Libera cucina sui colli oltrepavesi

Recensione di del 28/09/2013

Osteria del Libero Pensiero

45 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Il locale ci è stato segnalato da un amico che ci invita a testarlo prima di un'eventuale cena in compagnia. L'amicizia, si sa, ben può richiedere qualche sacrificio, quindi ecco qui in avanscoperta la pattuglia di ricognizione Socrate-Santippe, che addestrata alle più raffinate tattiche della guerra eno-gastronomica, si addentra nel territorio dell'Osteria del Libero Pensiero alla scoperta di nuovi manicaretti.
Ci arriviamo qualche minuto prima delle 21:00 accolti dall'oste libero pensatore che ci sorride e ci scorta al tavolo situato al primo piano, dove è ricavata una piccola sala , con pochi tavoli e tanti arredi classici di notevole ingombro. Ambiente nel complesso gradevole ed accogliente anche se, in omaggio alle esigenze ricognitive, annoto fra le mie impressioni quella di una sorta di accatastamento di suppellettili domestiche in attesa di più appropriata collocazione. Sui tavoli, non molto ampi e ben apparecchiati, spiccano importanti calici per il vino e posate d'acciaio luccicanti.

Con il menu, viene servito un flûte di Pinot nero vinificato in bianco Germogli Bianchi dell'Azienda Agricola Monsupello, 12,5 gradi % vol. Il profumo è intenso e fruttato, il gusto è morbido, raffinato e lo gusteremo a tutto pasto scegliendolo per tutto il resto della cena.
Dal menu, che presenta tre/quattro varietà di proposte, sia di carne che di pesce, ordiniamo subito i primi ed i secondi.
Nelle missioni di pattugliamento non bisognerebbe mai distrarsi, perchè il "nemico" è sempre in agguato; nel nostro caso la gradevole freschezza del vino dal nome che richiama ramages primaverili ci induce ad abbassare la guardia e a riempire i calici sprezzanti del pericolo. Complice il protrarsi dell'attesa senza i rinforzi di più robuste cibarie, i Germogli sferrano il loro attacco, vincendo sui pur valenti grissini, che da soli non bastano ad arginare la carica di una sonnolenza, dapprima contrastata con il dolce conversare , ma ahimè ben presto seguita da tedio e languore . Nel frattempo si fanno le 22:10 e il nostro sconforto è talmente evidente da indurre il proprietario ad offrirci quattro fettine di buon salame, giusto per tirarci su il morale e infondere un po' di speranza nei nostri succhi gastrici ormai in fase di totale ribellione.

All'arrivo dei primi piatti risorge in noi lo spirito guerriero che ci porta ad inforchettare senza pietà, quanto a me un piatto di caserecce, cozze, funghi, pomodorini e pescatrice e quanto a Socrate delle delicate chicche vongole e bottarga.
Entrambe le preparazioni sono ottime. Le mie caserecce sono tagliatelle della casa tirate in sfoglia piuttosto spessa, condite con un sugo molto stuzzicante e saporito che non eccede in untuosità e mantiene in armonico equilibrio i sapori dei diversi ingredienti. Anche le chicche di Socrate sono fatte in casa e trovo il loro morbido impasto più felice rispetto a quello delle mie tagliatelle, che tuttavia a mio avviso prevalgono per il condimento.
Una nota di merito va alla ciotolina colma di bottarga che viene lasciata al tavolo come solitamente si usa con il formaggio grattugiato.

Le porzioni adeguate, ma non proprio generose, ci fanno sperare di non dover aspettare troppo per i secondi piatti, ma purtroppo dobbiamo metterci il cuore in pace , perchè l'attesa sarà ancora lunga.
Finalmente arrivano la pescatrice in crosta di mandorle per me e gli spiedini di pesce per l'amato consorte.
La mia pescatrice è veramente superlativa, pesce freschissimo e panatura di mandorle croccante, leggera, omogenea ed asciutta. Gli spiedini, pur inanellando adeguate varietà di pesce, sono un po' salati, asciuttini, non entusiasmano e il saggio mio compagno di cena e di vita se ne duole, adombrandosi per una scelta poco azzeccata. Entrambe le portate ci sono state servite senza contorno o qualsivoglia complemento che so, una fogliolina di insalata, o similare edibile ammennicolo che completi adeguatamente il piatto.

Non ce la sentiamo di attendere anche per il dessert e così concludiamo con due caffè, chiedendo contemporaneamente il conto.
Il proprietario si scusa per l'attesa dovuta, a suo dire, ad una tavolata da otto commensali al piano di sotto, ma anche se così fosse, l'organizzazione in cucina andrebbe rivista.
Beviamo i due caffè,che ci verranno gentilmente offerti, per farsi perdonare l'estenuante attesa e paghiamo subito il conto che, mirabile dictu, è arrivato in un baleno. Spendiamo complessivamente € 90,00, non pochi per quel che abbiam mangiato.
Ottime materie prime, buona cucina, servizio cortese e attento, ma per invogliarci a tornare servirebbe qualcosa di più.
Usciamo allo scoccar della mezzanotte, una ricognizione durata tre lunghe ore per due sole portate.

Gabriela Santippe28 Giunzioni

Altre recensioni per "Osteria del Libero Pensiero"

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.