Trentadue anni ed un numero vergognoso di chili fa...

Recensione di del 24/07/2011

Tenda Rossa

44 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 44 €

Recensione

Trentadue anni ed un numero vergognoso di chili fa eravamo in ferie in quel di Bibione; in una giornata nuvolosa mio cognato decide di andare a cercare una particolare racchetta da tennis in quel di Trieste. Partimmo in 3,5 (la nipotina di due anni) alla volta della città più mitteleuropea d’Italia. La racchetta non viene trovata ma sulla strada costiera al ritorno ci fermiamo ad un ristorantino, poco più di un capanno con tavoli all’aperto affacciato sul golfo di Trieste. Quel posto divenne nel nostro lessico familiare un “topos”, sinonimo di una delle più esagerate e spettacolari mangiate di pesce mai fatte, giovani belli e magri da soli spazzolammo tutto il pescato del giorno e la cifra stanziata per la racchetta venne usata per pagare il pranzo.
Torniamo ai nostri tempi: long week end a San Floriano al Collio con annessa nuvola da impiegato, la nipotina è rimasta a Vienna dove lavora come consulente e noi per ammazzare il tempo decidiamo di fare un giro per Trieste. In auto ritorna in mente il posto della mitica mangiata, con tutti i “vi ricordate...” del caso e la moderna tecnologia viene in aiuto, ritrovo il posto: ha il suo bravo sito internet ed il locale è anche riportato nella guida dell’Espresso. Prenotiamo seppur un po’ timorosi di rimaner delusi a fronte di un ricordo così piacevole ma la curiosità è molta e la voglia di questa “ittica madeleine” altrettanto.
Il luogo è cambiato, quello che era un capanno con la cucina è diventato una sorta di bar da spiaggia con qualche tavolo all’interno ed un bel dehors coperto da piante che si affaccia direttamente sul golfo di Trieste regalandoti una vista spettacolare, mentre il parcheggio ti toglie dall’imbarazzo di trovar posto sulla strada costiera, sempre molto trafficata.
Ci sediamo all’interno, il locale è a tutti gli effetti un bar con tanto di bancone, mostra di liquori che indica propensione ai cocktail, vecchie fotografie di pescatori su una parete azzurra. I tavoli sono coperte con tovaglie beige ed apparecchiati con cura e discreto stovigliame.
Esiste un menu in italiano e inglese che però viene consegnato solo ai turisti di lingua straniera, il simpatico gestore che da tre anni ha rilevato il locale preferisce sciorinarci una serie di piatti del giorno a voce.

Optiamo per tre sauté di cozze, un’insalata tiepida di mare e verdure per mia madre ed un piatto di canestrelli alla griglia dal quale attingere tutti. Gli antipasti saranno accompagnati da una Vitoyska di Kante scelta da una lista che dir minimalista è poco e che accoglie pochi ma buoni nomi.
Le cozze sono ottime come peraltro i canestrelli alla piastra, l’insalata tiepida di mia madre (calamaretti spillo e gamberetti) un po’ arruffata con molte verdure e rucola, rucola che sarà presente come il prezzemolo un po’ dappertutto.
I primi sono una porzione in due (son passati i tempi di trent’anni fa) di orecchiette con crema di zucchine e triglia, semplici e gustose oltre un classico spaghetto alle vongole in bianco per me. Cottura al dente e vongole cotte al momento, ovvero tenere e mostose e non con la consistenza delle morositas.
Per secondo accettiamo il suggerimento del patron ed optiamo per tre tranci d’ombrina appena scottati, mentre il cognato opta per un fritto di paranza del golfo, calamari, sardine, gamberi e triglia.
L’ombrina servita su un letto dell’onnipresente rucola ed è appena scottata dal lato della pelle, ottima mercé la materia prima, il fritto è a regola d’arte. Una bottiglia di Sauvignon base di Venica accompagnerà le rimanenti portate. Le porzioni abbondanti ci dissuadono dal prendere il dolce e terminiamo con discreto caffè.

Che dire? A parte il piacere personale dell’amarcord, la cucina è una solida cucina di pesce senza voli pindarici e presentazioni ardite (rucola über Alles), materia prima ottima e cotture a puntino. Il servizio svolto da una bella ragazza bionda è puntuale, spigliato e cortese e l’ambiente stile bar sulla spiaggia gradevole e merita un bonus per la vista sul golfo.
Un posto che frequenterei spesso per mangiarmi un buon piatto di pesce “alla casalinga“ e godermi il panorama se non fosse così lontano da Milano.
Buon Appetito

Gabriele Andreotti

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