Come solito, verso la fine di luglio col mio grupp...

Recensione di del 26/07/2007

Da Annetta

107 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 107 €

Recensione

Come solito, verso la fine di luglio col mio gruppo di beoni (quellichetazzano) ci si riunisce per la canonica cena di mezza estate in cui, inevitabilmente, parlando di vacanze, facciamo da un lato buoni propositi dichiarando falsamente che le nostre saranno totalmente salutistiche e all’insegna della morigeratezza e dall’altro, cominciamo invece a stilare i programmi per l’autunno pregustandoci fantasmagoriche serate a base di cibi e vini paradisiaci.

La scelta di questa sera, è caduta su questo conosciuto locale situato in periferia di Varese, verso il lago. Un locale che solo un paio di noi già conoscevano ubicato in una vecchia e signorile casa e servito da un bel giardino dalla romantica atmosfera, nel quale diversi tavoli risultano già occupati per lo più da coppie.
Ci piacerebbe cenare all’aperto ma, siamo in sette e non vedendo tavoli dimensionati per il nostro numero di persone, chiediamo lumi ad una giovane cameriera che ci fa accomodare all’interno.
Apparecchiatura di tono, bei sottopiatti di colore scuro ingentiliti da piccoli centrini all’uncinetto, posateria Broggi, tumbler e un elegante calice in cristallo completano la mise en place.

Ci viene servita immediatamente dell’acqua e ci vengono portati i menu.
Non esiste un menu degustazione, e dalla carta ognuno sceglierà quindi i propri piatti.
Non potrò essere preciso sui nomi dei piatti scelti in quanto ho dimenticato purtroppo a fine serata di chiedere una carta delle vivande. Abbiate pazienza.
Per quanto mi riguarda, sceglierò:
Fritto di calamari su panzanella e mozzarella di bufala.
Lasagnetta con ragout di lago
Lumache stufate con patate ed erbette.
Prese le comande, la gentile signora che seguirà il nostro tavolo, tornerà informandoci che purtroppo non tutti i piatti richiesti sono disponibili (sic) e quindi dovremo riprendere le carte sostituendo le nostre ordinazioni. In particolare, essendo disponibili solo un paio di porzioni di lumache su cinque richieste, decidiamo comunque di farle portare a tavola così che possano essere assaggiate da tutti e, personalmente, le sostituirò con una punta di vitello ai finferli.
Nell’attesa ci viene portato assieme al cesto dei pani, buono e piuttosto vario, un piccolo assaggio di insalata russa decisamente anonima.

Dalla cantina, sceglieremo in ordine di presentazione: Un Pinot nero friulano vinificato in bianco di cui non ricordo il produttore. A seguire “Yngram 2003” uvaggio di Cabernet e Sirah di Hofstatter e una magnum di “Pinot Nero Cornell 2000”di Colterenzio.
Arrivano in tavola i piatti: Il mio antipasto è costituito da dei calamari fritti, un po’ troppo unti e, dove risulta un po’ pesante il sentore dell’olio di cottura. Sono appoggiati su una fresca panzanella e a della buona mozzarella.
Non degno di nota il mio primo piatto, costituito da qualche foglietta di pasta farcita con un ragout bianco di pesce di lago piuttosto asciutto. Se dovessi trovargli un aggettivo, mi viene a mente “triste”.
Arrivano a tavola le lumache che, ahimè, viste le due sole porzioni, risultano essere il piatto della serata. Presentate in una cocottina bianca, tenerissime, accompagnate da patate a tocchi e avvolte in un sughetto che incanta. Peccato averle solo assaggiate.
Il mio secondo piatto è un comunissimo e banalissimo trancio di punta di vitello, cotta al forno e servita con dei gallinacci. Non si può dire che sia cattivo, ma certamente non è un piatto di quelli da ricordare per la vita.

Termino con una panna cotta con gelato ai frutti di bosco, i cui sapori non riuscivano proprio a stare assieme l’uno con l’altro, gommosa e quasi immangiabile.
Accompagniamo il tutto con una (se ricordo bene) Barbera Chinata senza infamia e senza lode.
Conto per sette di 750 Euro pari a 107 Euro pro-capite.

In conclusione: Un locale situato in un bel posto, elegante e d’atmosfera, ma, dove la cucina denota segni di stanchezza e una percepibile mancanza di entusiasmo. Corretto il servizio anche se senza particolari slanci. Il vino rimane a tavola e ce lo si versa da soli.
Non si può certo affermare che vi si mangi male, ma continuo a rimanere dell’idea che con 100 euro, il mercato, anche quello nelle immediate vicinanze, offre allo stesso costo ben altre emozioni.
Per quanto mi riguarda credo che non ci ritornerò.

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