Lo Scrigno del Duomo è un elegante ristorante che ...

Recensione di del 18/07/2012

Scrigno del Duomo

50 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Lo Scrigno del Duomo è un elegante ristorante che si affaccia sulla principale piazza di Trento. Il locale si trova all'interno di un palazzo del 1600 ed è diviso su due piani. Al piano terra si trova il wine bar, mentre il seminterrato è riservato per il ristorante gourmet, caratterizzato da una stile semplice ed elegante. Per festeggiare una ricorrenza decidiamo di provare la cucina del ristorante gourmet curata dallo chef Alfredo Chiocchetti.

Al nostro arrivo veniamo fatti accomodare in una saletta appartata, dove ci viene proposto come aperitivo un calice di Altemasi che accompagnerà perfettamente il benvenuto della cucina: un carpaccio di tonno su letto di misticanza. Un inizio interessante, che ben fa pensare per il proseguo della cena. Nell'attesa delle portate vere e proprie ci vengono servite diverse tipologie di pane fatto in casa, accompagnato con del burro lavorato decisamente molto goloso. Dall'enciclopedica carte dei vita scegliamo un Sylvaner Praepositus del 2010, prodotto dall'Abbazia di Novacella, che ben accompagnerà la nostra cena.

La carta è particolarmente interessante e si divide in piatti di mare e di terra che possono essere scelti anche come menù degustazione. Noi decidiamo di ordinare alla carta per poter assaggiare entrambe le tipologie dei piatti.

Partiamo con una serie di interessanti antipasti. La "piccola tartare di cervo. Profumo di ginepro, uova di quaglia e finferli" risulta essere molto piacevole e il sapore intenso della carne di cervo viene esaltato dal ginepro. Molto particolare risulta essere anche "la patata viola con asparagi di mare, gamberi rossi e Trento Doc" in cui la dolcezza del gambero e della patata contrasta bene con il sapore acidulo della spuma di Trento Doc. Molto buona anche la "millefoglie di sgombro e ceci con catalana di pomodoro su crostino di pane al pesto".

Come primo assaggiamo le "candele spezzate con mantecato di baccalà e pistacchi di Bronte", un piatto molto delicato in cui la mantecatura del baccalà ben si abbina e non nasconde il sapore del pistacchio. Particolari e di notevole interesse sono i "ravioli di piselli nel baccello con guanciale stufato" in cui il raviolo verde è plasmato a forma di baccello e al suo interno si trova una squisita mousse di piselli. Anche in questo caso il contrasto tra i sapori, il dolce dei piselli e il salato del guanciale, è assolutamente azzeccato.

Come secondo abbiamo il "filetto di vitello con le sue animelle, purè di prezzemolo e cipollotti novelli". Un piatto sontuoso in cui le animelle cotte alla perfezione esaltano un filetto semplicemente straordinario sia per cottura che come materia prima.

Come dessert optiamo la "sfera di vaniglia Tahiti e cioccolato bianco dal cuore di lampone liquido, ragù di pesche e basilico" che accompagniamo con un calice di passito Hekate del 2008.
Chiudiamo con un ottimo caffè accompagnato da una ricca mini-pasticceria composta da: fragole al cioccolato fondente, panna cotta al lampone, cantucci e macarons.

La cena è stata allietata da un servizio discreto e alla mano, anche se non sempre perfetto nelle tempistiche. Gli antipasti, infatti, non sono stati serviti contemporaneamente a tutto al tavolo, ma si è dovuto aspettare quasi 10 minuti per avere tutti le portate.

Conto finale per quattro persone: 201€.

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