Decidiamo, spinti da recensioni favorevoli su rivi...

Recensione di del 10/11/2010

La Pace

12 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 12 €

Recensione

Decidiamo, spinti da recensioni favorevoli su riviste locali, di testare questo ristorantino in pausa pranzo di un giorno infrasettimanale, situato in pieno centro a due passi dalla stazione di Porta Nuova. Il parcheggio sarà difficile, armatevi perciò di pazienza: siamo infatti di fianco al coloratissimo mercato di Piazza Madama Cristina, in una via laterale sovraffollata di bancarelle; unica chance il parcheggio sotterraneo a pagamento della sopracitata piazza sempre che sia ancora libero.
Il locale è situato in un edificio d'epoca con volte a botte e muri di mattoni, ma stupisce favorevolmente il contrasto antico-moderno, poichè ovunque predomina uno stile di arredamento quasi minimalista: applique e piantane di ferro-vetro, tavoli e sedie in wengè, i bagni con lavandini sospesi e portasciugamani in cestoni di metallo lavorato. Idea di arredamento davvero originale e carina: bravi!

In tavola pane e grissini fatti da loro, forse i secondi un pochino troppo cotti ma il pane è buonissimo con la crosta friabile e l'interno morbido.
Il menu pranzo per 12 euro propone primo, secondo e contorno selezionati però dallo chef e acqua o quartino di vino e coperto.
Il proposto del giorno è zuppa di cavoli alla toscana (chiaro riferimento alle origini dei gestori dal marcato accento della terra di Dante) con olio extravergine toscano e pepe nero nel macinino, portati in tavola a tempo del piatto e ossobuco con contorno di piselli al prosciutto. Io non gradisco molto a differenza della mia lei la zuppa di cavoli e ci provo lo stesso a chiedere una variante: mi viene proposto una penna al brucio che accetto pronto, è bella piccantina, ma senza esagerazioni, cottura al dente come piace a me, ottima anche la zuppa che assaggio, con poco galateo, dal suo piatto intingendo il pane fatto in casa; non era affatto male!
Gli ossobuco, infine, sono un trionfo su un vassoio, immersi nel loro sughetto, enormi poi! Una quantità industriale cosi come i piselli, impossibile finire entrambi dopo la pasta.
Restiamo cosi satolli, senza avventurarci nei dolci che vediamo esposti in un bel frigo all'entrata tra le due sale e sui piatti degli altri avventori, peccato.
Ci riproponiamo di tornare con più calma una sera per gustare le prelibatezze del menu alla carta con ricarichi più che onesti e ottime proposte di scuola toscana in specie.

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