danno un tono sapido e amarognolo che tendono a sovrastare con la loro intensità l’insieme.

L’insalata di funghi porcini con Bettelmatt della Val Formazza regala un tocco di freschezza dato dai vegetali e le scaglie del giovane formaggio, finocchio selvatico, erbe officinali e sedano. Elegante, semplice e spensierato, un piatto da gustare in attesa che la temperatura si scaldi.

Il filetto di salmerino di montagna al pepe verde, pepe Sichuan ed erbe di campo risveglia il nostro palato con intense e profumate ondate di piacere. Pepe ed erbe (rosmarino e salvia) esaltano il pesce, sapido al punto giusto e con un’ottima consistenza delle carni, sode, ben cotte, che carezzano il palato con carattere.

I tortelli del plin con sugo d’arrosto con ristretto al Vecchio Samperi sono uno dei capisaldi del ristorante: ripieno delicato dal sapore deciso, intenso con una nota dolciastra ben accompagnato dal ristretto. Eleganti nel loro formato mignon, una piramide di gusto con una pasta dallo spessore ben percepibile, al boccone giunge con un piacere tutto masticabile.

Il risotto Carnaroli ai funghi porcini ha un’ottima mantecatura, morbida e suadente, un piacevole gioco di contrasti con le diverse consistenze del fungo (cotto e fresco, a carpaccio) ed il chicco di buona cottura. All’assaggio però un sensazione “vinosa” (viene utilizzato un Ribolla Gialla) risulta leggermente invadente e sfuma il principe del piatto, appannandone il sentore.

La zuppa di cipolle al forno gratin con tortellini di Parma riaccende l’entusiasmo con la sua sorprendente semplicità. La verdura dolcissima, calda, cremosa ed avvolgente è protagonista di un incontro subacqueo col tortellino (cotto e poi aggiunto alla zuppa, in ultimo passata al forno per la gratinatura) che regala emozioni di gusto. La pancetta croccante e la cialda di grana con il loro equilibrismo croccante e sapido bilanciano e movimentano il piatto, per un finale goloso che arriva troppo in fretta!

Il petto d’anitra al profumo d’arancio è un abbinamento classico e ideale, qui presentato con scorze d’agrume e patate al forno. La cottura della carne avviene in pochi minuti, fino al raggiungimento dei 70° al cuore, lasciando la pelle morbida e un po’ troppo masticabile. Al contrario, se resa croccante, la parte esterna sprigiona aromaticità e consistenza decisamente più golose. Ottima la cottura del petto, rosa e succoso, arricchito dal delicato dolciastro delle scorzette di arance caramellate.

Il maialino al miele con purè di mele renette è cotto a bassa temperatura (a 70° per circa tre ore), spalmato con miele di castagno e rami di mirto che lo aromatizzano delicatamente. La carne, proveniente da un’azienda olandese che produce solo maialini da latte, è morbidissima e si accompagna idealmente con il dolce della frutta ed il profumo sensuale della cannella a bordo piatto, che ipnotizza e coinvolge i sensi.

La sella di capriolo all’uva bianca con gocce di vigna è una piccola apoteosi di gusto! È servita con gocce d’uva sferificate, una dolce salsa di ristretto anch’essa all’uva, una pennellata di ristretto di vino rosso e bacche di ginepro schiacciate. La carne viene semplicemente scottata due minuti per lato e arricchita da un fondo di cottura (burro, rosmarino e timo con una sfumata di brandy stravecchio e marsala). Il risultato è una carne dal sapore intenso, corposa al morso, non muscolosa, tenera, perfetta nell’accompagnarsi alternativamente alle due salse che regalano accenti prima zuccherini, poi leggermente amarognoli.

Col passito Di Lenardo Vineyards Pass the cookies 2011 introduciamo il nostro tris di dolci, dai variegati gusti e forme e pronto a stuzzicare la nostra anima golosa.
La Sacher rivisitata è presentata con eleganza, a mo' di dolce al cucchiaio;
è composta da dischi di pan di Spagna che si alternano a pezzi d’albicocca e crumble di cioccolato ed è accarezzata sulla cima da una fonduta, anch'essa di cioccolato. L’assaggio regala piacere ad ogni strato, la composizione si anima e ricompone ad ogni boccone dando dolci sensazioni equilibrate e profumate. Il mirtillo intervalla con armonia, croccante e fruttato, mentre il ribes stride per la troppa acidità.

La tartelletta all’albicocca con gelato alla pesca è un’ondata di sentori fruttati con due anime ben distinte ed affiancate: la freschezza del delicato sorbetto da una parte e la carnosità della frutta zuccherina che poggia su un’ottima pasta frolla, morbida e friabile dall’altra. Il complesso risulta decisamente piacevole, impreziosito da un tocco di intensa salsa al cioccolato e albicocca che è divertente pescare a lato con brevi slanci di cucchiaio tra un assaggio fruttoso e l’altro.

Si chiude con un altro gran classico del locale: gelato al fiordilatte con zabaione caldo al tavolo, cavallo di battaglia che non smentisce la sua fama. Cremosa e fresca la sfera di gelato si bagna in un caldo e fumante zabaione cucinato “dal vivo”, pregevole cerimoniale di preparazione tanto quanto l’assaggio, successione di rapide e golose cucchiaiate.

Infine, caffè e coccole: biscottini di frolla, tartellette di frolla (con burro di malga) allo zucchero mou e con marmellata d’albicocche “a pezzettini”.

Cena di qualità in un ambiente elegante, di ispirazione classica e un pizzico formale. Tra le portate abbiamo apprezzato e goduto di ottimi spunti alternati a qualche piatto che ha fatto meno breccia sulle nostre papille in cerca di emozioni. In aggiunta, la pasticceria si distingue e merita certamente un nostro piccolo ma significativo plauso. Annetta è un consiglio per chi ama la tradizione e la buona cucina, un luogo ideale per rivivere atmosfere che sanno genuinamente di passato e tradizione.

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