UTILIZZO DI UN COUPON. La redazione
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Recensione di del 24/07/2011

La Locanda di Giusto

35 € Prezzo
8 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

UTILIZZO DI UN COUPON. La redazione


Per tornarci, ci torno. Tuttavia, sono ambigui i motivi per cui lo farò.
Mangiato bene? direi di sì. Ma... Fumo, o arrosto?
Andiamo con ordine.
Mi è stata regalata una smartbox (per chi non lo sapesse, sono "pacchetti" prepagati, con cui si ha diritto a servizi vari, tra cui una cena per due, appunto, a un ristorante scelto tra un centinaio in tutta Italia), e la nostra scelta cade su questo, un po' per la distanza relativamente breve, un po' per il menu, che sembra offrire piatti tradizionali sì, ma con qualche punta di originalità.
Al costo di 54,50 (il prezzo lo si trova in Internet), il nostro menu prevede un antipasto allo zenzero, carbonara di asparagi e tartufo (nero), branzino in meringa di sale e budino di limone con salsa di fragole caramellata. In effetti, alla fine, darò un'occhiata al menu esposto: una decina per tipo, antipasti tutti a 8 €, primi tutti a 9 €, secondi a 13 e, dolci a...non ricordo, credo 4 €, e non esiste un solo piatto che sia "normale". Tanto per intenderci, di "pasta al pomodoro" o risotto" non se ne parla neppure.
Il posto è sperduto. Trigolo non è esattamente una metropoli, e, forse, l'ambiguità nei cibi dipende anche da questo. Persino il locale si presenta in modo anomalo.
Intanto, non è la solita cascina riadattata sul rustico andante elegantino che sembra essere un must da queste parti: si tratta di una costruzione a un piano, posta all'angolo di una piazza, probabilmente un vecchio bar o un vecchio negozio, o addirittura una rimessa, di costruzione quasi recente. L'interno è rifatto nuovo, a metà tra il minimalista e il rustico, con sede di paglia ma con quadri giapponesi (belli) alle pareti. Spero che il titolare me la perdoni, ma i disegni a matita sono frutto di una passione dilettantistica, non supportata da equivalente abilità. Dato però che anch'io, a casa mia, espongo i miei lavori, lui/lei fanno benissimo, e del mio parere se ne possono strafregare.
Una trentina di coperti: la titolare (credo) mi dice 40, ma 40 devono starci pigiatissimi. Fuori, c'è posto per un'altra ventina.

L'antipasto è una insalatina in calice, ben presentata, di ananas, pesche e melone, con carote e insalata, su cui sono allettati due bei gamberi sgusciati, bollenti. Di zenzero, poche tracce, ma il piatto è gustoso, fresco e ben equilibrato. Molto gradevole.
La carbonara è esattamente quello che dice il nome: al posto del guanciale, le punte di asparagi, mentre all'uovo (solo il tuorlo, direi), viene aggiunta della panna per rendere il tutto una cremina densa. I romani si ribellerebbero, ma il piatto non è male, senza strafare. Il tartufo fa (ma era prevedibile) atto di presenza, e solo la consorte, che non lo ama, ne giudica ingombrante la potenza.
Quello che stupisce, invece, è il pesce. Fermo restando che, più che un branzino, mi sembra una (mezza) orata, la presentazione è curiosa. Evidentemente in lotta con lo spreco, lo chef ha recuperato gli albumi non usati per la carbonara, e li ha mescolati al sale grosso della crosta di sale. In questo modo la crosta non è secca, ma ha proprio l'aspetto, il colore e la consistenza della meringa quando è ancora un po' tenera. Forma una specie di semiguscio, in cui, a livello, viene posta la mezza orata aperta, che si mangia quindi senza toglierla dalla crosta. Evidentemente, l'albume fa sì che anche l'asciugatura dovuta al sale sia inferiore, e il pesce risulta ancora morbido e umido. Eccellente, davvero.
Finiamo con il budino, più una mousse che un budino, molto delicato, budino in quanto presente, direi, la fecola, con la salsa di fragole. Ottimo, fresco e delicato. E non pesante.
A parte ci concediamo una bottiglia di Ortrugo non eccelso, acqua gasata e caffè, per un totale di 15 euro.
Se vogliamo essere fiscali, il nostro pasto ci è quindi "costato" 70 euro esatti, ma, facendo i conti alla carta, ci sarebbe stato qualche eurino in più, comunque ben spesi. Servizio attento, rapido e cortese, con cambi frequenti di posate.
E allora, perchè "ambiguo"? Perchè devo decidere se lo chef è un tizio con una marcia in più, frenato dal luogo, o se, invece, è un giovane che sta dando il massimo di cui è capace. Una visita o due (ancora) dovrebbero bastare...

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