Arrivati con tutta la famiglia in vacanza nel Sale...

Recensione di del 23/07/2011

Il Castello di Momo

18 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 18 €

Recensione

Arrivati con tutta la famiglia in vacanza nel Salento, ieri sera abbiamo deciso di iniziare a praticare i gusti locali scegliendo per cena il ristorante Il Castello di Momo a Lucugnano Frazione di Tricase.
Il bel ristorante si affaccia su una piazza tipica dei paesaggi salentini, edifici di pietra salentina color ocra e molta gente a far chiacchiere sulle panchine e fuori dall'uscio di casa.

Il ristorante, oltre delle belle sale interne, ha un giardino esterno che causa zanzare evitiamo accuratamente. A seguito prenotazione, veniamo fatti accomodare in un'ampia stanza con degli archi a volta e degli affreschi "posticci" alle pareti. La sala è ben illuminata e il tavolo purtroppo è allestito tristemente con della posateria non all'altezza dell'immobile. Coltelli con impugnatura di plastica e bicchieri con coppa di coccio dove non essendo abituati facciamo fatica a bere quel che non si vede.

Dal menu di una singola pagina A4 plastificata, scegliamo l'antipasto della casa e un piatto di fritti misti.

L'antipasto della casa servito su di un piatto particolare con sette spazi di portata, comprendeva: fagiolini verdi spadellati con aglio (buonissimi), cavolfiore al latte (delicato), cappella di funghi ripieni di trito di carne (buoni), peperonata con capperi (solo peperoni verdi e gialli, buona), seppie ripiene (buonissime) e del pesce azzurro in brodo di pomodoro, pietanza meno riuscita del piatto proposto. Piatto a 10 euro, sufficiente ampiamente per due-tre persone.
Nei fritti (tutti eccezionali) abbiamo trovato delle palline di pane fritto, polpette di carne, polpette di melanzane e mentuccia, crocchette di formaggio e menta (forse). tre-quattro polpette per tipo a cinque euro la porzione.

Dopo delle siffatte entrée abbiamo optato per un piatto unico a testa. Mia Moglie (maiuscolo in segno di rispetto) ha scelto delle orecchiette alle cime di rapa che ha gradito e innaffiato di formaggio pecorino (euro 7,50); mia figlia (7 anni) ha optato per delle sagne incannulate, un tipo di pasta rigorosamente fatta a mano, condita da sugo rosso e pezzi di carne (euro 8,50); io e mio figlio invece abbiamo scelto del polpo in pignatta, servito in ciotole di terracotta con un brodino di cottura e dei crostini di pane, prezzemolo e piccole patate (euro 9,50). Il polpo era discretamente morbido e saporito, ma ho trovato abbondante l'uso delle bacche di ginepro.

Nella scelta del vino abbiamo optato per una bottiglia da 500 ml. di Rosso Salentino Le Sciare della Cantina Due Palme (euro 8), un vino giovane e un po' troppo "crudo" per i miei gusti.

Il conto della cena, in quattro, è stato di euro 70, complessivamente ben spesi per la qualità del cibo consumato. Purtroppo dalle nostre parti, nel Profondo Nord, una cena simile per qualità avrebbe ampiamente superato i 100 euro totali.
Serata interessante per i luoghi visti e per i gusti assaggiati.
Cortese e disponibile il servizio, peccato la caduta di stile su certi accessori, basterebbe poca attenzione in più. Comunque da consigliare.

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