17.12.2004
Era una serata buia e uggiosa, e l...

Recensione di del 21/12/2004

Caffè Groppi

120 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 120 €

Recensione

17.12.2004
Era una serata buia e uggiosa, e la strada che porta a Trecate non certo amena, ma di questo ristorante mi avevano già parlato in diversi e incuriosita dalla stella Michelin decidiamo di verificare di persona.

Il locale è appartenuto per più di una generazione alla famiglia Groppi, di qui il nome, che negli anni '60 avevano qui coltivato una caffetteria distilleria di non piccola fama.
Alcuni arredi, e di certo il bel pavimento in legno teak, proveniente dal ponte di una nave, risalgono ai quei giorni. Poi una decadenza tipica da anni ottanta, interrotta finalmente nel 1997, vado a memoria, da Fabio Barbaglini chef con la moglie Annalisa Danesi in sala che rilevano il locale.

Lungo la via che porta alla stazione di Trecate, tra casette basse, si distingue una luce fioca ed un'insegna discreta. Il locale ha due vetrate che sia affacciano sulla stada, una all'ingresso, in cui campeggia il bel banco da bar, retaggio dell'antica vocazione, e qualche poltroncina per l'attesa.
Si passa poi nell'unica sala da pranzo, tutta nei toni di un bel giallo zabaione. Pochi tavoli, al massimo 35-40 coperti, ben distribuiti in un ambiente gozzaniano di calda accoglienza. Luci da abat jour in tono.
Tovagliati non particolarmente preziosi ma piacevoli, con cristalleria spiegelau e posate sambonet.

Veniamo fatti accomodare ad un tavolo rotondo in prossimità di una tenda che nasconde il bagno, minuscolo e piastrellato in rosso.
Postazione un pò infelice ma per fortuna pochi commensali vi si avventurano.

L'incipit è un pò distaccato e formale, con qualche iniziale perplessità, dovuta ad un pane che, seppur fragrante, ha tutta l'aria di essere preparato industrialmente.
In compenso, vengono servite focaccine mignon, gradevoli, e burro francese.

Il menu è suddiviso in "entrate", che includono sia antipasti che primi piatti, con prezzi intorno a 20-25 euro, e "secondi" a 38 euro.
Ci sono anche tre menu degustazione, da 4,5 e 6 portate, rispettivamente, vado a memoria, a 55 euro,60 euro e 70 euro.

Optiamo per la carta. Per me, nell'ordine:
1. brandade di merluzzo con patate croccanti, semplicemente sublime, ottimo connubio tra salato del merluzzo e morbidezza/dolcezza della patata;
2. scaloppa di fois gras con lumache di mare e finocchi, buona la scaloppa, adeguata cottura interna e sfrigolante all'esterno, meno azzeccato l'abbinamento, aggiunge poco al valore della scaloppa;
3. stoccafisso in vellutata di tabinambour, ottimo, morbido, dolce, buona cottura che ne esalta la consistenza;
4. tortino di cioccolato fondente, superbo, fragrante all'esterno e caldo, ma non come lava fumante che incenerisce le papille gustative, all'interno. Si avverte distintamente la leggerezza delimpasto con poca farina.

Per il mio compagno:
1. zuppa d'uva con tortelli di fagianella e fois gras, troppo distinti i sapori, ci sembra che il fois gras in realtà non contribuisca a legare l'acidità dell'uva e la morbidezza dolce del raviolo, come vorrebbe lo chef;
2. pernice, semplicemente superlativa, morbida, saporita, e senza arricchimenti che ne falsino il gusto;
3. crumble di mele, di buona cottura, con distinta consisenza delle mele rispetto alla pastafrolla.

La cena si chiude poi con una grande piccola paticceria, in miniatura ma di grandissimo gusto, oltrechè bella a vedersi.

La carta dei vini è di buona ricchezza, con ricarichi accettabili.
Come aperitivo ci viene proposto uno Champagne brut Prestige J. Charpentier distribuito dalla TreArchi di Oleggio, di buona acidità e bel perlage.

Come vino da tutto pasto ho scelto il Barolo Vigna Munie di Parusso, 1996, 14°, perfetto, corposo, tannino ed acidità in equilibrio, ancora fresco. Prezzo assai corretto di 45 euro (in enoteca credo che costi poco meno, a patto che si trovi l'annata).
Caffè, tisana, e conto a Euro 240 per due.

In conclusione, bella esperienza, materia prima, tecniche di cucina, cotture tutte di qualità.

Il servizio è attento, forse una punta di calore in più non guasterebbe.
Il cuoco è giovane e stupisce che sia già a questo livello, stella Michelin meritata, soprattutto se altri, nell'hinterland milanese, la conquistano dopo solo un anno di mero battage pubblicitario.
Ma questa è un'altra storia, e sarà un'altra recensione.

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