Un salto di qualità preannunciato.

Recensione di del 11/05/2014

La Locanda di Giusto

37 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €

Recensione

Le cose negative le diciamo subito.
Non si può entrare in un locale alle 19:30  e uscire alle 22 per mangiare due piatti e un dolce. Non so come sia potuto succedere, ma spero che sia dovuto a un caso estemporaneo. E' vero, il ristorante era praticamente pieno, ma si tratta sempre di una ventina di coperti, e il “tutto espresso” non giustifica una simile lentezza.
Detto questo, sono felice.
Il ristorante ha fatto quel salto di qualità che auspicavo, e finalmente, nella mia agenda, ho un indirizzo dove so di poter trovare "anche" piatti di una certa eleganza e ricercatezza, elaborati con inventiva e cura del particolare, attenti sia alla presentazione che alla qualità. Il Cremasco ha bisogno di posti così, e spero che questo possa risolvere i suoi problemi interni, e dimostrarsi interamente per quel che vale.

Intanto, l'interno è leggermente cambiato: si nota una maggiore ricercatezza nella mise en place, una ricerca quasi geometrica di linee, che ricordano vagamente quella dei ristoranti giapponesi, e uno sforzo nell'accordare i colori, ora interamente giocati sul bruno e sul sabbia. Paradossalmente, ora le pareti in verde prato disturbano non poco, e auspico una pronta e rapida riverniciatura. Anche le sedie impagliate non legano più granché.
Dove invece c'è il grande cambiamento, è però nel menù.
Ad un menù semplice e tradizionale viene ora accostato un secondo menù, di costo leggermente superiore, dove ogni piatto merita attenzione.
Inutile dire che noi ci orientiamo su quello, e la nostra scelta cade su due antipasti (che reputavo essere dei secondi) e due primi.

Prima però, un piccolo benvenuto della cucina: sembra che siamo i soli a cui questo trattamento viene riservato, ma giuro che non mi lascerò condizionare. Una sorta di sandwich di pancarasau, con mozzarella freschissima, pomodorini e basilico profumatissimo.
Per me, ora, “prosciutto di Praga alla piastra con asparagi e tartufo”. Sei asparagi avvoltolati nel Praga, ben sistemati a castelletto, con una salsina a base di tartufo. Eccellenti
Per la consorte, non ricordo il nome completo, ma la base è “pizza liquida con uovo di mozzarella”. Un cestino di carta da forno, riempito di una sorta di sugo di pizza, con una sfera di mozzarella in superficie, il tutto al forno. A lato, delle gallette al gusto pizza, in salsa al basilico. Notevolissimo, fresco e intrigante. Forse lo avevo già detto nelle precedenti recensioni, ma gli aromi, qui, sono imperdibili: il basilico si sente per tutta la sala, e pranzerò col profumo di basilico non “fresco”, ma “appena colto” proveniente dalle bruschette del tavolo a fianco. Il patto era di dividerci i due primi, ma, stante il fatto che la consorte preferirà il mio, mi lascerà il suo che, oggettivamente non mi ha rubato il cuore.

Gnocchi di patate ripieni al gorgonzola con gamberi. Mi si dirà che sono tra i piatti più richiesti, ma non me ne frega niente. Il gorgonzola uccide il gambero, e il gambero disturba il gorgonzola. Ottima fattura, ma gusto stridente. Giudizio condiviso da entrambi.
Splendida invece la pasta grezza condita con guanciale, pecorino e mela verde. Una sorta di gricia rivisitata, strepitosa. Forse un 10% in più di mela verde e il guanciale che non è certo quello romano, ma per il resto...da prendere il bis.

Finiamo con due dolci: una crema di riso al cioccolato, con una marmellata di frutti di bosco e more e lamponi a lato. Mi vengono i lacrimoni: un accostamento che mi ricorda la crema al cioccolato con marmellata di amarene della mia nonna, un accostamento che tuttora reputo tra i migliori del mondo.
Credo di avere il massimo, ma così non è. Per la Lei, un biscotto di meringa al limone con gelato di liquirizia. Da restare senza parole. Forse esagero, e devo riconoscere che molto gioca la lieta sorpresa di aver lasciato un ristorante buono sì, ma con molte promesse in fieri, e aver trovato un posto dove le promesse si sono avverate, e dove qualcuno ha avuto il coraggio di uscire dai crismi della normalità per osare. E, se in posti come Milano l'osare trova sempre un suo certo riscontro, in queste zone può invece ve essere davvero un lento suicidio. Forse esagero, dicevo, ma veramente ho riscontrato una ricerca del non banale che mi ha aperto il cuore. E mi fa piacere aver trovato riscontro di quando dicevo che questo posto poteva diventare qualcosa di molto valido. Ora, spero che il pubblico li porti anche il successo commerciale che merita.
Finiamo con due caffè (offerti), il tutto assieme ad una bottiglia di Müller Thurgau (non eclatante ma dignitoso) e acqua gasata, per un totale di 73,50. Come dicevo, il conto è lievemente lievitato, ma il rapporto qualità/prezzo ne ha guadagnato.

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