Il locale si trova in una costruzione di recente f...

Recensione di del 31/12/2011

Alpi

35 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Il locale si trova in una costruzione di recente fattura, in Tavagnasco (quel paesino famoso nel mondo per il Festival del Rock che ogni anno, per una settimana, scuote la tranquillità montanara dei residenti) situato ai piedi della montagna, all'inizio della Valle d'Aosta. Si arriva agevolmente sia per strada normale, da Ivrea, sia per autostrada TO-AO con uscita a Quincinetto.

I proprietari, gente semplice e molto cordiale, accolgono i clienti con allegria, anche se si stanno ancora organizzando per qualche evento importante. Abbiamo notato questo perchè, essendo arrivati (mia moglie ed io) in anticipo per il veglione di Capodanno, ci hanno fatto accomodare in una saletta adibita a bar, dove, nell'attesa, ci hanno portato qualche stuzzichino (patatine, bocconcini di polenta fritta, crostini vari), con un calice di aperitivo composto da loro stessi. Il titolare è il Sindaco del paese che, nonostante il prestigioso incarico, è disponibile e serve ai tavoli assieme al personale, senza mai far pesare nulla, anzi accettando consigli e cercando di assecondare le richieste dei commensali con sollecitudine.

Il salone adibito al cenone è stato addobbato con gusto, senza esagerare e cercando di tenere i tavoli distanziati fra di loro, in modo da non dare il senso di mensa aziendale, anche se il ristorante durante la settimana offre a 10,00 euro il pranzo ai vari operai che lavorano in zona.
Premettendo che le proposte del menù sono sempre abbondanti, gustose e mai "pesanti", la presentazione è semplice e l'elencazione dei piatti, così come dei vini, è fatta a voce da una gentile e sempre sorridente cameriera. Nella particolare occasione, il menù è stato stampato su un foglio rosso, tenuto arrotolato da un nastrino dorato e poggiato sui vari tavoli.
Il servizio, causa l'eccezionalità, è stato effettuato da alcune ragazze del paese, cortesi e premurose, "tenute a bada" in modo bonario, ma attento, dalla cameriera che presta il lavoro durante l'anno.

Passo al menù. Non mi dilungherò a descrivere minuziosamente le varie portate, perchè ho già anticipato che sono state abbondanti (sempre ripasso per tutti), equilibrate nei sapori e, per quanto più possibile, cucinate utilizzando materie prime della zona. Mi limiterò ad elencarle, secondo il menù.

Antipasto.
Salmone, pesce spada affumicato, gamberetti in salsa di menta su uova di quaglia; prosciutto crudo con spiedini di frutta; albese con sedano e grana; castagne con burro; peperoni in bagna cauda; zampone e lenticchie.
Primi.
Risotto alle erbe; ravioli del plin al sugo d'arrosto; linguine allo scoglio (eccezionali, veramente).
Secondo.
Brasato di bue Piemontese con cipolline caramellate e purea di patate.
Dessert.
Coppa Alpi (frutti di bosco e gelato con sciroppo di amarena); mousse ai tre cioccolati (sorta di torta 900 di Ivrea: spettacolare).
Caffè, amaro alle erbe, grappa locale al ginepro.
Vini.
Dolcetto, Grignolino, Pinot Grigio e Spumante.

Quasi tutti i presenti hanno avuto a disposizione una bottiglia di spumante da far "scoppiare" allo scadere di mezzanotte. Sul Lungodora, una serie di fuochi artificiali, rigorosamente autorizzati dal Sindaco (ricordo: nostro padrone di casa), ha illuminato la notte per quasi un'ora.
Il conto è stato di 35,00 euro a testa.

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