Cena fuori per festeggiare, per una volta senza fi...

Recensione di del 02/02/2009

Bistek

45 € Prezzo
9 Cucina
5 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Cena fuori per festeggiare, per una volta senza figli, e la nostra scelta è caduta su questo ristorante nella zona del cremasco, che già conoscevo per avere visitato di tanto in tanto in passato il pub al piano terra, mentre non c’era ancora stata l’occasione di sperimentare il ristorante posto al piano superiore, a cui si accede attraverso una scala esterna.
La serata non è delle migliori: piove, c’è vento, e molta della neve caduta copiosa durante la mattinata non si è ancora sciolta. Tuttavia il ristorante – situato a Trescore Cremasco ai lati della strada statale che attraversa il paese - ha un ampio e comodo parcheggio, tra l’altro completamente deserto, dal momento che è lunedì sera.

Il ristorante è diviso in due salette, ciascuna con cinque-sei tavoli, per circa una trentina di coperti. L’ambiente è abbastanza anonimo e certamente datato: le piccole piastrelle di ceramica marroni e il perlinato che ricopre tutte le pareti non contribuiscono certo a creare un ambiente dal design accattivante. Anche i tavoli, sia pure apparecchiati con cura, non sono certo ricercati, e il tutto è completato dalle sedie impagliate. In altre parole, il primo impatto è quello di una trattoria che non punta per nulla sulla ricercatezza dell’ambiente. L’elemento di maggiore piacevolezza è dato, almeno in questa serata, dall’estrema tranquillità: oltre a noi ci sono solo altre due persone, che si sistemano nell’altra saletta.

Il servizio ai tavoli è assicurato da una signora gentile ma non particolarmente loquace, che ci consegna i menu, raccoglie le ordinazioni e opererà per tutta la serata con tempi perfetti ma senza in alcun modo commentare né le proposte, né le nostre scelte né i piatti che ci porta in tavola, e senza neppure chiedere, come quasi sempre accade, se tutto procede nel migliore dei modi.

Il menu prevede un interessante "menu degustazione" a trenta euro, ma sia io sia mia moglie decidiamo di scegliere alla carta al’interno di un nutrito numero di proposte.
La lettura chiarisce immediatamente la tipologia della cucina del locale: solo piatti di carne, molti dei quali attenti alle produzioni e alle ricette tipiche della zona del cremasco.

La mia scelta asseconda questa impostazione, dal momento che opto per i tortelli cremaschi pizzicati a mano, “dolce ripieno speziato”, burro e salvia e per la coscetta d’oca in “confit”, al forno con mela gGala e senapata di mele cotogne, mentre mia moglie sceglie piatti meno caratterizzati, cioè gli gnocchini di ricotta, burro e formaggio Castelmagno e la tagliata di fassona piemontese.

Da bere, scelgo nella carta dei vini un Chianti classico riserva 2004 Castelgreve, apprezzando immediatamente la possibilità di portare a casa la bottiglia con il vino non consumato. Questo mi dà l’opportunità di scegliere il vino da abbinare tra tutte le proposte, senza preoccuparmi del fatto che essendo l’unico a bere certamente non terminerò la bottiglia. La bottiglia scelta è proposta a quindici euro, con un ricarico decisamente contenuto, cosa che è comune a quasi tutte le proposte in lista.

Come appetizer, ci viene portato al tavolo su due piccoli piatti un barattolino di vetro per conserve di dimensione mignon, che contiene al suo interno tre piccoli assaggi di salsiccia arrostita. Entrambi troviamo suggestiva e divertente la presentazione, che ben caratterizza l’impronta del locale. Oltre a questo, la salsiccia è ottima e veramente stuzzicante.

Come antipasto, chiediamo di poter avere un piccolo assaggio di bocconcini fritti di formaggio Salva Cremasco, di per sé previsti in carta accompagnati da Brut dell’Otrepò, che tuttavia preferiamo non ricevere. Si rivelano anch’essi una entrée stuzzicante e saporita.

La cucina, per tutte le proposte di primi e secondi da noi scelti, si rivela il punto di forza di questo ristorante. I tortelli sono uno dei piatti tipici della zona cremasca. Li avevo già provati in altre occasioni, questi del Bistek sono ottimi sia per la consistenza dell’impasto, sia per il sapore del ripieno, sia per la preparazione complessiva.
La coscetta d’oca è eccezionale: materia prima eccellente, cottura perfetta. Gli gnocchini al formaggio fanno della delicatezza il loro punto di forza, cosa che permette di gustarne a fondo il sapore senza che alla lunga possano diventare stucchevoli. La tagliata è anch’essa ottima: carne eccellente, cottura perfetta.

Come dolce, dopo questa cena piuttosto corposa, entrambi optiamo per una "mousse al pistacchio di Bronte, sorbetto alla fragolina di Ribera, torta di mandorle". Questo è l’unico piatto che delude le nostre aspettative. Gli elementi che lo compongono si rivelano molto slegati tra loro, i sapori non si completano l’uno con l’altro, e quindi non resta che assaggiarli separatamente. Anche così, tuttavia, l’esito non è migliore: la mousse di pistacchi è eccessivamente pastosa e questa eccessiva consistenza la rende stucchevole, la torta è anonima e priva di personalità, la crema con scaglie di mandorle è inconsistente; fa eccezione il sorbetto alla fragola, di per sé ottimo.
Concludiamo la cena con il caffè.
Il conto complessivo è di 90 euro, con un rapporto qualità/prezzo sicuramente buono.

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