Cucina solida ma una grave sbavatura

Recensione di del 08/03/2014

Osteria a Le Due Spade

57 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 57 €

Recensione

Torniamo in questo bello e giustamente noto ristorante di Trento, già premiato in passato con stella Michelin, che conosciamo da tempo ma che non avevo mai recensito.
A due passi dal Duomo e dalla bella piazza principale di Trento, consiste di un'unica stanza stretta con soffitto a botte , dominata da una splendida stufa in ceramica. Pochi tavoli, ben distanziati, ben apparecchiati: il tutto trasmette una piacevole sensazione di tranquillità ed eleganza. Appena seduti ci offrono un flûte di spumante locale, col quale poi continuiamo anche il pasto, data la morigeratezza obbligata poiché siamo a pranzo e ci aspetta una mezz'ora di guida.

Da una carta articolata ma (giustamente) concentrata su quattro offerte per ogni portata, scegliamo flan di zucca con sushi di carne salada e strudel alla verza in pasta kataifi su fonduta al Puzzone, per mia moglie e millefoglie di patate e carciofi con ventaglio di speck d'anatra e crème brûlée al Vezzena, per me.

A seguire mia moglie sceglie il rombo gratinato ai carciofi con spuma al Trento Doc e io filetto di cervo cotto in gemme di abete bianco.

Dopo l'ordinazione dalla cucina ci arriva un benvenuto consistente in una gelatina fredda di pollo e verdurine: fresco ma non memorabile.
Al momento degli antipasti il maître (che credo sia anche titolare o contitolare) ci serve due flan invece che il flan e la millefoglie ordinata, giustificando che la millefoglie è in ritardo e quindi, per non farci aspettare, si era preso la libertà di sostituirla con un flan. Peccato per la bugia evidente anche perché (oltre al fatto che normalmente se c'è un problema si chiede al cliente con cosa vuole sostituire e non si cambia l'ordinazione di imperio) avevo sentito trasmettere la comanda alla cucina ed infatti avevo già detto a mia moglie che avevo l'impressione che avessero fatto un errore: cosa poi effettivamente verificatasi. Un errore può sempre succedere ma in un ristorante di questo livello e tono, si ammette subito l'errore e ci si scusa e non si inventa una bugia platealmente insostenibile. Veramente peccato.
Ciò detto l'antipasto è molto gradevole, ben preparato e presentato: gustoso e leggero.

Arrivano poi il rombo e il mio cervo che mi viene prima fatto vedere in una scatola di legno contornato da rametti di abete, da cui il nome del piatto.
Il cervo è tenerissimo, saporito, con il giusto, ma non eccessivo, sapore di selvatico: non giurerei che si senta il sapore delle gemme di abete ma non importa: il piatto è ottimo accompagnato ad una polenta ben preparata.
Altrettanto buono, morbido e saporito con piacevole aroma di spumante e carciofi, il rombo di mia moglie.

Chiudiamo con un caffè per me e un conto di 114 euro comprensivo di quattro calici di spumante e due mezze minerali. Fortunatamente il mio antipasto non mi viene fatto pagare: almeno questo, però peccato veramente per quella inutile bugia che ha lasciato una spiacevole impressione personale di mancata professionalità, almeno in questa occasione.

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