Sono con i miei figli nella splendida cittadina di...

Recensione di del 13/08/2010

La Taverna del Gallo Nero

20 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Sono con i miei figli nella splendida cittadina di Varese Ligure per assistere all’opera lirica che come ogni estate viene rappresentata nel “Borgo Rotondo”, l’incomparabile centro medioevale dalla forma a ciambella con al centro la piazzetta che viene adibita a teatro. Quest’anno si tratta del “Rigoletto”.
Com’è noto, Varese Ligure è il centro principale dell’alta Val di Vara, bellissima e verde vallata nell’entroterra di La Spezia che da molti anni ha fatto dell’agricoltura e dell’allevamento biologici e di qualità la principale attività economica e il centro di molteplici iniziative.
Uno dei prodotti di eccellenza della valle è il Gallo Nero, o Gigante Nera (presidio slow food), razza particolarmente pregiata di polli di grande stazza (quattro chili la gallina, fino a sei il gallo) che viene allevata a terra in ampi spazi e che dà il nome anche al più rinomato ristorante del paese, dove ci dirigiamo nella speranza di trovare posto nonostante l’afflusso degli spettatori.
Il locale, che si trova ai margini del borgo e si affaccia sulla bella strada principale, ampia e interdetta alle automobili, è in un palazzetto antico, con muri in pietra a vista. Consta di due salette con quattro o cinque tavoli ognuna. Il semplice arredamento in legno s’intona con la vetustà della costruzione. Tovaglie, stoviglie e bicchieri semplici ma decorosi. Ci sono anche dei tavoli sistemati fuori sul marciapiede dove ci piacerebbe trovare posto vista la tiepida serata, ma sono tutti occupati e ci fanno accomodare nell’ultimo tavolino libero all’interno.
Il menu, che ci viene portato senza indugio da una delle due gentili cameriere, presenta cinque o sei proposte per ogni portata: antipasti per lo più di prodotti tipici del posto, tra i primi ravioli di borragine e corsetti e tra i secondi oltre a tagliate e arrosti vari, il famoso “gallo al coccio”.
Il tempo che abbiamo a disposizione prima dello spettacolo non è molto, perciò rinunciamo al primo e ordiniamo subito tre galli al coccio e nell’attesa un tagliere di antipasti “rustici” da dividere in tre.
Da bere, un rosso (Barbera) in caraffa che si rivelerà più che discreto e acqua minerale.
Insieme al vino portano un cestino di un’ottima focaccia che dovrà essere più volte rifornita.
L’antipasto, servito su un tagliere di legno, consiste in anonimi salumi, un involtino di melanzana e formaggio, frittata di verdure e una buona torta di riso tiepida.
Eccellente il gallo, servito in tegami di coccio: si tratta di un piatto complesso, un umido con diversi ingredienti anche inusuali come mela, pera e arancio, ma sapido ed equilibrato. Di contorno, patate al forno al rosmarino. Porzione abbondante.
Non c’è tempo, purtroppo, per il dessert.
Il servizio è stato cordiale d efficiente. Conto: 60 euro, ben spesi.

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