La Locanda Margon è il ristorante di proprietà del...

Recensione di del 03/10/2009

Locanda Margon

65 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 65 €

Recensione

La Locanda Margon è il ristorante di proprietà della famiglia Lunelli, titolari delle Cantine Ferrari, ed è affidato in gestione allo chef Walter Miori. Il locale si trova a Ravina, località sita alle porte di Trento, in una posizione panoramica ed immerso nelle vigne. Il posto è un po' fuori mano, ma i numerosi cartelli aiutano a trovare la strada giusta senza troppo affanno.

Una volta arrivati veniamo fatti accomodare nell'ampia veranda e mentre sfogliamo il menu ci viene gentilmente offerto (in quanto non lo troveremo in conto) un calice di Ferrari e dell'ottimo pane fatto in casa accompagnato con un olio extravergine di oliva molto buono. Scoprirò solo dopo curiosando su un tavolo che si tratta di un olio del Garda DOP prodotto dall'azienda agricola Toniolli.
Io e la mia commensale decidiamo di optare per il menu degustazione a sorpresa, l'unica nostra richiesta è di avere un menu a base di pesce. Vediamo se lo chef riuscirà a sorprenderci.

Come vino scelgo un Sylvaner Praepositus del 2006 prodotto dall'Abbazia di Novacella. Tale bottiglia è purtroppo esaurita è quindi, su consiglio del sommellier ripieghiamo su un Sylvaner biologico delle tenute Loacker del 2006. Un vino che non conoscevo, dal sapore molto intenso che ho apprezzato molto anche se non era perfettamente adatto per tutte le portate del menu degustazione.

Si comincia con il benvenuto della cucina, del "Salmone su insalatina all'aneto". Un inizio promettente.

Il nostro pranzo continua con un "Filetto di salmerino in crosta di ortiche, ratatouille di patate e melanzane con gelato all'aglio". In assoluto il piatto del viaggio. Lo chef gioca con le diverse consistenza e cotture nella ratatouille e con il contrasto caldo-freddo con il salmerino e il gelato all'aglio. In particolare, il gelato e il salmerino si sposano perfettamente.

Successivamente è il turno della "Crema di zucca con coda di rospo". Il dolce della crema si abbina in modo ottimo alla coda di rospo.

Si prosegue con dei "Gnocchettini alle vongole, triglia e aria di prezzemolo". Anche questa volta siamo colpiti in modo molto positivo, il salato della triglia si accompagna perfettamente con il resto del piatto.

A questo punto è il turno del secondo e ci viene servito un "Trancio d'orata con polenta bianca su pesto e zucchina". Il piatto è di ottima fattura, anche se non "emozionante" come i precedenti. Anche in questo caso abbiamo un gioco tra la sapidità della polenta bianca e la delicatezza del trancio di orata.

Come pre-dessert abbiamo un "Sorbetto al passion fruit con fragole fresche". Delicato e leggermente acidulo, il che permette di "pulirsi la bocca" in vista del dessert vero e proprio.

Come dessert vi vengono serviti: "Crème brûlée all'orzo, mousse di castagne su crema di cachi con tegola di cioccolato, cremino al cioccolato tre consistenze su base di frutti di bosco". La crème brûlée è semplicemente deliziosa, semplicemente ottimo è il connubio tra la crema ai cachi e la mousse di castagne, mentre non rimango particolarmente colpito dal cremino, in quanto il miele che lo accompagna ne copre troppo il sapore.
Chiudiamo con due ottimi caffè, privi purtroppo di piccola pasticceria.

In definitiva, la cucina di Walter Miori vale decisamente il viaggio, da apprezzare il gioco che lo chef compie con le diverse consistenze, cotture e sapidità dei cibi preparati. Anche il servizio è positivo anche se si possono fare notare alcuni dettagli: aperitivo, pane e l'olio serviti all'inizio non vengo illustrati e quando alcuni trucioli di tappo cadono nel mio bicchiere nel cambiarmelo, il sommellier mi riversa parte del vino nel nuovo bicchiere.
Conto: 135 € in due; di cui: 110 € per i due menu degustazione, 18 € per la bottiglia di Sylvaner, 3 € per l'acqua minerale, 4 € per i due caffè.

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